Immigrazione: affare nostrum

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C’è di che andarne fieri. L’Europa ha espresso solidarietà all’Italia in merito al problema della immigrazione. Anche ieri 700 arrivi. Ormai più che una emergenza è una invasione. Che ce ne facciamo della solidarietà dell’Europa questo Letta ce lo dovrebbe spiegare.

Eppure ieri sera il Premier era raggiante per aver portato il problema della immigrazione in Europa, per averlo fatto diventare un problema europeo. Però di navi l’Europa non ne ha mandate. Frontex non è stato rafforzato. Nessun finanziamento extra per sostenere la costosissima missione “mare nostrum” che in pratica non serve ad arenare il fenomeno ma solo a non far correre rischi ai clandestini che vengono presi in consegna appena fuori le acque territoriali libiche e tunisine. Un ennesimo regalo ai trafficanti di esseri umani che così li possono caricare su barconi ancora più fatiscenti e con il mare grosso, tanto sanno che li fuori ci sono le navi italiane pronti a recuperarli. Un bel regalo anche a Malta che adesso può smettere (se mai ha cominciato) di pattugliare il mare.

In compenso il Parlamento Europeo ha votato una risoluzione bipartisan in cui si chiede all’Italia di modificare la legge Bossi-Fini nella parte in cui prevede sanzioni per coloro che prestano soccorso in mare. Peccato però che la legge non disponga nulla di tutto ciò, anzi l’articolo 12 comma 2 della Bossi-Fini stabilisce che non costituiscono reato le attività di soccorso e assistenza umanitaria prestate nei confronti degli stranieri che versano in condizioni di bisogno.

Parliamoci chiaro, all’Europa non interessa un fico secco del problema della immigrazione. E’ un problema tutto italiano checché ne dicano il Premier Letta o la ministra della immigrazione (che dovrebbe essere della integrazione), Cecile Kyenge. Anzi, sembra pure (ma su questo non ne sono sicurissimo) che l’Unione Europea stia per aprire una causa di infrazione contro l’Italia per le condizioni del centro di prima accoglienza di Lampedusa, condizioni certamente oltraggiose ma che derivano sia dalla enorme quantità di clandestini arrivati che dal fatto che lo scorso anno gli stessi clandestini hanno dato fuoco alla struttura portando la sua capienza da 800 a poco più di 300 persone.

E se fino a ieri si poteva sperare che con il mare grosso d’inverno gli sbarchi sarebbero rallentati, oggi non è più così. Ci pensano i nostri marinai a traghettare i clandestini (adesso li chiamano tutti profughi) direttamente sulle nostre coste. La missione la dovevano chiamare “affare nostrum”. Qualcuno tempo fa qualcuno (mi pare Gad Lerner) disse che bisognava traghettarli dalle coste africane e quelle italiane, andare a prendere direttamente i clandestini in Libia e Tunisia. Beh, non ci siamo molto lontani, solo che così facendo non togliamo lavoro a quei “poveri” trafficanti di esseri umani.

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by Franco Londei tempo di lettura: 2 min
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