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Grillo, Berlusconi, Bersani, tre nomi un unico destino e, in almeno un paio di casi, un obbiettivo: rovinare in maniera definitiva l’Italia attraverso l’ingovernabilità e i veti incrociati. Il teatrino a cui stiamo assistendo in queste ore è quando di peggio la politica politicante potesse offrirci.

Grillo, l’emblema della distruzione scesa in terra. Un partito “grillocentrico” che non ammette dissidenti. Verbalmente (per ora) violentissimi, i grillini non ne vogliono sapere di fare qualcosa di concreto per il Paese nonostante abbiano  ottenuto daglie lettori un ampio mandato proprio per questo. Non so fino a  che punto sia una scelta politica o di interesse personale di qualcuno dietro al Movimento 5 Stelle, ma a volte si ha l’impressione che semplicemente non sappiano esattamente cosa fare, come tanti robot che aspettano gli imput dal capo (che non è Grillo, almeno quello vero, come ci viene spiegato da Rights Reporter e da Michele Di Salvo). Grillo contesta da anni Berlusconi ma in fondo è solo la fotocopia solo un po’ più povera del Cavaliere. Stesso egocentrismo (forse addirittura maggiore), stesso sistema di comando verticale, quasi bolscevico (nel caso di Grillo, iraniano). Un programma basato sulle promesse irrealizzabili o demenziali, senza un minimo di spiegazione sui mezzi da usare per realizzarlo (probabilmente perché non ci sono). Lo stesso carisma in campagna elettorale con tutti i dubbi sulla fase successiva, quella di Governo. Lo detto e lo ripeto, ma con tutto il rispetto per i milioni di elettori  che lo hanno votato: Grillo è un bluff clamoroso, più clamoroso di Berlusconi.

Su Berlusconi vorrei spendere solo poche righe anche perché davvero non ci sono più parole. E’ riuscito a far dimenticare a qualche milione di suoi elettori tutti i danni fatti negli ultimi otto/nove anni in cui ha governato facendo passare l’idea che tutte le colpe fossero del povero Monti, un altro che non merita la sufficienza ma che non può e non dovrebbe essere accusato di colpe non sue. Pluri-inquisito, ha bloccato diverse riforme importantissime o le ha rese inefficaci (mi viene in mente l’inutile legge sulla corruzione). Francamente non se ne può davvero più di quest’omuncolo. Probabilmente il segreto del suo successo elettorale, maggiore alle aspettative, non risiede tanto nelle ridicole promesse, quanto piuttosto in una mancanza di una leadership nel centrodestra che non sia la sua. Il suo obbiettivo, come quello di Grillo, è l’ingovernabilità del paese e continuare a galleggiare attraverso i privilegi parlamentari un millimetro sopra alle decine di inchieste che lo riguardano. Una vittima per i suoi numerosissimi adepti, in realtà basterebbe un minimo di onestà morale per capire la realtà dei fatti. BASTA.

Ed eccoci a Bersani. Lui ha le colpe maggiori dell’attuale empasse post-elettorale. Ha fatto fuori Renzi usando i vecchi sistemi del PCUS leggermente rivisti. Ha protetto lo status quo bolscevico del Partito Democratico, gli intrallazzi con le cooperative rosse, con le banche ad esse legate, con la vecchia guardia di D’Alema e Bindi con l’aggiunta di Fassina, un D’Alema in fasce ma che promette benissimo. Gli elettori lo hanno punito votando in massa per Grillo. Non solo, non ha attirato a se i milioni di elettori delusi dal PDL che anche loro si sono indirizzati verso l’unico che poteva dare l’impressione (sbagliatissima) che si potesse cambiare, sempre Grillo. Anzi, per dirla tutta, quegli elettori delusi dal PDL proprio non gli ha voluti e quando Renzi ha detto che invece lui li avrebbe voluti, lo ha crocefisso per interposta persona (D’Alema, Bindi e Fassina, il trio dell’Ave Maria). Si è alleato con Vendola che gli ha portato una miseria di voti confermando che i comunisti sono come le tigri bianche del Bengala, una razza in via di estinzione. E’ riuscito nella missione impossibile di non vincere nonostante l’enorme margine di qualche mese fa.

E adesso? Beh, adesso siamo nella merda. Ci vorrebbe una botta di culo e cioè che i neoeletti parlamentari si mettessero una mano sulla coscienza e che superino gli ordini provenienti dall’alto pensando solo a fare il bene del Paese. Ci vorrebbe un Governo di Unità Nazionale che faccia le leggi più urgenti che non sono quelle che mirano a distruggere Berlusconi, come per esempio il conflitto di interessi, certo necessario ma non prioritario come una buona legge per lo sviluppo. Ci vorrebbe che qualcuno si decida a prendere per le orecchie le banche e faccia cacciare loro i soldi avuti dalla BCE per rilanciare l’economia attraverso il credito, soldi finiti invece nelle loro speculazioni folli. Insomma ci vorrebbe una buona politica che vada oltre il concetto di destra e di sinistra e che vada anche oltre l’assurdo pensiero Grillino.

Ma dubito molto che questo possa avvenire perché Grillo, Berlusconi e Bersani vorranno imporre ai loro parlamentari il loro sistema verticistico e questi, molto probabilmente, obbediranno come tanti soldatini dimenticando il mandato che hanno avuto dagli elettori.

E allora l’unica speranza che abbiamo in questo momento sta nelle mani del vecchio Presidente della Repubblica che si spera possa trovare una soluzione valida a questa empasse. Anche qui, a dire il vero, non è che le speranze siano tante, ma se trovate una tavoletta che vi possa aiutare a stare a galla in un oceano di merda vi ci aggrappate, anche se è minuscola.

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