Giornata della Memoria e indifferenza. Ieri come oggi

Fatico molto a scrivere sulla Giornata della Memoria. Da un lato capisco che serve qualcosa per ricordare al mondo i propri orrori, dall’altro la trovo una iniziativa ipocrita ricordare gli ebrei morti ma augurarsi che quelli vivi scompaiano nel nulla.

Mi piacerebbe moltissimo che la Giornata della Memoria oltre a ricordare gli oltre sei milioni di ebrei uccisi dalla follia nazista servisse anche per fare una specie di punto della situazione, che servisse insomma per capire se il mondo è progredito dalla Shoah ad oggi oppure sta tornando sui suoi passi. E purtroppo temo che il mondo stia tornando sui suoi passi, che faccia cioè gli stessi errori fatti con il nazismo.

La parola magica è indifferenza. Lo era al tempo dei nazisti e lo è ancora oggi che il nazismo assume diverse forme, oggi che gli antisemiti per nascondere il loro odio verso gli ebrei si fanno chiamare anti-sionisti, oggi che uno Stato apertamente islamo-nazista come l’Iran può tranquillamente minacciare di voler distruggere Israele senza che nessuno abbia l’ardire di protestare e, soprattutto, di fare qualcosa per impedirlo. Anche allora tutti sapevano ma non hanno fatto nulla per impedirlo. Indifferenza, i sei milioni di ebrei trucidati dai nazisti sono il frutto della indifferenza del mondo di fronte a questo sterminio di massa, la stessa indifferenza a cui si assiste oggi di fronte alla preparazione della nuova Shoah, di fronte al crescere dell’antisemitismo, di fronte al crescente odio antisemita verso Israele, un odio che viene furbescamente mascherato dietro a inesistenti “violenze ebraiche” verso i cosiddetti “palestinesi”, una indifferenza così evidente che porta il mondo a ritenere i 285 attacchi terroristici subiti da Israele in pochi mesi come se fosse una cosa normale, come se gli israeliani se lo meritassero.

Israele è la patria degli ebrei, per questo è continuamente sotto attacco, per questo viene minacciato di distruzione un giorno si e l’altro pure. Per niente altro.

Lo scorso anno proprio nella Giornata della Memoria lessi un intervento su Facebook (che purtroppo non ritrovo) nel quale un utente affermava che «gli unici ebrei simpatici sono gli ebrei morti». Ecco, in quell’intervento è racchiuso tutto il succo della Giornata della Memoria, tutta l’ipocrisia che circonda questo evento. Ricordare gli ebrei morti con simpatia proprio perché sono morti e augurarsi la morte degli ebrei vivi. Si può essere più ipocriti?

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