Giornata della Memoria: un ricordo ma soprattutto un monito

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Non è facile per me scrivere, questa maledetta malattia si sta portando via anche le mani, ma per una giornata come questa ci tenevo parecchio a farlo. Già perché oggi 27 gennaio è la Giornata della Memoria, la giornata che ricorda la Shoah.

E’ assurdo che ci sia stato bisogno di instituire una “Giornata della Memoria” per ricordare (o per non dimenticare) la più grande tragedia della storia moderna, lo stermino sistematico e pianificato di un intero popolo, di una razza. Eppure è stato necessario farlo non tanto, a mio modesto avviso, per non dimenticare quanto piuttosto perché l’odio che ha portato alla Shoah non si è mai definitivamente sopito e, anzi, negli ultimi anni si è decisamente rinvigorito anche se usa mezzi più moderni e meschini per palesarsi.

Oggi l’antisemitismo si nasconde dietro a supposte ragioni politiche, dietro l’odio per Israele, dietro all’antisionismo, dietro al conflitto israelo-palestinese, alle false informazioni su Gaza, dietro al complottismo esasperato che individua negli ebrei tutti i mali del mondo. Oggi l’antisemitismo si chiama Iran, Islam ma anche pacifismo a senso unico, quel pacifismo ipocrita che non vede al di la dei confini di Gaza city, che organizza allegre flotille per portare aiuto ai “poveri e oppressi palestinesi”, che oppressi lo sono veramente, ma da Hamas non certo da Israele. Quel pacifismo che ha completamente ignorato i massacri in Siria e continua a ignorare le tragedie del Darfur e del Congo, tragedie vere non studiate a tavolino e falsificate come quella inesistente della Striscia di Gaza.

Ecco perché ci è voluta la Giornata della Memoria, per ricordare al mondo libero non solo quello che è stato ma anche quello che potrebbe essere.

E se guardiamo bene quello che potrebbe essere lo possiamo vedere benissimo. Basta girare un secondo l’orecchio e l’occhio verso Teheran. Le dichiarazioni di Ahmadinejad in merito alla sua volontà di distruggere Israele non sono uno scherzetto, non sono parole dette da un comico, sono frasi pronunciate da un capo di Stato, di uno Stato che sta per dotarsi di armi nucleari. Ci sono molte similitudini tra Ahmadinejad e Hitler. Ambedue hanno preso il potere con l’inganno (a meno che non si voglia credere che le ultime elezioni in Iran siano state democratiche), ambedue hanno pianificato a tavolino lo sterminio deliberato di un popolo e ambedue hanno fatto di questa intenzione un obbiettivo politico. Anche quella tendenza nel dare agli ebrei la colpa dei mali del mondo li accomuna. Basta leggere le agenzie iraniane per capire di cosa sto parlando. Demonizzare l’ebreo, questo era l’obbiettivo di Hitler (che usò Goebbles per farlo) e questo è l’obbiettivo di Ahmadinejad e degli Ayatollah iraniani che usano i nuovi mezzi di comunicazione e la compiacenza di un mare di antisemiti per farlo.

Potrei continuare per ore a spiegare il perché di una “Giornata della Memoria” che in un mondo umanizzato sarebbe stata inutile. Ma il mondo non è umanizzato e allora la Giornata della Memoria diventa un monito più che un modo per ricordare. Fino a quando ci saranno leader come Ahmadinejad, fino a quando ci saranno i negazionisti, fino a quando ci saranno imbecilli come quelli arrestati in questi giorni a Napoli, fino a quando ci saranno pacivendoli e non pacifisti veri, fino a quando ci sarà la “cultura della menzogna”, fino ad allora ci sarà bisogno della “Giornata della Memoria”.

Last modified: Dic 3, 2017

One Response to :
Giornata della Memoria: un ricordo ma soprattutto un monito

  1. Moreno ha detto:

    Ho molto apprezzato l’articolo, Sig. Londei; ma temo che le parole che verranno dette oggi in tutto il mondo per non far dimenticare quell’immane tragedia, saranno insufficienti per cercare di estirpare la malapianta dell’antisemitismo. La Francia di oggi (anche a causa dell’espansione dell’islam) tende a somigliare a quella di Vichy; e gli altri paesi europei sono sulla stessa strada. Di Onu, Ue e compagnia brutta, preferisco non parlare..

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