I leoni da tastiera contro i bambini del Congo

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Ieri sono finalmente arrivati a casa i bambini del Congo adottati da alcune famiglie italiane e incredibilmente trattenuti dalle autorità congolesi per diversi mesi. Anche un “vecchio razzista” come me (cercate di capire l’ironia) non può che esserne contento, anzi, felicissimo per quei bambini e quelle famiglie che sicuramente si erano trovate in mezzo al tipico “calderone africano” magari perché si erano fidati di persone poco propense all’umanità e più attaccate al vil denaro.

Eppure, nonostante si tratti di una cosa bellissima, di un incredibile atto d’amore e di generosità, su internet si è scatenato il solito coro di razzisti, gli ormai famigerati leoni da tastiera, quelli coraggiosi solo dietro a un computer e possibilmente in anonimato.

Si è letto di tutto su alcune bacheche di Facebook. Qualcuno è andato addirittura a tirare fuori un vecchio post apparso tempo fa sul blog di Grillo (questo) nel quale un “eminente esperto” di cultura africana e, immagino, di adozioni internazionali, metteva sottilmente in dubbio la legittimità di queste adozioni.

Ora, che qualcuno abbia approfittato dell’amore di queste famiglie può anche essere, che ci siano “associazioni caritatevoli” che poi tanto caritatevoli non sono ci può anche stare, ma tirare fuori un articolo che insinua dubbi per chiedere addirittura una inchiesta su queste adozioni mi sembra troppo anche per un razzista.

Il fatto è che i razzisti duri e puri, tutti leoni da tastiera, non hanno digerito che questi bambini siano arrivati (finalmente, aggiungo) a casa loro, cioè in Italia, dove ad attenderli c’erano famiglie serie che con un grandissimo atto d’amore li hanno sottratti da una vita di povertà e miseria. Qualcuno si chiedeva quanto ci era costato andarli a prendere con un aereo della Farnesina (se guardassero veramente dove spende i soldi il MAE…..), qualcun altro paragonava questa azione caritatevole all’operazione mare nostrum ironizzando sul fatto che “adesso li andiamo a prendere con l’aereo”.

Lasciatemi dire che è uno schifo, che internet da bastione della libertà di espressione qual’era è diventato il mezzo di trasmissioni delle peggiori regressioni umane, un posto dove i leoni da tastiera si sentono finalmente forti e coraggiosi, tanto coraggiosi da prendersela con un gruppo di bambini ITALIANI che hanno avuto la sfortuna di nascere in Congo e la fortuna di trovare in Italia delle famiglie davvero perbene.

Dietro questi fatti è difficile pure fare un ragionamento serio e ponderato sulla immigrazione, sul mercato delle adozioni e su quanto ci sarebbe da andare a fondo su certi episodi (non mi riferisco a questo nello specifico). Di fronte a questi leoni da tastiera non rimane altro che tacere e vergognarsi di appartenere alla razza umana.

Last modified: Dic 3, 2017

6 Responses to :
I leoni da tastiera contro i bambini del Congo

  1. Paolo Iob ha detto:

    Mi fanno schifo questi leoni da tastiera, mi fanno schifo pure quelli che in questa vicenda si sono ricavati una passerella personale con tanto di book fotografico

  2. wallaper ha detto:

    Io dico che se fossero stati arabi lei si sarebbe volentieri aggiunto al gruppo di suoi colleghi. Che differenza c’è ytra chi denuncia l'”islamizzazione” e chi l'”africanizzazione”?

    1. Franco Londei ha detto:

      in realtà se fossero stati bambini arabi sottratti al medioevo islamico ne sarei stato felicissimo. Ogni essere umano sottratto all’islam è una vittoria. Per altro il sottoscritto non ha mai parlato di “africanizzazione” mentre invece ha parlato di “islamizzazione” e la differenza non è poca

  3. Moreno ha detto:

    Concordo, parola per parola…

  4. sed ha detto:

    Ogni essere umano sottratto all’islam é una vittoria e lei non é un razzista? D’altronde ha mai sentito un razzista dochiararsi tale?

    1. Franco Londei ha detto:

      se lei considera razzismo l’essere contro l’Islam e tutte le violazioni dei Diritti Umani che questa specie di religione comporta allora ha ragione, sono un razzista

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