Guerra Iran Israele: tre possibilità per Gerusalemme

Written by | Secondo Protocollo

Da mesi non si parla altro che di una possibile guerra Iran Israele. Il programma nucleare iraniano procede a grandi passi mentre la comunità internazionale non riesce a trovare il modo di arginare la corsa iraniana verso il nucleare. A causa di questa situazione e considerando le reiterate minacce iraniane, è chiaro che Israele pensi a tutelare la propria esistenza.

Su questo il mondo è diviso in tre “linee di pensiero” ben definite. Ci sono gli interventisti che chiedono un immediato bombardamento delle centrali nucleari iraniane, il che non significa muovere guerra all’Iran ma significa colpire chirurgicamente dove c’è bisogno. Poi ci sono gli attendisti (Obama, la Ashton, la Gran Bretagna e altri) che pensano si debba dare il tempo alle sanzioni contro l’Iran di fare effetto e che il rischio che un attacco alle centrali nucleari scateni una guerra su vasta scala sia troppo grande. Infine ci sono quelli che accettano il fatto che l’Iran si doti di armi nucleari e che sono assolutamente contrari a qualsiasi ipotesi di intervento militare. A dire il vero ci sarebbe anche una quarta categoria, per altro molto numerosa, quella degli ipocriti, quella cioè di quelle persone che fanno parte della terza categoria ma che per giustificare il loro pensiero (o speranza) si nascondono dietro ad un falso pacifismo, un pacifismo appunto ipocrita perché mira direttamente all’annientamento di Israele.

Bene, detto questo va anche ricordato che Israele nella sua pur breve storia non ha mai agito tendo in considerazione gli umori della comunità internazionale o per prendersi il plauso di qualcuno. Israele ha sempre agito mettendo al primo posta la propria sopravvivenza e la sicurezza dei suoi cittadini. E allora, tenendo bene in conto che la minaccia iraniana è reale e concreta, quali sono le possibilità in mano a Israele? In sostanza sono le stesse che dividono il mondo, cioè: attendere l’effetto delle sanzioni, accettare il nucleare iraniano o intervenire.

  1.  Attendere l’effetto delle sanzioni – La prima possibilità è quella più gettonata dalla comunità internazionale. In realtà è stata quella adottata da Israele fino ad oggi, solo che non ha dato (e non sta dando) i risultati sperati. L’Iran procede speditamente nel suo programma nucleare anzi, sta letteralmente prendendo per il naso il gruppo dei 5+1, gli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) e tutti coloro che credono nella “buona fede” iraniana. Personalmente penso che questa tattica possa portare solo a un risultato, quello di vedere un Iran armato di ordigni nucleari.
  2. Accettare che l’Iran si doti di armi nucleari – Questa seconda ipotesi altro non è che il risultato della prima con la differenza che saremmo di fronte ad una resa palese, una resa allo sterminio e all’annientamento totale dello Stato di Israele senza combattere, senza opporre resistenza. Sarebbe come prendere di nuovo e consapevolmente i treni per Auschwitz.
  3. Intervenire – Con il termine “intervenire” si intende un intervento militare mirato sulle centrali nucleari iraniane e non, come dicono i catastrofisti alla Giulietto Chiesa, un vero attacco militare all’Iran. Si colpirebbero solo le centrali nucleari e non le città, quindi nessun rischio per i civili. A meno che anche gli iraniani non vogliano prendere l’usanza araba di mettere i civili intorno agli obbiettivi militari per poi sostenere che “Israele colpisce i civili”. E’ chiaro, la possibilità che l’Iran o chi per esso (Hamas e soprattutto Hezbollah)  reagisca colpendo le città israeliane (e quindi i civili) è molto alta. Sarebbe una escalation e una semplice azione contro siti nucleari illegali si potrebbe trasformare in un vero conflitto aperto con conseguenza non ancora completamente prevedibili. Questo spaventa molto la comunità internazionale. Ma, come detto, Israele non fa di questi calcoli e se c’è in ballo la sua esistenza fa quello che c’è da fare, sempre.

Personalmente, fallita evidentemente la prima ipotesi (attendere l’effetto delle sanzioni), scartando a priori la seconda (accettare che l’Iran si doti di armi nucleari), propendo decisamente per la terza (intervenire). Lo so, qualcuno mi darà della guerrafondaia solo perché non accetto di farmi annientare senza combattere, ma l’ultima volta che gli ebrei hanno accettato una tale evenienza il risultato è stato l’olocausto.

Oggi Israele si trova di fronte a questa scelta: accettare un nuovo olocausto senza combattere, oppure cercare in tutti i modi di evitarlo. Lo sterminio o la sopravvivenza. Beh, scusate, datemi pure della guerrafondaia, ma io scelgo di sopravvivere.

Miriam Bolaffi

Last modified: Dic 3, 2017

5 Responses to :
Guerra Iran Israele: tre possibilità per Gerusalemme

  1. Gennaro ha detto:

    L’Iran è consapevole di questa giusta deduzione; per cui credo che stia già provvedendo a colpire la capitale nemica con un anonimo razzo, il quale sarà a corto raggio e partirà da mare. Attenzione alle due navi ancorate nel porto siriano!

  2. Gennaro ha detto:

    L’Iran è consapevole di questa giusta deduzione; per cui credo che stia già provvedendo a colpire la capitale nemica con un anonimo razzo, il quale sarà a corto raggio e partirà da mare. Attenzione alle due navi ancorate nel porto siriano!

  3. Milano ha detto:

    Uno spettro si aggira sul palcoscenico:
    é il redivivo Turco Napoletano!
    Non può essere altrimenti. perché ha una importante missione:
    sdrammatizzare!
    Grazie al suo spirito e al suo provvidenziale travestimento da eunuco,
    si mette pace in una famiglia, che guarisce dalla gelosia e dall’avarizia del padre, trionfa l’amore e viene allontanato il guappo prepotente.
    Ma il pubblico stavolta non applaude.
    Già: il teatro e la vita non son la stessa cosa!
    Così diceva Leoncavallo.
    E anche Totò lo sapeva bene.

  4. Milano ha detto:

    Uno spettro si aggira sul palcoscenico:
    é il redivivo Turco Napoletano!
    Non può essere altrimenti. perché ha una importante missione:
    sdrammatizzare!
    Grazie al suo spirito e al suo provvidenziale travestimento da eunuco,
    si mette pace in una famiglia, che guarisce dalla gelosia e dall’avarizia del padre, trionfa l’amore e viene allontanato il guappo prepotente.
    Ma il pubblico stavolta non applaude.
    Già: il teatro e la vita non son la stessa cosa!
    Così diceva Leoncavallo.
    E anche Totò lo sapeva bene.

  5. Carmelo Tuscano ha detto:

    se l’america ho israele non intervengono decisamente x fermare in ogni
    modo possibile
    l’iran
    quando l’iran avra la bomba atomica la lancera prima su israele e poi su altri paesi.e questo che vuole l’iran che e guidata dal male.il temporeggiare della comunita internazionale e controproducente
    la storia ci insegna,non si deve dare corda ai stati dittatoriali.nemo profeta in patria.cosi e stato anche con hitler.israele ha ragione da vendere ma nessuno lo ascolta

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