Blog Opinioni

Imperialismo islamico

imperialismo-islamico

A sentire certi sinistri discorsi l’imperialismo mondiale viene rappresentato da due principali forze, cioè dagli americani e dagli ebrei (sionisti per gli odiatori). A volte, anche se in misura minore, sono imperialisti anche gli Stati europei, specie quando si prestano e soggiacciono ai voleri dei veri imperialisti, appunto americani ed ebrei.

A parte che il concetto di imperialismo andrebbe rivisto e rivisitato dato che se proprio vogliamo parlare di imperialismo è impossibile non farlo senza nominare Cina e Russia, cioè i due paesi che per eccellenza rappresentano il comunismo e quindi l’anti-imperialismo. Ma vogliamo parlare dell’imperialismo islamico, inteso veramente come una vera e propria forma di colonialismo?

L’imperialismo islamico si differenzia principalmente su una cosa rispetto all’imperialismo come lo conosciamo noi, o come lo intendono gli anti-imperialisti. Mentre l’imperialismo occidentale viene spesso assimilato (a torto o a ragione) alla “esportazione della democrazia” come una forma di democrazia imposta o di sviluppo imposto che comunque si basa sul concetto di “cambiare un popolo”, l’imperialismo islamico si basa esclusivamente sul precetto di esportare l’Islam, concetto che non tiene conto del popolo. Per farvi capire meglio voglio citare Giovanni Sartori il quale affermava che «la Democrazia non è esportabile, soprattutto, nei Paesi islamici, perché sono teocrazie fondate sulla volontà di Allah, non sulla volontà del popolo. Dio e popolo sono due principi di legittimità opposti e inconciliabili».

Ecco, l’imperialismo islamico si basa esclusivamente su questo concetto ben espresso da Sartori, cioè sul fatto che tutto ruota intorno alla volontà di Allah (riportata da Maometto) e non sul volere dei popoli. Se quindi oggi vediamo una forma di imperialismo islamico che tenta di prendere il possesso dell’occidente, che acquista i nostri maggiori marchi, che si appropria di spazi sempre più rilevanti della nostra società, non possiamo e non dobbiamo vederlo come una forma di imperialismo simile a quella che intendiamo noi, ma la dobbiamo vedere come la intendono loro, cioè imporre la volontà di Allah senza curarsi di quella dei popoli.

E come dobbiamo vedere il continuo espandersi dell’Islam nel continente europeo se non come una forma di colonialismo e quindi di imperialismo? Da quando eravamo noi gli imperialisti e i colonialisti, a furia di sentirci in colpa siamo diventati i colonizzati e le vittime dell’imperialismo altrui. Solo che mentre noi quando andavamo a “colonizzare” una regione o, ultimamente, a “democratizzarla” tenevamo conto del popolo che abitava quella regione (prima di meno,ultimamente per fortuna un po’ di più), l’imperialismo islamico non si pone questo problema perché semplicemente per l’Islam il popolo non è compatibile con Allah e se quello che vuole il popolo non coincide con il volere di Allah il popolo vale zero.

Chiaro che il mio è un ragionamento in prospettiva. Nell’immediato non rischiamo di essere vittime dell’imperialismo islamico. Ma da quando se ne iniziò a parlare, solo pochi anni fa, le cose sono parecchio peggiorate in occidente. L’Islam è diventato sempre più invadente e avido, il numero dei musulmani cresce costantemente sia per il fattore migratorio che per il fattore meramente demografico (fanno molti più figli di noi). E non c’è integrazione che tenga, come spesso vogliono farci credere. Un musulmano non può integrarsi semplicemente perché i suoi valori sono completamente diversi e quindi incompatibili rispetto ai nostri. Per lui l’unica cosa che conta è il volere di Allah e non quello della gente, che invece in occidente rappresenta il fattore alla base della democrazia. Per noi è la gente che decide del nostro futuro, per loro è Allah. Drammaticamente semplice.

Bassan Tibi, dando probabilmente per contato una futura Europa islamica, nel 2004 si chiedeva: «Il problema non è se la maggioranza degli europei diventerà musulmana, ma piuttosto quale forma di Islam è destinata a dominare in Europa: l’Islam della sharia o l’euroislam?»

1 Comment

Click here to post a comment
  • Che l’imperialismo islamico sia in prospettiva il più pernicioso, il più invasivo e perciò il più “antipatico” é cosa evidente.
    Talmente evidente che le superpotenze, invece di farsi la guerra fredda tra loro, dovrebbero pensare di affrontarlo in modo congiunto, senza improprie utlizzazioni o sottovalutazioni , come continua ad avvenire anche adesso.
    In fondo sia Usa, che Russia , che Cina hanno da temere in prospettiva da questo imperialismo.
    L’America ne é già influenzata come attesta la politica di Obama della “mano tesa”.
    La Russia , secondo alcuni calcoli demografici, dovrebbe divenire in pochi decenni a maggioranza musulmana e la Cina ha già cominciato ad essere infastidita da alcune etnie interne islamiche, che – mi hanno raccontato amici viaggiatori – hanno determinato un incremento di “conversioni” significativo.
    Nessuno di questi tre grandi Paesi ha interesse a sottovalutare ancora a lungo questo fenomeno.
    Il malato più grave l”Europa, come un tempo si diceva dell’Intendenza, seguirà.
    Tuttavia credo che non si farà nulla.
    Le grandi visioni non sono forse di nessuna epoca.
    Certo non lo sono nemmeno di questa, attenta all’interesse immediato e a giochi di potere, di cui francamente si farebbe volentieri a meno.
    Eppure un valore in comune , pur tra tante strutturali differenze, le superpotenze potrebbero intravederlo: quello della laicità.
    Per il resto vale – speriamo- come per l’Intendenza.