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Gli Stati Uniti e non Putin rimangono i migliori alleati di Israele

Chi mi conosce sa che non ho in simpatia Barack Obama, lo ritengo il maggior responsabile dell’attuale macello che c’è in Medio Oriente e in Nord Africa. Ha concluso un accordo sul nucleare iraniano che grida vendetta e che probabilmente ha consegnato all’Iran la potenzialità nucleare, anche se forse non subito. Tuttavia è indubbio che gli Stati Uniti rimangono i migliori alleati di Israele, nonostante Obama e la sua guerra personale con Netanyahu.

Rabbrividisco quando vedo alcuni commentatori filo-israeliani paventare e augurarsi un qualche accordo tra Israele e la Russia di Putin. Capisco e condivido l’antipatia per Obama, capisco di meno la simpatia per Putin, uno che è il maggior alleato regionale dell’Iran e del dittatore siriano Bashar al-Assad, uno che solo pochi mesi fa ha venduto a Teheran il modernissimo sistema S-300 e chissà quante altre armi vende agli Ayatollah.

Obama, in compenso e nonostante i tanti madornali errori commessi in politica internazionale, ha appena concluso con Israele un accordo di aiuti militari miliardario, un accordo criticato da alcune parti e certamente migliorabile, ma che garantisce a Israele un ombrello protettivo che non viene garantito a nessun altro Paese al mondo. Putin lo avrebbe fatto? Avrebbe rinunciato alla strategica alleanza con Teheran per fornire aiuti militari a Israele? Non credo proprio e spiace che ci siano persone che “sognano” il contrario. Quello di Putin salvatore dell’occidente e strenuo combattente dell’estremismo islamico è un false flag che francamente non capisco da dove nasca visto che è il principale alleato di uno dei regimi islamici più radicali e violenti. L’unica cosa che fa Putin è combattere l’estremismo islamico concorrente di quello iraniano e curare gli interessi russi nella regione, né più né meno.

Poi con la testa e una buona immaginazione possiamo fare voli pindarici in ogni direzione e anche immaginare che Putin possa prendere il posto degli Stati Uniti nella difesa di Israele, possiamo immaginare un Putin difensore dell’occidente dagli estremisti islamici, possiamo immaginarlo come amico, ma poi a un certo punto si deve ancora tornare con i piedi a terra e la realtà sarà sempre quella, cioè che gli Stati Uniti sono e rimarranno i migliori alleati di Israele e dell’occidente, sempre sperando che Obama prima di andarsene non ne combini una delle sue.

2 Comments

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  • Concordo con l’articolo. Non credo che Israele pensi di sostituire l’America come alleato (anche se sul calore o al contrario la tiepidezza americana ci sarebbe da dire). Però davanti al disimpegno americano nel Medio oriente e a un Obama chiaramente inclinato verso il mondo islamico, tessere relazioni con Putin è solo frutto di intelligenza politica e di pragmatismo. Inoltre in un mondo sempre più multipolare (basti pensare a Cina, India e in generale al continente asiatico, ma anche a quello africano) l’idea di contare sullo zio Tom sarebbe alquanto ingenua e rischiosa. Se bisogna avere uno sguardo disincantato su Putin è bene averlo anche sugli USA. Già in passato le relazioni non sono sempre state idilliache (pensiamo a Kissinger e Golda Meir) ma il futuro potrebbe essere più complicato.

  • Caro Franco per una volta non sono propriamente
    d’accordo su quanto scritto,mentre condivido in
    pieno l’analisi di Elisabetta.Un antico proverbio dice:
    dagli amici mi guardi D-o che dai nemici mi guardo
    io.l’allusione al voltafaccia di obama e’ palese, e lo
    Stato di Israele, non puo’ permettersi il lusso di
    mettere,la propria sicurezza,la propria difesa,ed il
    proprio futuro SOLO nelle mani degli USA.Obama
    con un accordo militare dell’ultima ora(pieno di
    clausole e di obblighi per Israele) tenta di uscire
    dalla melma mediorientale in cui si e’ cacciato,cer
    cando di dare di se una immagine a cui io non credo,quella del fratello maggiore che per metterlo
    in riga, picchia violentemente il minore, e poi gli offre il gelato come prova di benevolenza. Ritengo
    quindi che Nethanyau faccia benissimo ad avere
    un buon rapporto con Putin,se non altro per non
    averlo contro,che sarebbe molto piu’ negativo.
    Ottime infine le aperture al mondo asiatico e al
    continente africano.Israele ha bisogno di tutti, ma
    alla fine sa che deve contare solo su se stessa.