Immigrazione: l’Europa intervenga su Malta per il suo comportamento criminale

Oramai è appurato, i disperati che ogni giorno partono dalla Libia sono usati dal regime libico come una vera e propria arma contro l’occidente. Gheddafi lo aveva detto e, a differenza di alcuni leader europei, il rais libico mantiene sempre le sue promesse.

Gli immigrati, per lo più provenienti dall’Africa Sub-Sahariana, si trovavano in Libia per diversi motivi che vanno dal lavoro fine a se stesso fino al lavoro per pagarsi la traversata o per pagare il debito con i trafficanti di esseri umani che abbondano in Libia, Ciad, Niger e in altri Paesi di provenienza dei migranti. Secondo diverse testimonianze sarebbero costretti ad imbarcarsi, anche contro la loro volontà, da uomini di Gheddafi che così vogliono mantenere la minaccia del loro capo verso l’Europa e in particolare verso l’Italia.

La cosa però più grave a cui si assiste in questi giorni non è tanto il fatto che migliaia di disperati cerchino di raggiungere l’Europa o semplicemente di fuggire dalla guerra, la cosa è abbastanza normale e comunque ciclica. Il dovere di accoglienza verso persone che necessitano di assistenza e aiuto internazionale non ha mai spaventato l’Italia. Il problema a cui nessuno però fa cenno, tantomeno in Europa, è lo scandaloso comportamento delle autorità maltesi, un comportamento che in certi casi rasenta il “criminale” in quanto mette a rischio le vite dei migranti e prefigura persino il reato di “omissione di soccorso internazionale”.

L’ultimo caso di questo abominevole comportamento si è visto ieri quando un barcone in seria difficoltà e con oltre 200 immigrati a bordo ha lanciato l’SOS quando si trovava a 80 miglia dalla costa libica. La zona marittima più vicina era quella controllata da Malta ma, come in altri innumerevoli casi, le autorità maltesi si sono ben guardate dall’intervenire mettendo a serio rischio la vita dei migranti. Per molte ore si è perso ogni contatto con il barcone cosa che ha fatto temere il peggio. Per fortuna ieri sera una motovedetta italiana ha individuato il barcone mettendo in salvo gli oltre 200 occupanti. Ma se fosse stato per Malta i migranti sarebbero sicuramente morti andando a rinfoltire quel cimitero senza nome che è diventato il Mediterraneo.  Ma di casi come quello di ieri ne accadono praticamente ogni giorno e sicuramente in molte occasioni non se ne sa niente.

Malta non può evitare di soccorrere i barconi in difficoltà aspettando che siano le motovedette italiane a farlo così da evitare di prendersi in carico i migranti e lasciare all’Italia l’incombenza. L’Unione Europea paga lautamente Malta con oltre 20 milioni di euro l’anno per fare un lavoro che però i maltesi non fanno, una omissione che addirittura mette a serio rischio le vite di coloro che chiedono aiuto.

E’ scandaloso il silenzio dell’Europa su questo criminale atteggiamento delle autorità maltesi come è scandaloso che l’Unione Europea lascia l’Italia da sola ad affrontare quello che si prefigura sempre di più come un esodo biblico, anche se ancora i numeri sono accettabili. Secondo le Nazioni Unite in Libia ci sono 750.000 persone pronte a partire per l’Italia, un numero che il nostro paese non potrebbe reggere da solo, sia in termini di accoglienza che in termini prettamente di soccorso in mare. Almeno nel soccorso in mare Malta dovrebbe fare il proprio dovere così come l’Europa dovrebbe mettere in campo il sistema Frontex al quale proprio l’Italia contribuisce con diversi milioni di euro. Ma tutto questo non avviene con grave rischio per le vite dii quei migranti che si ritrovano ad affrontare la traversata su vecchie carrette del mare affidandosi alla fortuna e al buon cuore dei militari italiani.

Così non va bene. L’Europa non può rimanere indifferente a quanto avviene nel Mediterraneo e su questo il Ministro degli Interni Maroni ha perfettamente ragione. Il fatto che l’Italia sia la frontiera sud dell’Europa non può esentare gli altri Paesi dalle loro responsabilità. Per questo chiediamo una severa condanna dell’Unione Europea verso Malta e chiediamo l’immediata sospensione di qualsiasi contributo europeo verso La Valletta. Chiediamo una immediata riunione dei Ministri dell’Interno per affrontare il problema della distribuzione dei richiedenti asilo su tutto il territorio europeo al fine di consentire all’Italia di continuare nella sua opera di soccorso senza sobbarcare il nostro Paese anche delle incombenze relative al sostentamento e alla protezione di decine di migliaia di richiedenti asilo. L’Italia non può sottrarsi ai suoi doveri ma non può nemmeno fare tutto da sola.

Secondo Protocollo

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