Iran: giro di vite sulle donne “mal velate”, 60.000 segnalate alle autorità in pochi giorni

Insomma, avevamo ragione anche questa volta sulle presunte aperture di Ahmadinejad che solo qualche giorno fa si diceva contrario alla segnalazione di donne “mal velate” e all’arresto di quelle donne sorprese in atteggiamenti “amichevoli” con persone dell’altro sesso. Propaganda da dittatura allo stato puro supportata dalla disinformazione occidentale.

Negli ultimi giorni nella sola provincia di Qom sono state segnalate oltre 60.000 donne “mal velate”. A un centinaio di loro che stavano guidando la macchina è stata anche sequestrata la vettura. A renderlo noto è il giornale iraniano “Teheran Emrouz” che parla anche di “importante giro di vite del regime contro il malcostume che si sta diffondendo tra le donne iraniane”.

Secondo la legge attualmente in vigore – specifica il giornale – le donne della Repubblica Islamica di Iran devono circolare coperte dalla testa ai piedi, i capelli completamente velati ed è assolutamente vietata l’interazione con persone dell’altro sesso a meno che non siano “persone collegate” (parenti o coniugi). La magistratura iraniana ha quindi deciso che, visto il continuo diffondersi del malcostume tra le donne iraniane, la legge andasse applicata alla lettera. Secondo quanto riferisce il Teheran Emrouz, anche tutte le altre provincie iraniane si appresterebbero a introdurre questo giro di vite contro le donne.

Le persone segnalate rischiano ora l’arresto o, nella migliore delle ipotesi, una multa molto salata. Il Teheran Emrouz riporta anche che gli Ayatollah più estremisti non avrebbero preso bene le parole pronunciate la scorsa settimana dal dittatore e quindi avrebbero deciso per un giro di vite. In effetti non ci crede nessuno che in Iran avvenga qualcosa senza l’approvazione del dittatore, per cui trattasi dell’ennesima pagliacciata del piccolo Fuhrer persiano a cui, naturalmente, in pochissimi avevano creduto.

La situazione per le donne iraniane è particolarmente difficile proprio in questo periodo estivo quando cioè le temperature raggiungono picchi elevatissimi. Girare per le città coperte da capo a piedi è un vero e proprio supplizio. Ed è proprio in questo periodo che la “polizia morale” intensifica i controlli con plateali e drammatici arresti in strada. Ad aggravare ulteriormente la situazione c’è il comportamento delle guardie carcerarie verso le donne arrestate perché mal velate, considerate quindi alla stregua di poco di buono. Secondo diverse testimonianze le violenze sessuali perpetrate dalle guardie carcerarie verso queste ragazze sarebbero all’ordine del giorno.

La situazione dei Diritti delle Donne in Iran è ulteriormente peggiorata dopo che moltissime ragazze avevano preso parte alle manifestazioni contro il regime dello scorso anno. Sono centinaia le testimonianze di abuso sulle donne in carcere. Tutte le attiviste per i Diritti Umani che tanto si davano da fare, o sono state arrestate o costrette a rifugiarsi all’estero. Tra loro il nome più famoso è quello del Premio Nobel per la Pace, Shirin Ebadi, da oltre un anno costretta all’esilio. Proprio nei giorni scorsi è stata arrestata di nuovo Narges Mohammadi, stretta collaboratrice della Ebadi per la quale la nostra associazione ha lanciato un appello per la sua liberazione.

Sharon Levi

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