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Hezbollah: inspiegabile la titubanza europea sul gruppo terrorista libanese

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Hezbollah inserito nella lista nera europea dei gruppi terroristi? Si, forse, ma anche no. C’è confusione sul da farsi a Bruxelles. All’inserimento del gruppo terrorista libanese nella lista nera europea dei gruppi terroristi si oppone con fermezza la rappresentante europea della politica estera, Catherine Ashton, seguita incredibilmente dalla maggioranza delle cancellerie europee.

E’ davvero incredibile come un gruppo chiaramente terrorista, che attualmente combatte a fianco di Bashar El-Assad e che partecipa attivamente alla repressione del popolo siriano, un gruppo nato con la finalità di distruggere uno Stato democratico (Israele), che si è reso responsabile di sanguinosi attentati all’estero (l’ultimo a Burgas, in Bulgaria) e in patria, che ha ucciso senza pietà l’ex premier libanese, Rafik Ariri, come ha appurato il Tribunale Speciale per il Libano, e chiunque gli si sia opposto, possa essere considerato alla stregua di un partito politico.

Eppure l’Europa stenta a definire con chiarezza cosa sia Hezbollah e rifiuta un accostamento, che è più che palese, al terrorismo internazionale dimostrando, ove ce ne fosse bisogno, che nella lotta al terrorismo l’Europa è debolissima se non addirittura ricattata.

Come detto, a guidare la truppa degli scettici (non è chiaro quanto interessati) è la baronessa inglese Catherine Ashton, che nella sua breve e ingloriosa vita politica si è distinta solo per il forte antisemitismo e per l’odio viscerale verso Israele. La Ashton in questa vera battaglia è sostenuta a spada tratta dalla Francia, dalla Gran Bretagna, dalla Svezia e dalla Danimarca. Molti altri Stati sono indecisi compresi Italia e Germania anche se in questi due ultimi Stati c’è una fortissima campagna per inserire Hezbollah nella lista nera europea dei gruppi terroristi condotta senza sosta dalla deputata italiana Fiamma Nirenstein e dal tedesco Philipp Missfelder, portavoce del partito della Merkel. Ma è evidente che le pressioni, per quanto forti, non riescano a scardinare la resistenza della Ashton e del gruppo che fa capo a lei.

Alla base, secondo alcuni esperti, c’è la convinzione da parte dell’Europa che Hezbollah non sia un problema europeo ma che sia solo un problema israeliano. Un errore di valutazione clamoroso. Infatti il gruppo terrorista libanese nel corso degli anni ha ampiamente dimostrato non solo di avere succursali e cellule attive in tutto il mondo (e anche in Europa) ma di poter colpire anche fuori dai propri confini. Non solo, è ampiamente dimostrato come Hezbollah sia praticamente dietro a quasi tutte le transazioni di armi che dal vecchio continente prendono la strada del Medio Oriente. A tal proposito un esempio ci arriva dal carico di armi sequestrato pochi giorni fa a Napoli e diretto in Egitto (probabilmente ad Hamas). Le indagini, per altro coperte da comprensibile riserbo, stanno puntando decisamente su Hezbollah e su una sua cellula presente in Macedonia (ma anche in Kosovo). Che dire poi delle tonnellate di cocaina che dal Sud America (via Hezbollah Venezuela) inondano l’Europa?

Come si vede, quindi, il “problema Hezbollah” è tutto fuorché un problema esclusivamente israeliano ma è decisamente globale. Lo hanno capito da molti anni gli USA che infatti hanno inserito il gruppo terrorista libanese nella loro lista nera. L’Europa invece è titubante e francamente non se ne capiscono le ragioni. Qualcuno sostiene che alla base ci sia il timore di attentati terroristici in suolo europeo, rimasto sostanzialmente al margine della lotta internazionale al terrorismo se si fa eccezione per gli attentati in Spagna e in Gran Bretagna. Secondo me (ma non solo) invece alla base c’è un reiterato odio verso Israele e la sua politica, mascherato molte volte dalla diplomazia e dal suo linguaggio controverso. Non credo infatti che l’Europa possa essere ricattata da Hezbollah (e quindi dall’Iran) e quindi non scorgo altre ragioni plausibili per questo incredibile vuoto normativo europeo.

Hezbollah è chiaramente un gruppo terrorista, un gruppo che vuole l’eliminazione dell’unica democrazia in Medio Oriente, che partecipa attivamente alla macelleria in Siria, testa di ponte verso l’Europa della prepotenza iraniana, coinvolto in traffici di armi e droga e autore di efferati e sanguinosi attentati. Solo chi è in malafede può negare questa evidenza. Capito sig.ra Ashton?

Analisi di Noemi Cabitza 16 dicembre 2012