Il “rapporto Goldstone” era una bufala, ora è ufficiale. E adesso chi paga?

Noi lo avevamo detto più volte che il famigerato “rapporto Goldstone” sulla “Operazione Piombo Fuso” era una bufala colossale e che aveva preso per buone solo le dichiarazioni palestinesi che, chiaramente, non erano affatto imparziali. Ora la conferma arriva dallo stesso Goldstone, quindi da una fonte assolutamente disinteressata secondo quanto affermato dai palestinesi e dai filo-arabi fino a pochi giorni fa.

Infatti è stato proprio Richard Goldstone, autore del famigerato rapporto preso ad esempio per lanciare una campagna denigratoria contro Israele, ad ammettere che se avesse saputo allora quello che sa ora non avrebbe mai redatto quel rapporto. Goldstone lo ha fatto in maniera eclatante scrivendo un articolo sul Washington Post.

Chiaramente indignata la reazione dei militari israeliani messi sotto accusa da Goldstone. Non è sufficiente oggi ammettere di aver commesso un errore, perché per le decine di militari israeliani chiamati a giudizio da Goldstone non è stato affatto semplice superare quel lungo periodo dove erano additati come “criminali di guerra” , tanto che non potevano nemmeno lasciare Israele. Persino all’ex Ministro degli Esteri, Tzipi Livni, venne sconsigliato di recarsi ad una convention a Londra per il rischio di essere arrestata. Il “rapporto Goldston” è stato il più grave atto di accusa fasullo verso Israele che la storia ricordi, un atto che ha dato il via ad una vera e propria campagna denigratoria verso lo Stato ebraico senza precedenti. Per questo non sono sufficienti le scuse tardive di Goldstone, per quanto possano essere gradite.

Per esempio, adesso ci sia aspettano le scuse anche da parte del rappresentante della politica estera dell’Unione Europea, Chaterine Ashton, la quale da buona anti-israeliana qual è non ha perso occasione per usare il famigerato “rapporto” come arma di offesa non convenzionale contro Israele. Il comportamento della Ashton, se possibile, è stato molto più esecrabile di quello di qualsiasi altro leader mondiale in quanto siamo sicuri che la stessa sapesse benissimo come erano andate le cose.

Ma ormai il danno è fatto e Israele ha dovuto sopportare per un periodo lunghissimo il peso di quel rapporto come una infamia senza precedenti. Ci sono voluti la “relazione Malam”  e una serie di documenti incontestabili presentati dalla commissione ad hoc creata da Israele per smontare pezzo per pezzo quel finto rapporto basato esclusivamente su testimonianze palestinesi e di alti dirigenti di Hamas. Goldstone a questo punto non poteva che fare  altro che quello che ha fatto. Ma questa non è certo (e non deve essere) una attenuante.  Deve anzi servire come esempio per il futuro affinché si finisca di prendere per oro colato le dichiarazioni dei terroristi di Hamas e di tutti gli pseudo-attivisti e pseudo-pacifisti che da Gaza rilanciano continuamente notizie false e tendenziose. Sono loro i veri nemici dei palestinesi e di una pace stabile in Medio Oriente perché, checché ne dicano, sostengono un gruppo terrorista che da anni tiene sotto sequestro la Striscia di Gaza e che non esita un secondo ad usare la popolazione come scudo umano.

Miriam Bolaffi

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