Sono mesi che noi lo diciamo. E’ dallo scorso mese di giugno che abbiamo messo in circolo un video che mostra Ahmadinejad riferire al Consiglio degli Ayatollah il suo piano per trasformare l’Iran in uno “Stato Islamico” cioè in una dittatura militare di tipo islamico.

Sono anche mesi che lanciamo l’allarme sul continuo allargarsi dei Pasdaran, le Guardie della Rivoluzione Iraniana, le quali stanno inesorabilmente prendendo il controllo di tutte le attività iraniane, dalla economia di base fino alle banche e alla telefonia. Ieri finalmente anche Hillary Clinton, Segretario di Stato Americano, in un discorso tenuto a Doha, in Qatar, ha dovuto ammetterlo. “L’Iran va verso una dittatura di tipo militare” ha detto la Clinton agli allibiti (ma non più di tanto) intervenuti ad un convegno con gli studenti di Doha.

L’affermazione del Segretario di Stato Americano non è da sottovalutare soprattutto perché finalmente viene ammesso ai più alti livelli che l’Iran si sta trasformando e che le ideologie proprie della rivoluzione islamica sono ormai morte. Una ragione in più per sostenere apertamente il movimento riformista iraniano da mesi lasciato a combattere da solo contro uno Stato sempre più repressivo.

La Clinton ha anche detto di avere le prove che Teheran sta cercando di dotarsi di armi nucleari. Gli USA non avevano mai fatto una affermazione del genere e la cosa assume particolare importanza proprio perché viene dal più alto rappresentante della politica estera americana membro di un Governo che le ha tentate tutte per “tendere la mano” a Teheran.

Ora ci si aspetta dagli USA un aperto supporto alla dissidenza iraniana, un supporto fatto non solo di parole ma di azioni concrete atte a dare la spallata finale al regime di Teheran.

Noemi Cabitza

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