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Immigrazione: Cécile Kyenge Kashetu e lo Ius Soli

Cecile-Kyenge

Prima di tutto mi sento di condannare senza alcuna attenuante le offese rivolte al neo Ministro per l’integrazione e la cooperazione, Cécile Kyenge Kashetu. Quanto affermato da alcuni leader leghisti e da ambienti di estrema destra è del tutto obbrobrioso e indegno di un Paese civile.

Detto questo, mi si consenta di dissentire fortemente su alcune idee del neo Ministro (o Ministra) in merito all’immigrazione e soprattutto sullo “Ius Soli”, cioè su quella norma che concede in automatico la cittadinanza ai nati sul suolo italiano.

Prima di tutto la Ministra dovrebbe spiegare bene cosa intende per Ius soli, se cioè un bambino straniero nato in territorio italiano avrà la cittadinanza a prescindere da quanto tempo i genitori sono residenti in Italia, oppure si vuole applicare lo Ius soli a bambini nati da persone residenti in Italia almeno da un po’ di anni (da tre a sette, per esempio). Questo servirebbe per evitare che donne incinta partano dal loro Paese esclusivamente per partorire in Italia o, peggio ancora, serve ad evitare che i trafficanti di esseri umani approfittino di questa legge per proporre un “viaggetto” in Italia alle donne incinta di mezza Africa. Insomma, secondo la Ministra, per avere lo Ius soli un bambino è sufficiente che nasca sulla spiaggia di Lampedusa oppure i suoi genitori (o il genitore) deve essere residente in Italia da un tot di tempo? Questa è una distinzione molto importante.

Altra cosa importante, a mio modestissimo avvio, è come ci si comporta con il genitore. Secondo il termine base lo Ius soli darebbe la cittadinanza al solo bambino ma non al genitore. Così avremo un minore cittadino italiano e il genitore straniero con la seria possibilità di essere clandestino. Che facciamo? Ci teniamo il bambino e espelliamo il genitore?

Ho la netta impressione che il Ministro Cécile Kyenge Kashetu voglia tagliare corto è applicare lo Ius soli a tutti i bambini nati in Italia a prescindere da quanto tempo i loro genitori abbiano messo piede sul suolo italiano aprendo così la strada anche alla cittadinanza dei genitori. Se così fosse saremmo di fronte ad una proposta del tutto inaccettabile. Sarebbe come aprire le frontiere a tutti e dare il via a una immigrazione selvaggia.

Diverso sarebbe il discorso se lo Ius soli venisse applicato ai figli dei migranti che siano regolarmente in Italia da almeno un po’ di anni (pensavo a cinque anni) e senza la concessione della cittadinanza ai genitori (al limite agevolazioni sul permesso di soggiorno). Già così la proposta sarebbe presentabile ed eviterebbe l’arrivo di barconi strapieni di donne incinta.

Quello che sto cercando di dire è che il neo Ministro Cécile Kyenge Kashetu ha dato l’impressione di voler aprire a tutti per di più in un momento in cui l’Italia non si può davvero permettere il lusso dell’accoglienza. Fondamentalmente non sono contrario allo Ius soli, però se è regolamentato con precise e inderogabili regole, altrimenti diverrebbe solo una specie di cavallo di Troia per chi vuole la cittadinanza facile e un mezzo di guadagno per i commercianti di uomini.

2 Comments

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  • Per decidere su certe questioni, non e’ sufficiente nemmeno il Parlamento…Dovrebbe decidere direttamente il Popolo Italiano, con un Referendum propositivo. Poi… Per sapere se abbiamo deciso la cosa giusta, bisognerebbe aspettare una cinquantina di anni per sentire il parere dei nostri discendenti. Ricordo che i Veneziani snobbano i Napoletani, i Napoletani non sopportano i Romani e viceversa…I Calabresi dicono che i Siciliani sono mafiosi e hanno manie di grandezza. Sardi e Abbruzzesi…Si dice che abbiano la Capa Tosta, I Toscani sono maledetti, i Piemontesi sono falsi ma cortesi. Tutti insieme, appassionatamente pensiamo che gli Zingari non siano un esempio di onesta’. Vi sembrera’ strano ma non sono razzista! Ad maiora.-

  • Per capire meglio quello che la ministra (che brutta parola) vorrebbe attuare per far felici gli italiani, lo si può leggere sul “suo”blog Primo Marzo.