Iran: il movimento verde non si arrenderà al boia di Teheran

Ieri sera è arrivata la notizia che i 2 principali leader dell’opposizione, Mir Hossein Mussavi e Mehdi Karrubi, avrebbero annullato le manifestazioni previste per il 12 giugno, ricorrenza del colpo di Stato in Iran con il quale Ahmadinejad ha preso il potere e giornata simbolo dei tanti martiri per la libertà del popolo iraniano.

Premesso che mai come ora è stato così difficile avere notizie dirette dall’Iran. Solo pochi eletti possono accedere alla rete internet globale e quei pochi eletti sono nella maggioranza dei casi membri dei Basji o dei Pasdaran che si dilettano a inviare minacce via mail. Per il resto è quasi tutto bloccato. Tuttavia qualcosina filtra e per quello che sappiamo, pur non avendo la copertura di Mussavi e Karrubi e tanto meno quella mediatica, il movimento verde sta organizzando qualcosa per domani.

Sicuramente la dissidenza iraniana all’estero è in fermento. Sono organizzate manifestazioni in tutto il mondo. In Italia ci sono manifestazioni a Roma e a Milano. A Genova è stato organizzato un aperitivo con le donne iraniane per discutere della condizione femminile in Iran e sulle prospettive del Movimento Verde. Altre manifestazioni e sit-in sono in programma in molte città italiane. A livello europeo manifestazioni sono in programma a Parigi, Londra, Bruxelles, Berlino, Monaco di Baviera e in altre capitali. A livello mondiale si va da Melbourne fino a Washington passando per una infinità di capitali e città. Tutti intendono ricordare i massacri dello scorso anno e i ragazzi ancora incarcerati (circa 600) solo per aver manifestato contro un regime sanguinario come quello di Ahmadinejd. Un ricordo particolare andrà alle persone giustiziate e a quelle che saranno giustiziate domani, 23 in un solo giorno. Un pensiero anche agli oltre 250 giornalisti e blogger ancora detenuti nelle carceri iraniane, dei quali di almeno 60 non si conosce la sorte.

Ieri il Presidente degli USA, Barack Obama, con un anno di ritardo ha detto che la dissidenza iraniana va appoggiata con tutti i mezzi. Peccato che nel frattempo sono passati dodici mesi e quella dissidenza a cui fa riferimento Obama è stata letteralmente massacrata. Meglio sarebbe stato appoggiarla fattivamente un anno fa.

In ogni caso la dissidenza iraniana non è affatto finita, è solo silente per cause di forza maggiore. Non ha accesso a internet e ai social network. Inviare informazioni verso server basati fuori dall’Iran è pericolosissimo. Il monitoraggio della rete, grazie alla tecnologia che Nokia e Siemens hanno venduto al regime, è praticamente capillare. Tuttavia ancora qualche freccia c’è all’arco dei dissidenti.

Un fatto è certo, il Movimento Verde non si è arreso come qualcuno vuol far intendere e per il dispiacere di tutti i fan del boia di Teheran, fan che nel frattempo sono aumentati a dismisura proprio nelle fila di quelli che si autodefiniscono “pacifisti” e addirittura “difensori del Diritto”.

Sharon Levi

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