Haiti: bambini preziosi, in tutti i sensi. Evitare la caccia all’untore

Andiamoci cauti con le accuse di traffico di bambini. Mi riferisco all’episodio accaduto ieri ad Haiti quando un gruppo di americani facenti parte di una organizzazione umanitaria è stato fermato al confine con Santo Domingo perché portavano con loro 33 bambini di età compresa tra due mesi e 14 anni.

Da subito si è urlato al mostro, ai trafficanti di bambini, al mercato clandestino delle adozioni e, perché no, al mercato di organi. In realtà sembra che il gruppo di americani farebbe parte della “New Life Children’s Refuge”, una organizzazione umanitaria legata alla Chiesa Battista e che stava semplicemente trasferendo i bambini da Haiti ad una casa di accoglienza nella Repubblica Domenicana gestita da alcuni sacerdoti battisti. I bambini proverrebbero tutti da un orfanotrofio di Port-au-Prince gestito sempre dalla comunità battista e crollato in seguito al terremoto. Niente traffico di bambini quindi ma un semplice trasferimento da una struttura che non c’è più ad una certamente più sicura e confortevole.

E’ vero che gli americani non avevano alcun documento delle autorità haitiane che li autorizzasse a fare tale trasferimento, ma è anche vero che pochi giorni prima avevano chiesto ed ottenuto dalle autorità domenicane il permesso di trasferire i bambini a Santo Domingo. Difficile pensare a come ottenere in fretta i permessi necessari al trasferimento dalle autorità preposte ad Haiti dato che il Paese è nel caos più totale. La richiesta fatta alla Repubblica Domenicana proverebbe invece le buone intenzioni del gruppo.

I bambini di Haiti sono al centro di un immenso giro di affari che va dalle adozioni a distanza alle adozioni vere e proprie, dal traffico di adozioni illegali fino a quello degli organi. In questo giro di affari tutti ci guadagnano, comprese quelle organizzazioni umanitarie che gestiscono i ricchissimi progetti di adozioni a distanza, progetti più che leciti e giusti, non fraintendiamo, ma pur sempre un “business umanitario” tra i più importanti. Negli ultimi giorni le più grandi organizzazioni mondiali per la tutela dei bambini avevano lanciato appelli riguardo alla possibilità che il mercato delle adozioni illegali facesse affari post-terremoto ad Haiti. Certo, un avvertimento più che giusto, ma dov’erano quelle stesse “grandi organizzazioni” prima del terremoto quando Haiti era al centro di un floridissimo mercato di adozioni illegali (e non solo)? Ora che Haiti è sotto i riflettori mondiali e che la gente mette mano al portafoglio colpita da questa immensa tragedia tutti vengono fuori, ma prima erano pochissimi quelli che si interessavano ai bambini di Haiti.

Una delle americane arrestate ieri, tale Laura Sillsby, ha detto una cosa molto importante e vera: “questi bambini sono preziosi”. Sicuramente lei intendeva preziosi in senso umano non in senso economico, ma in molti invece li considerano preziosi in senso economico e non sono solo i trafficanti di bambini.

Ora, facciamo molta attenzione a distinguere gli ipocriti e gli approfittatori da chi invece intende portare avanti un programma serio di adozioni a distanza o reali. La cosa migliore è sempre quella di non sradicare i bambini dalla loro terra, per cui l’adozione a distanza è una cosa ottima e da preferire alla vera e propria adozione, purché sia gestita da organizzazioni assolutamente serie. In questi giorni sono fiorite le richieste di finanziamento da parte delle più disparate associazioni che fino a ieri non sapevano nemmeno dove stava Haiti. Evitiamo di donare denaro a queste strutture e cerchiamo quelle più serie e già impegnate sia ad Haiti che in altre parti in progetti del genere. In Italia le Ong che fanno parte di AGIRE sono certamente sicure e affidabili. Evitiamo di ascoltare chi “urla più forte”, chi lancia allarmi al ritmo di uno al giorno per attirare su di se l’attenzione dei media e conseguentemente le donazioni. Seguiamo chi lavora in silenzio e senza tanti sensazionalismi piuttosto che quelli campano di “warning”.

Il caso degli americani arrestati ieri per sospetto traffico di bambini potrebbe essere solo una bolla di sapone ma provocata proprio dall’estremo sensazionalismo di certe organizzazioni. Teniamo alta la guardia ma evitiamo la caccia all’untore. I bambini di Haiti sono preziosi, davvero preziosi, in tutti i sensi.

Bianca B.

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