Iran: l’11 febbraio renderemo un pugno in bocca al regime

Mancano solo due giorni all’11 febbraio, data in cui il movimento verde iraniano scenderà di nuovo in piazza per protestare contro il dittatore Ahmadinejad e contro la Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei.

Proprio ieri Khamenei ha rilasciato dichiarazioni di fuoco contro l’occidente e contro l’opposizione interna, accusata ancora una volta di essere manovrata da “potenze straniere”. “L’11 febbraio – giorno in cui si ricorda la rivoluzione islamica iraniana – daremo un pugno in facci ad americani e sionisti” ha sbraitato ieri il carnefice di Teheran. Poi riferendosi alla opposizione interna ha detto che “chiunque si opponga al nobile gesto effettuato dalla nazione iraniana durante le elezioni non fa parte del nostro popolo” sottolineando così ancora una volta il presunto legame tra opposizione e potenze straniere.

In previsione delle manifestazioni dell’11 febbraio il regime ha provveduto ieri a una lunga serie di “arresti preventivi”. Sette giornalisti di Radio Farda sono finiti in carcere. Almeno altri venti giornalisti e blogger sono stati arrestati per impedire loro di trasmettere informazioni al mondo libero. Di diversi dissidenti si sono perse le tracce nelle ultime ore, mentre sempre ieri Mohsen Aminzadeh, esponente di spicco dei riformisti arrestato lo scorso giugno, è stato condannato a sei anni di reclusione per aver “attentato alla sicurezza nazionale”, termine questo usato dal regime per indicare coloro che hanno organizzato le manifestazioni pacifiche post-elettorali.

Ma tutto questo darsi da fare da parte del regime non fermerà l’Onda Verde. L’11 febbraio i ragazzi di Teheran scenderanno in piazza per manifestare ancora una volta pacificamente contro questo regime che, tra le altre cose, è lontanissimo persino dal concetto di rivoluzione islamica sostenuto dal Grande Ayatollah Khomeini.

Durante tutta la giornata si susseguiranno una serie di iniziative in tutto il mondo. Ieri alcuni giornalisti iraniani hanno lanciato un accorato appello ai loro colleghi stranieri chiamati dal regime a fornire copertura mediatica alle celebrazioni dell’11 febbraio 2010, chiedendo loro di non stare al gioco del regime invitandoli a fornire copertura mediatica sul vero volto dell’Iran e non su quello che il regime vuol far apparire. Nella lettera aperta c’è anche un lungo elenco di giornalisti iraniani ancora in carcere per aver diffuso notizie sulle manifestazioni post elettorali. Diverse manifestazioni sono previste di fronte alle ambasciate iraniane di tutto il mondo.

Secondo Protocollo seguirà gli eventi in Iran usando diversi canali che dovrebbero permette di bypassare la censura del regime. I fatti verranno riportati in tempo reale (come sempre) sul forum in un apposito topic dedicato all’11 febbraio.

Sempre l’11 febbraio (come data simbolo) partiranno alcune richieste all’Unione Europea tra le quali quella di inserire i Pasdaran nella lista nera delle organizzazioni terroristiche e quella di bloccare tutti i conti esteri (miliardari) che fanno capo sia a uomini del regime che agli stessi Pasdaran.

Insomma se proprio dobbiamo prendere pugni in bocca dal regime dittatoriale iraniano faremo di tutto per restituirli con gli interessi appoggiando come possiamo il Movimento Verde riformista e cercando di isolare a tutti i livelli gli assassini di regime, iniziando proprio dai tantissimi soldi che questi miserabili hanno sottratto al popolo iraniano.

Secondo Protocollo

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