Good morning Palestine

Written by | Blog, Medio Oriente

«Buongiorno dalla Palestina occupata dal mostro nazista israeliano». Così dice ogni giorno la scema del villaggio usando una linea telefonica israeliana e una connessione internet israeliana. «Sono stanco di sentir legare, strumentalmente, il riconoscimento dello Stato di Palestina con la ripresa delle trattative.» Così parla quel geniaggio di Manlio Di Stefano del M5S alla Camera per chiedere che anche l’Italia si “arabizzi” e voti una risoluzione per riconoscere la Palestina.

Ora, la prima vorrebbe boicottare tutto quello che è israeliano ma usa ogni giorno tecnologia israeliana, il che è un controsenso già di suo. Ma la “signora” ci ha abituati a queste stupidaggini da “star del web” e francamente è anche assai divertente leggerla, un po’ come leggere le avventure di Tom & Jerry. Ma il suo lavoro è quello e sa fare solo quello. Ma il secondo…… il secondo è davvero irritante. Lo hanno fatto pure capogruppo della Commissione Esteri della Camera per il M5S, uno che va in Israele ed esordisce dicendo “buongiorno dalla Palestina”, giusto per dire quale sia la sua preparazione in materia. E lo paghiamo anche (NOI) per dire queste cretinaggini. Quasi quasi mi sta più simpatico Di Battista che vuole trattare con lo Stato Islamico (a proposito, ma che software ha usato Casaleggio per scegliere i deputati del M5S, uno che davanti ad ogni cognome cercava il “Di” per valutarne il QI?).

Personalmente preferisco l’antisemita naturale, quello tutto Palestina e distintivo, quello che non appena lo metti in difficoltà con un paio di domandine semplici sulla Palestina e sui palestinesi ti banna, ti blocca e se potesse ti scorticherebbe vivo, ma che non retrocede di un millimetro dalle sue convinzioni. Almeno sai con chi hai a che fare e sai come combatterlo perché sai come combattere l’antisemitismo puro. Ma gente come Manlio Di Stefano come fai a combatterlo? Come puoi combattere l’ignoranza?

Mio nonno, buon’anima, diceva sempre «non far bere l’acqua del rubinetto a un contadino perché poi si sentirà evoluto. Ma rimarrà sempre un contadino» e mio nonno era un contadino. Ecco, mi pare che Manlio Di Stefano sia passato dall’acqua del pozzo a quella del rubinetto senza però fare tutta la trafila che necessita un passaggio così importante. Così, nel mio piccolo, lo vorrei aiutare riprendendo un post assai veritiero e al quale fino ad oggi nessuno ha saputo dare una risposta degna di questo nome. Lo chiameremo “domande rivolte a chiunque creda nella Palestina”:

Egregio Manlio Di Stefano, sarebbe così gentile da rispondere a qualche domanda? Se lei è così sicuro che la “Palestina” sia stata fondata molti secoli fa, ben prima della presenza degli ebrei e abbia lasciato tracce nella storia, beni culturali da conservare, eredità da difendere, certamente lei sarà in grado di rispondere alle seguenti domande:

Quando è stata fondata e da chi?
Quali erano i suoi confini?
Qual era la sua capitale?
Quali erano le sue città più importanti?
Qual era la base della sua economia?
Qual era la sua forma di governo?
Può citare almeno un leader palestinese prima di Arafat e di Amin Al Husseini, il muftì di Gerusalemme amico di Hitler?

La “Palestina” è stata mai riconosciuta da un paese la cui esistenza a quel tempo non lascia spazio a discussioni?
Qual era la lingua parlata nello stato di Palestina prima degli ebrei?
Avevano un sistema politico? Il loro sovrano portava un titolo? C’era un parlamento o un consiglio? Hanno combattuto delle battaglie?
C’è un qualche libro palestinese prima del Novecento? Può nominare uno scrittore palestinese, un pittore, uno scultore, un musicista, un architetto palestinese prima di tale data?

Esiste un piatto tipico palestinese, che lei sappia? Un costume caratteristico?
Che religione aveva la Palestina prima di Maometto?
Qual era il nome della sua moneta? Ne esistono degli esemplari in qualche museo?
Scelga pure una data nel passato anche recente e ci dica: qual era il tasso di cambio della moneta palestinese nei confronti del dollaro, yen, franco, ecc.?
Poiché questo paese oggi non esiste, può spiegare la ragione per cui ha cessato di esistere? E può specificarne la data di estinzione?
Se la sua organizzazione piange per il destino dei poveri palestinesi “occupati”, mi può dire quando questo paese era orgoglioso e indipendente?

Se le persone che, a torto o a ragione, chiamate palestinesi non sono solo una collezione di immigrati dai paesi arabi e se davvero hanno una identità definita etnica che assicura il diritto di autodeterminazione, mi sa spiegare perché non hanno cercato di essere indipendenti dai paesi arabi prima della devastante sconfitta nella Guerra dei Sei Giorni? Perché datano l’”occupazione” dal ’67, se prima i “territori palestinesi” erano governati da stati “non palestinesi” come l’Egitto e la Giordania?

Le ho fatto tante domande, mi auguro che potrà rispondere almeno a qualcuna. Finisco solo con una nota: spero che lei non confonda i palestinesi con i Filistei, che erano una popolazione marittima di lingua indeoeuropea (i popoli del mare) che fecero un’invasione in terra d’Israele, come anche in Egitto e nell’attuale Libano verso il nono secolo a.C. Il solo rapporto è l’invenzione romana che dopo la distruzione del Tempio, nel I secolo, ribattezzò quelle terre per spregio con il nome di un antico nemico dei ribelli ebrei. L’etimologia non è storia.

Altre domande scomode

Come mai non è nato uno Stato palestinese tra il ’48 e il ’67?
E poi un’altra domanda: come sono stati trattati i profughi palestinesi dai fratelli arabi prima e dopo il ’67, dopo ma anche prima sottolineo?
Conoscete gli orrori del “Settembre nero” in Giordania? Conoscete il ruolo della Siria nel massacro del campo di Tal el Zatar?
Ma soprattutto: sapete che se i palestinesi avessero accettato il piano di spartizione dell’Onu, oggi avremmo due popoli e due Stati? Non c’era bisogno di tante guerre e tanto spargimento di sangue se gli arabi e i palestinesi avessero accettato il diritto degli ebrei ad avere uno Stato. Questo pochi lo sanno. Pochi lo vogliono sapere.

E’ possibile che 20 anni dopo Oslo, miliardi di dollari, miliardi di euro, aiuti da tutto il mondo, compreso Israele, l’Autorità Palestinese non sia stata capace di costruire un solo ospedale moderno, una qualsiasi struttura e continui a piangere miseria? Questa è la domanda che molti si fanno, per “molti” intendo le persone pensanti, non certo i pacifisti filopalestinesi o i sinistri antisraeliani che continuano il boicottaggio contro Israele, accecati dall’odio e dalla loro criminale ideologia. Allora?
Qualcuno sa dirmi dove sono finiti i miliardi e perché l’ANP (per non parlare di Gaza) pullula di villone con piscina di proprietà dei capi e capetti palestinesi mentre non esiste un ospedale degno di questo nome, non esistono università se non quelle dove si allevano amorevolmente giovani fanatici destinati a diventare possibili terroristi, (es.: Bir Zeit)?
Qualcuno sa dirmi perché, letteralmente affogati, alla Paperon de’ Paperoni, nei miliardi che il mondo manda da decenni all’ANP, miliardi che avrebbero potuto ricoprire d’oro ogni casa palestinese e rendere ricco ogni singolo abitante, miliardi che avrebbero potuto costruire ospedali e atenei all’avanguardia, la popolazione palestinese vive male e chi ha bisogno di cure serie deve venire in Israele o andare in qualche altro paese disposto ad accoglierli e a curarli gratis?

Alcune persone dicono che gli arabi sono “nativi palestinesi”, mentre gli ebrei sono “invasori” e”colonizzatori”. Quindi, io ho letto le biografie dei leader israeliani e palestinesi e sono diventato confuso.
Ecco chi tra i leader israeliani e palestinesi è Nato il in Palestina:

Leaders israeliani:
BENJAMIN NETANYAHU, Nato il 21 ottobre 1949 a Tel Aviv.
EHUD BARAK, Nato il 12 febbraio 1942 a Mishmar HaSharon, Mandato britannico della Palestina.
ARIEL SHARON, Nato il 26 febbraio 1928 a Kfar Malal, Mandato britannico della Palestina.
EHUD OLMERT, Nato il 30 settembre 1945 a Binyamina-Giv’at Ada, Mandato britannico della Palestina.
ITZHAK RABIN, Nato il 1 March 1922 a Gerusalemme, Mandato britannico della Palestina.
ITZHAK NAVON, Presidente israeliano nel 1977-1982. Nato il 9 aprile 1921 a Gerusalemme, Mandato britannico della Palestina.
EZER WEIZMAN, Presidente israeliano nel 1993-2000. Nato il 15 giugno1924 a Tel Aviv, Mandato britannico della Palestina.

Leader arabi “palestinesi”:
YASSER ARAFAT, Nato il 24 agosto 1929 al Cairo, Egitto.
SAEB EREKAT, Nato il 28 Aprile 1955, in Giordania. Ha la cittadinanza giordana.
FAISAL ABDEL QADER AL-HUSSEINI, Nato il 1948 a Bagdad, Iraq.
SARI NUSSEIBEH, Nato il 1949 a Damasco, Siria.
MAHMOUD AL-ZAHAR, Nato il 1945 al Cairo, Egitto.

Quindi i leader israeliani, che sono nati in Palestina, sono colonizzatori o invasori.
Mentre i leader arabi palestinesi che sono nati in Egitto, Siria, Iraq e Tunisia sono nativi palestinesi????

Aspetto impaziente le sue risposte

Last modified: Dic 3, 2017

5 Responses to :
Good morning Palestine

  1. Adriano ha detto:

    semplicemente : pane al pane e vino al vino !!

    1. Alberto ha detto:

      Ma dopo tanti anni che siete in guerra tra Israele e Palestinesi, che quando andate a bere una caffè c’è rischio di non tornare, che neanche i muri come a Berlino riesco a fermare la guerra, carri armati missili sassi e tutto di più, non vi è venuta voglia di fare un po di pace?

      1. Franco Londei ha detto:

        questa è una domanda che andrebbe rivolta agli arabi

      2. Elisabetta ha detto:

        sono certa che Israele di voglia di pace ne ha molta, anche perché un paese civile e moderno cresce nella pace e nella stabilità.
        I suoi nemici arabi però chiamano pace un’altra cosa, la sua distruzione. E questa pace eterna non credo che sia nei progetti israeliani!
        Quanto al mondo arabo, ormai dominato da decenni dal culto della morte, dei martiri assassini e del jihad la pace interessa ben poco. Lo dicono in tutti i modi possibili, ce lo fanno vedere in ogni modo (dalla formazione dei bambini come futuri martiri alle manifestazioni di gioia dopo gli attentati ecc.ecc.) ma gli occidentali non vogliono sentire e vedere, e pensano che i loro valori (pace, stabilità, prosperità economica ecc.) siano universali.
        I palestinesi non vogliono la pace con Israele, vogliono che Israele sparisca.E’ molto semplice

  2. Massimo Gioggia ha detto:

    Mi complimento per il suo articolo che, ovviamente, condivido appieno.
    Mi faccia sapere come posso fare per poterla seguire, in particolare a proposito di questo argomento. Buona giornata.

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