Il monito che arriva da Tolosa: quanti sono i Mohamed Merah in Europa?

Written by | Secondo Protocollo

Mohamed Merah è morto. La bestia che ha assassinato a sangue freddo tre bambini ebrei e un padre di famiglia, che ha sparato uccidendoli tre parà francesi, è finalmente volato da Allah e dal suo plotone di vergini che lo attendevano eccitate. L’ho chiamato bestia in contrapposizione di tutti quelli che a dispetto delle evidenze (e probabilmente solo per provocare, riuscendoci) lo continuano ancora a chiamare “presunto killer di Tolosa”.

Ma un merito a questo bastardo bisogna darglielo: quello di aver fatto emergere da un lato l’enorme antisemitismo di certi personaggi (le vignette di Vauro diffuse ieri sono a dir poco oltraggiose) mentre dall’altro l’indecente silenzio sceso su chi fosse veramente questo animale islamico, un fatto che i sinistri di tutta Europa si guardano bene dal commentare.

E allora diciamolo chi era questo porco infame che amava sparare a sangue freddo ai bambini ebrei. Era una persona normalissima, di quelle persone che sono il vanto dei sostenitori dell’integrazione. Lo definiscono un “franco-algerino perfettamente integrato”, insomma quasi un esempio da mostrare a coloro che invece sostengono che l’integrazione con queste bestie non è possibile. Lavorava, era educato, non rompeva più di tanto, andava in moschea ma non faceva discorsi da integralista. Insomma, apparentemente era uno come centinaia di migliaia di giovani islamici attualmente in Europa. Peccato che sotto questa maschera nascondesse la sua vera indole, quella del mujaheddin. Ora la domanda viene spontanea: quanti sono i mujaheddin mascherati da bravi ragazzi perfettamente integrati che imperversano in Europa?

Certo, adesso i soliti moralisti si affretteranno a definirlo “un pazzo”, un “cane sciolto”, oppure “un caso unico” e addirittura “il frutto della discriminazione occidentale” come ha fatto ieri qualcuno sul sito di Emergency, una specie di vittima. Beh, prima di tutto non era affatto pazzo e dubito molto che sia stato un caso unico. Basta girare qualche forum islamico per vedere come viene idolatrato da ragazzi che vivono in Europa, magari anche loro “perfettamente integrati” come lo era la bestia di Tolosa. Di certo non era “la vittima”.

Intendiamoci, non voglio fare di ogni erba un fascio, non voglio che si pensi che tutti gli islamici siano come Mohamed Merah, ma voglio porre alcune semplici domande. Per esempio, siete a conoscenza di un islamico che abbia condannato il gesto di questa bestia? Potete indicarmelo? Avete provato ad aprire un discorso su Mohamed Merah con qualche islamico? E come ha reagito? Si è dissociato da lui? Se si, potete indicarmelo? Penso di non esagerare se dico (opinione personalissima) che ci siano davvero pochissimi islamici che si siano dissociati da Mohamed Merah o che intimamente non ne abbia apprezzato la bestialità (i più arditi lo chiamano “coraggio”).

Ecco che allora Mohamed Merah diventa l’esempio lampante dell’integrazione islamica in Europa. Smettiamola con l’ipocrisia, smettiamola di sostenere che questa gente è “perfettamente integrata” magari perché è nata e cresciuta in Europa o perché magari ci sembra che si comporti come noi. Non è così. C’è un abisso tra l’islam e il mondo libero, un abisso che tutta l’ipocrisia di certi personaggi sinistri non può colmare e che, anzi, sta crescendo proprio con le nuove generazioni. Basta dare una occhiata a quello che avviene in Gran Bretagna e in altri Paesi del nord Europa. Si può anche far finta di non vederlo ma l’evidenza è lì, davanti a tutti. E chi di loro sceglie altre vie, come quei tre parà uccisi da Mohamed Merah, viene come minimo isolato quando non, appunto, ammazzato. Figuriamoci se poi sono pure donne (Sanaa, Hina e tutte le altre di cui non sappiamo nulla).

E’ arrivato il momento che l’ipocrita silenzio degli indecenti sulla pericolosità dell’islam per il mondo libero cessi e che si affronti il problema apertamente senza aver paura di essere tacciati di razzismo. Io non mi sento affatto razzista se dico di essere fermamente e convintamente ostile all’islam. Ci sarà certamente chi non è d’accordo con me e con le mie idee, ma fino a quando questo mondo rimarrà libero, fino a quando il nemico islamico non prenderà il sopravvento, intendo fare tutto ciò che mi è possibile per evitare che altri Mohamed Merah, giovani islamici “perfettamente integrati”, prendano una pistola e sparino su qualche bambino solo perché ebreo o cristiano. Mohamed Merah sarà certamente un eroe per molti giovani islamici europei, per noi gente del mondo libero deve diventare un monito. Solo così quelle piccole creature non saranno morte invano.

Franco Londei

Last modified: Dic 3, 2017