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I boicottatori anti-israeliani e le innovazioni arabe

La mente contorta dei boicottatori di Israele sforna in continuazione scemenze di ogni tipo. L’ultima in ordine di tempo è il boicottaggio da parte di 168 presunti accademici italiani degli accordi tra Technion e alcune università italiane denunciata da Rights Reporter lo scorso 30 gennaio.

Già il fatto di definire accademici coloro che lavorano contro la scienza è di per se un controsenso. Ma tutti sappiamo che dietro a questo boicottaggio verso Israele, come del resto in tutti gli altri boicottaggi verso lo Stato Ebraico, ci sono ben altre motivazioni riguardo a quelle spiegate dai boicottatori. Persino Hamas lo ha capito e ha dato ampio risalto alla notizia. Se fossi politicamente corretto lo potrei chiamare un metodo “anti-israeliano” ma siccome io e il politicamente corretto non andiamo molto d’accordo lo chiamerò con il suo nome: antisemitismo.

A leggere il cosiddetto “appello” dei boicottatori ci sarebbe da ridere se non fosse una cosa terribilmente seria. La tecnica usata dagli accademici è sempre la stessa e fa leva sulla profonda ignoranza di coloro che potenzialmente si trovano d’accordo con le loro osservazioni, gente che spesso a malapena sa dove sia Israele o la cosiddetta “Palestina”. Il consenso non viene ottenuto perché le argomentazioni sono serie e fondate, tutt’altro, ma come nel caso di Hamas è un consenso dettato esclusivamente dall’odio verso Israele e più in generale verso gli ebrei. Il fatto poi che questa gente faccia parte del mondo accademico fornisce agli odiatori e boicottatori una sorta di “certificato di garanzia”: lo hanno detto gli accademici e quindi è vero. Una volta i vecchietti incolpevolmente ignoranti dicevano la stessa cosa della TV: lo ha detto la televisione quindi è vero.

Oggi gli accademici boicottatori, odiatori e antisemiti sono la nuova TV degli ignoranti e internet è il mezzo con cui fanno proselitismo.

Poi vai a spiegare a questa gente che il Technion è uno dei maggiori centri di ricerca israeliani, che dalla ricerca israeliana sono venute quelle innovazioni che oggi permettono ai boicottatori di sparare le loro stupidate, che senza quelle invenzioni israeliane non ci sarebbero i processori per i computer, le cure per le peggiori malattie e tante altre rivoluzionarie invenzioni. Vaglielo a spiegare a chi ha gli occhi intrisi di odio e ignoranza.

E chissà se a nessuno è venuto in mente di chiedere a questi 168 poverini di accademici se la loro iniziativa aveva come secondo fine quello di attivare collaborazioni con centri di ricerca arabi. A già… non ce ne sono di centri di ricerca arabi, gli arabi non hanno mai inventato nulla se non il terrorismo islamico. Nemmeno questa possono usare come scusa per negare il loro antisemitismo.

2 Comments

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  • Se uno avesse tempo credo che sarebbe interessante scavare nel curriculum di questi luminari, pubblicazioni, ecc.ecc. Temo che la maggior parte di loro di meriti accademici ne abbia pochi – del resto in Italia non è indispensabile -, qualcuno avrà “meriti politici”‘ e via così. Hanno scelto la parte “giusta” per avere consenso, cioè dare addosso a Israele.
    Considerando che questi eroi del libero pensiero sono poche centinaia a fronte di circa 50000 docenti (se non sbaglio), quel che dispiace è il silenzio vile e assordante dei rimanenti.

    • diversi di loro (i cosiddetti “accademici”) sono noti solo per le stronzate che sparano