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Invalidi civili: situazione sempre più insopportabile

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Prima di tutto voglio ringraziare i tantissimi che mi hanno scritto dopo l’articolo del 16 maggio, veramente tanti, centinaia di mail alle quali non riesco a rispondere, quindi chiedo scusa ai tanti a cui non ho risposto. Detto questo credo che occorra fare il punto della situazione per quanto riguarda gli invalidi civili.

Nell’articolo del 16 maggio si diceva che, secondo lo Stato Italiano, un invalido civile impossibilitato al lavoro (100% di invalidità) dovrebbe vivere con 286 euro a mese, mentre sempre lo Stato Italiano elargisce generosi contributi in denaro agli immigrati, ai richiedenti asilo e arriva persino a dare le pensioni di anzianità ai genitori ultra 65enni degli immigrati che si dichiarano residenti in Italia.

Bene, da allora la situazione è peggiorata. Invece di pensare a come migliorare la situazione degli invalidi civili italiani e di ritoccare in alto la misera pensione di invalidità (lo ripeto, 286 euro al mese) lo Stato Italiano ha pensato bene di elargire la pensione di invalidità civile anche agli immigrati, compresi quelli irregolari. A stabilirlo è stata la Corte Costituzionale la quale ha stabilito l’incostituzionalità dell’articolo 80, comma 19 della Legge 388/2000 e dell’articolo 9 del Decreto Legislativo 286/1998 (con tutte le successive modificazioni), nella parte in cui escludono che la pensione di inabilità (spettante agli invalidi civili al 100%) possa essere attribuita agli stranieri extracomunitari.

Non ne sto a fare un concetto di cittadinanza, anche se qualche volta si dovrebbe, però non posso non rimarcare il fatto che ancora una volta si pensa agli altri mandando a qual paese gli invalidi civili italiani, i quali oltre a dover subire l’onta di ricevere una pensione da fame, devono pure sopportare le continue richieste di visita dell’Inps, le lunghissime trafile burocratiche a cui lo Stato li sottopone per poter dimostrare che hanno il Diritto a ricevere quella miseria. E non parliamo poi del problema che riguarda la Sanità pubblica, la prima a subire i tagli imposti da qualsiasi Governo si installi al potere. Ormai a livello sanitario siamo peggio di alcuni paesi africani e questo si ripercuote su tutta la popolazione ma in modo particolare sugli invalidi civili che spesso non hanno libertà di movimento o che per fare una visita urgente devono aspettare mesi, un problema questo che riguarda in particolare i malati di patologie neurologiche che non possono muoversi.

Tra le tante mail che mi sono arrivate ne ho avuta una dal sig. Sergio P. che mi segnalava il caso della madre – qui il link – e soprattutto una sua meritevole iniziativa riguardo all’adeguamento della pensione di invalidità, una petizione online che fino ad oggi ha ricevuto appena 30 adesioni – qui l’indirizzo della petizione dove si può firmare – . Il sig. Sergio afferma che evidentemente gli invalidi civili italiani stanno bene dato che non firmano. Io invece penso che se gli invalidi civili italiani non hanno firmato è solo perché non ne sapevano niente e che una petizione de genere debba essere giocoforza pubblicizzata a dovere. E qui siamo al problema dei problemi: gli invalidi civili vengono semplicemente ignorati, un po’ perché esiste l’assurdo stereotipo dell’invalido civile falso che truffa migliaia di euro allo Stato (una cosa ridicola visto anche l’importo della pensione), un po’ perché vengono considerati una specie di peso per la società, qualcosa che costa e basta senza dare nulla in cambio. Bene, occorre correggere in fretta questa assurda mentalità, gli invalidi civili sono persone che hanno lavorato spesso per anni, donne e uomini colpiti da una malattia o da qualcos’altro che oltre ad essere menomati, a dover cambiare radicalmente la loro vita, sono costretti anche a subire l’umiliazione di dover pesare sulla famiglia e ricevere una assistenza dallo Stato del tutto inadeguata. Si fa tanto parlare di dignità, di civiltà e di battaglie civili riguardo all’immigrazione, allo Ius Soli e a tante altre belle cose. Come la mettiamo con l’inciviltà con cui vengono trattati gli invalidi civili italiani? Quando si farà una battaglia di civiltà per loro?

Ora, oltre a fare un po’ di pubblicità alla petizione del sig. Sergio P. (vi prego, andate a firmare) vorrei vedere di interessare qualche politico (ci spero poco a dire il vero) affinché si faccia carico di questa battaglia, questa si una vera battaglia di civiltà.

2 Comments

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  • salve mi hanno informato l’altro giorno del suo articolo lo trovo molto importante anche perchè ho una figlia di 36 anni disabile dalla nascita, lei è la mia gioia e la mia vita . Quello che vorrei aggiungere al suo articolo c’è un’altra questione : le persone con disabilità che hanno la possibilità di lavorare non possono superare i 14.500 euro lordi all’anno comprensivi di pensione e assegno di accompagnamento per chi è invalido del 100% e circa 5.000 euro lordi sempre all’anno comprensivi di pensione per invalidità del 75% ( queste cifre non sono esatte al centesimo attualmente non le ho verificate) e se si supera questa cifra anche di un centesimo ci sono delle trattenute sulla pensione . Vedo che lei è molto informato mi farebbe piacere avere degli aggiornamenti. Io ho poco tempo devo lavorare, se vuole anche scambiare opinioni anche con mia figlia su facebok (nome visibile al solo amministratore) . La saluto e la ringrazio

    • Gentile Tiziana, a grandi linee (così su due piedi) le posso dire che quello che Lei dice è vero, comprese le cifre. Solo che la pensione non viene decurtata, viene proprio tolta. In sostanza lo Stato Italiano ritiene che un disabile non debba vivere con più di 290 euro per i bisogni primari e meno di 500 euro per l’accompagnamento che non servono nemmeno a pagare una badante per una settimana. In alternativa può lavorare (come se fosse facile) ma anche qui se ha la fortuna di trovare un lavoro che gli dia quei 1000 euro al mese non può più avere accesso alla pensione. Insomma, i disabili in questo paese “civile” devono essere poco più che mendicanti.