Quando abbiamo letto l’articolo di Pourfemme.it siamo saltati sulla seggiola. Infibulazione legale in Gran Bretagna? Nella patria di Amnesty International e, teoricamente, dei Diritti delle donne dove il femminismo ha avuto veri momenti di gloria?

Sul momento, vista la gravità della cosa, siamo onestamente rimasti scettici, ma poi ci siamo ricordati che la Gran Bretagna è stato il primo Paese europeo (e per il momento l’unico ma…) ad introdurre la Sharia nel suo ordinamento giudiziario e allora abbiamo approfondito quanto detto dal magazine italiano dedicato alle donne.

L’articolo di Pourfemme.it parlava di una inchiesta della BBC e così abbiamo cercato questa inchiesta, trovandola (questo il link online). Il racconto che viene fatto da Sue Lloyd Roberts è a dir poco agghiacciante. Ogni anno nel Regno Unito ci sono almeno 20.000 casi di infibulazione e senza che nessuno batta ciglio, senza che questa assurda e primitiva pratica venga proibita o sanzionata. Addirittura avvengono anche infibulazioni di massa.

Ma come può avvenire tutto questo in un Paese europeo che ha firmato ed accettato la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea nonché la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani? Paradossalmente tutto ciò avviene proprio per un supposto rispetto dei Diritti, quello assurdo e inumano del “rispetto delle tradizioni religiose”. E’ lo stesso assurdo “Diritto/pretesto” riconosciuto dalla Gran Bretagna quando ha accettato di inserire nel suo ordinamento giudiziario la legge islamica (Sharia). Come può un supposto Diritto prevaricarne altri di fondamentale importanza come la parità sessuale, la dignità umana e tutta una serie di Diritti legati alla persona? Come può un atto crudele come l’infibulazione, una vera e propria mutilazione sessuale volta unicamente ad impedire il piacere sessuale femminile, passare come un Diritto? E non si faccia il ridicolo sbaglio di paragonare l’infibulazione alla circoncisione maschile come una sorta di “scusante” o “compensazione”. L’infibulazione  è prima di tutto un atto discriminatorio verso la donna a cui viene impedito, per ragioni religiose, di avere una vita sessuale appagante, anzi, la si costringe ad una continua sofferenza, mentre la circoncisione ha profonde ragioni di tipo igienico prima ancora che religioso e non impedisce affatto all’uomo di provare piacere durante l’atto sessuale.

Ora, è chiaro che ci troviamo di fronte ad un paradosso assurdo, quello di concedere un Diritto (quello delle tradizioni religiose) calpestandone decine di altri fondamentali. In teoria, seguendo questo concetto, anche la lapidazione delle adultere potrebbe essere permessa in Gran Bretagna.

Ma quello che più ci ha stupito è l’assordante silenzio su questa incredibile realtà delle “grandi organizzazioni per la difesa dei Diritti Umani”. Abbiamo cercato qualcosa, un semplice riferimento, sul sito di Amnesty International. Nulla, non abbiamo trovato nulla, come se la cosa non gli interessasse. Eppure Amnesty ha la sua sede in Gran Bretagna. Siamo andati quindi a vedere se, tante volte, la notizia venisse trattata da Human Rights Watch. Nulla nemmeno da loro. Ma come, 20.000 bambine che subiscono mutilazioni genitali nel cuore dell’Europa non interessano a nessuno? Uno Stato europeo che permette tutto questo senza battere ciglio non interessa a nessuno? Sembrerebbe proprio di no. In compenso abbiamo trovato in abbondanza le solite generalizzazioni su presunte “discriminazioni dell’Islam”.

E’ chiaro che noi, nel nostro piccolo, non possiamo invece permettere che tutto ciò avvenga. Per questo motivo sin da oggi,come abbiamo fatto per l’introduzione della Sharia in Gran Bretagna, ci muoveremo attraverso i canali dedicati alle associazioni a livello di Unione Europea, presentando prima di tutto un esposto al Parlamento Europeo. Invieremo una denuncia anche al Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu, senza però avere grandi aspettative visto che è sostanzialmente in mano ai Paesi islamici e pensa unicamente a emettere condanne contro Israele. In ogni caso cercheremo di muoverci in fretta ben sapendo che non sarà facile scardinare la diffusa e inspiegabile accondiscendenza europea verso le violazioni dei Diritti Umani perpetrate nel nome dell’Islam.

Bianca B.

13 Comments

  1. fausto50

    concordo pienamente con Max,ma tanto siamo abituati a che le nostre leggi,cultura e tradizioni vengano calpestate in omaggio ai nuovi dominatori.Vorrei fare il conto di quante persone leggeranno questa notizia.Se faccio il paragone col bambino che in Svezia prese degli scapaccioni dal padre italiano con tutto il can can che ne segui,posso ben capire quale sara’il futuro.

  2. Pierluigi Sorgoni

    Ed io che avevo gioito quando lessi che anche in Nigeria era stata abolita l’infibulazione. A queste associazioni pseudo pacifiste perchè non mandate delle foto di donne infibulate e chiedete loro se vorrebbero che cio fosse fatto alle loro figlie ?

  3. Comincio a pensare che la cultura liberale sia veramente arrivata al capolinea, ovvero l’autodistruzione. Per eccesso di garantismo verso tutto e tutti si perde di vista l’obbiettivo, cioè la tutela delle basi stesse della democrazia liberale. A questo punto forse aveva ragione Marx, quando diceva che la religione è l’oppio dei popoli, e visto ciò che arriva dal mondo islamico, commesso alla debolezza occidentale, sarebbe l’ora di iniziare a preoccuparsi ed a reagire, senza pensare che potrebbe anche essere tardi.

  4. in mondo di oggi questa sia una vergonia vera che possa essiseter per tutti noi pertendo da loro che garantiscano human rights and eaqulance per tutti ????

  5. blogdibarbara

    Mi permetto di segnalare questo fondamentale articolo di Silvna De Mari, medico chirurgo con esperienze in Etiopia
    http://silvanademari.iobloggo.com/13/mutilazioni-sessuali
    dove tra l’altro si scopre che in Indonesia, dove non era mai esistita, l’infibulazione è stata recentemente introdotta ed è in rapida espanzione grazie a un’intensa propaganda.

  6. Secondo Protocollo

    pazzesco…………
    Grazie Barbara, sempre molto utile

  7. La MUTILAZIONE GENITALE FEMMINILE non è SOLO infibulazione, ma anche CLITORIDECTOMIA , cioè asportazione delle grandi labbra e cucitura delle piccole labbra, ma ANCHE ASPORTAZIONE DEL CLITORIDE.
    Parlare d’infibulazione è riduttivo ed errato.
    In Inglese, in ogni caso, è usato il termine CORRETTO di Female Genital Mutilation.

  8. teresa de salvatore

    Cosa posso fare? organizzate una raccolta firme?

  9. blogdibarbara

    Ho vissuto un anno in Somalia, dove le donne infibulate sono il 100% (le statistiche normalmente danno percentuali inferiori perché vengono conteggiate anche le donne della consistente colonia saudita, che subiscono “solo” la sunna, ma le somale vere e proprie sono infibulate tutte). Avevo sempre creduto che la tipica “camminata somala” fosse una strategia contro il terribile caldo umido di lì; solo dopo avere letto l’articolo della De Mari mi sono resa conto che in realtà è l’unica camminata possibile per una donna infibulata: passi cortissimi, molto lenti, e fatti non portando una gamba davanti all’altra bensì ruotando intorno al proprio asse (come facendo avanzare un compasso tenendolo per l’apice) in modo da variare il meno possibile l’angolo di apertura delle gambe. Una dottoressa italiana mi ha detto che delle donne che visitava nove su dieci avevano la vagina che era tutta un’unica piaga purulenta, a causa del ristagno di urina e sangue, che attraverso il piccolissimo foro non riescono mai a defluire completamente (quando le slegano, viene fatto scorrere sulla cicatrice un chicco di mais: se si ferma sul foro vuol dire che il foro è troppo grande e quindi bisogna tagliare di nuovo e ricucire), cosa che trasforma ogni rapporto sessuale in una autentica tortura. Al momento del matrimonio il marito apre – faticosamente, mettendoci giorni interi – lo spazio a lui necessario. Il resto lo aprirà la testa del primogenito. La fase espulsiva, che nelle donne aperte raramente arriva a durare mezz’ora, nelle donne infibulate dura due ore o più, con la conseguenza di una consistente mortalità di primogeniti e di primipare. Infine la ciliegina sulla torta: una donna mi ha raccontato che nella regione da cui proveniva lei, immediatamente dopo il parto la vagina, ancora lacera e sanguinante, viene cosparsa di sale per far contrarre i tessuti, in modo che il piacere del marito non abbia a risentire della diminuita tonicità dell’organo.
    Una volta mi è capitato di parlarne con una collega molto di sinistra, e quindi molto sensibile ai problemi del Terzo Mondo, dei poveri della terra, dei derelitti. Che con aria compunta e voce soave ha detto: “Ma è la loro cultura! Come fai ad andargli a dire che quello che fanno è sbagliato!”

  10. Franco Londei

    Prima di tutto grazie a Barbara per questa testimonianza che bisognerebbe tradurre in un articolo. L’infibulazione (o mutilazione genitale) non è una questione di “cultura”, è semplicemente una barbarie che andrebbe punita in maniera severa. Purtroppo temo che anche in Italia vi siano molti casi di infibulazione (da qualche parte ho letto qualcosa), ma anche in questo caso la questione della “loro cultura” oscura qualsiasi azione decente.

  11. Anche quella nazista era una cultura, e allora? Forse che non era sbagliato quel che facevano?
    Non solo bisognava dirlo, ma bisognava impedirgli di farlo!

    Anche l’Islam è una cultura, e anche, come ben insegnava Churchill 3/4 di secolo fa, molto simile al nazismo.

    Incredibile che cosa riescono a dire certi sinistronzi multiculturalisti pur di negare che esistono bene e male e non far nulla tranne che inutili manifestazioni per la pace, che, come non fermarono Hitler ma lo aiutarono a riarmarsi e fare ciò che voleva impunemente, oggi fanno lo stesso con gli islamici.