L’Iran potrebbe produrre abbastanza uranio altamente arricchito per costruire una bomba atomica entro due/quattro mesi, ma poi avrebbe bisogno di altri 12 mesi per assemblare un ordigno. Questo in sintesi il contenuto del rapporto diffuso ieri dal Institute for Science and International Security.

Ogni giorno che passa arriva un gruppo di esperti che ritiene di avere con esattezza i tempi di costruzione della bomba iraniana. Gli ultimi in ordine di tempo sono quelli del Institute for Science and International Security che sostanzialmente danno ragione a Obama affermando che “ancora c’è sufficiente tempo per fermare la costruzione di un ordigno atomico iraniano con la diplomazia”. Secondo quest’ultimo rapporto, di cui non si conoscono le fonti ma che sembra essere preso molto in considerazione da Obama e dal suo staff, gli Stati Uniti e i loro alleati (Israele n.d.r.) avrebbero abbastanza tempo per intervenire militarmente anche dopo che l’Iran, per ottenere la bomba, decida di uscire dal “Trattato di non proliferazione nucleare” e avvii la costruzione del’ordigno.

Ora, a nessuno sembra passare per la testa che l’Iran, per confondere le acque, possa rimanere all’interno del Trattato di non proliferazione nucleare e decidere di uscirne solo quando avrà raggiunto il suo obbiettivo. E poi questi cosiddetti esperti non tengono minimamente in conto il rapporto della Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) che parla di “test iraniani su detonatori nucleari e sulla miniaturizzazione” passi essenziali per arrivare alla costruzione di un ordigno nucleare, test che avverrebbero già da diverso tempo all’interno della struttura di Parchin alla quale l’Iran interdice l’accesso agli ispettori dell’AIEA.

Il rapporto del Institute for Science and International Security cita quello che, a detta loro, sarebbe uno dei maggiori esperti del programma nucleare iraniano, David Albright, il quale sostiene che “una volta che l’Iran avrà abbastanza uranio arricchito per costruire un ordigno nucleare avrà bisogno di altri 10/12 mesi per assembrarlo”. Quindi, secondo questo assurdo ragionamento, gli USA e Israele avrebbero tutto quel tempo per intervenire militarmente. Peccato che a nessuno passi per la testa che, una volta raggiunto il quantitativo di uranio necessario per la costruzione di un ordigno, sarà praticamente impossibile individuare dove questo uranio viene stoccato, dove la bomba viene assemblata e dove i detonatori vengono costruiti.

A rispondere a questo ennesimo rapporto “rassicurante” che sembra coniato più per gli elettori americani piuttosto che per dare un quadro preciso della situazione, ci pensano gli esperti del Mossad i quali fanno notare come “permettere all’Iran di arrivare a produrre abbastanza uranio arricchito per costruire una bomba significa di fatto permettergli di avere la bomba” perché poi sarebbe praticamente impossibile individuare e distruggere il sito di assemblaggio che non necessita di grandi dimensioni (come una centrale che ospita le centrifughe)  e potrebbe essere facilmente occultato in una posizione inattaccabile dal cielo. Quindi resterebbe valido il discorso che per fermare l’Iran ci sono al massimo due mesi, cioè il tempo necessario agli iraniani, e su cui tutti concordano, per ottenere il quantitativo di uranio necessario alla bomba.

Anzi, per dirla tutta, gli esperti israeliani giudicano questo rapporto una vera e propria stupidaggine perché, nei fatti, seguendo la logica del Institute for Science and International Security per fermare la costruzione della bomba iraniana dopo il raggiungimento della quantità di uranio necessaria alla bomba servirebbe un intervento di terra che, allo stato attuale, è letteralmente improponibile.

Comunque anche all’interno del Institute for Science and International Security c’è chi dissente con le conclusioni degli “esperti”. Ed è proprio David Albright il quale, pur confermando le sue valutazioni sui tempi di costruzione della bomba, in una intervista alla AFP ammette che “se l’Iran produrrà con successo abbastanza WGU (uranio altamente arricchito) per un’arma nucleare, il processo di militarizzazione conseguente potrebbe non essere rilevabile fino a quando l’Iran non testerà il suo dispositivo nucleare sotterraneo il che significherà l’acquisizione di armi nucleari. Pertanto, la strategia più pratica per impedire all’Iran di ottenere armi nucleari è quella di impedirgli di accumulare l’uranio arricchito necessario alla loro costruzione”.

Noemi Cabitza

34 Comments

  1. diddolo

    Avevo i pantaloncini corti quando ho sentito dire per la prima volta che “tra sei mesi l’iran avra’ la atomica”. Sono diventato vecchi e l’iran l’atomica ancora non ce l’ha.

  2. Secondo Protocollo

    quindi ci costringe a bannarla, lei ha solo tre anni e i minorenni non possono commentare 🙂

  3. diddolo

    bugia bugietta come al solito….

    L’Iran “sembra ormai negli ultimi stadi per quanto riguarda lo sviluppo della capacità di costruire una bomba atomica”.

    La notizia è dentro un corposo documento “la stima 2003 sui programmi nucleari dell’Iran” elaborata ai primi di luglio dal Consiglio per la sicurezza nazionale.

    È un documento chiave della futura agenda politica americana, che sintetizza le analisi della Cia, dell’Agenzia per l’energia atomica, del Mossad israeliano e dei servizi segreti di alcuni paesi alleati.

    Tutti questi organismi, ciascuno indipendentemente dall’altro, sono arrivati alla stessa conclusione: entro la fine del 2004, al massimo i primi mesi del 2005, l’Iran degli ayatollah avrà a disposizione nei suoi arsenali l’arma finale: la bomba atomica.

    ergo cia, mossad etc assicuravano, nel 2003 che entro pochi mesi si sarebbe arrivati al punto di non ritorno…e questo 10 anni fa! e per tutti questi anni si e’ continuamente spostato il traguardo di “qualche mese”…

  4. quindi, secondo il tuo illuminatissimo pensiero, gli iraniani starebbero solo facendo finta di costruire una bomba, l’AIEA sarebbe in torto, CIA e Mossad non ne capisconi niente, il fior fiore degli esperti mondiali starebbe sbagliando e Israele non corre alcun rischio.
    Cavoli, ora si che mi sento rassicurato

  5. diddolo

    Secondo il mio illuminato pensiero un teste che mente in continuazione non e’ piu’ credibile in tribunale.
    Se dal 2003 cia mossad etc (ossia gli stessi che hanno preso la cantonata delle armi di distruzione di massa di saddam) mi dicono “tra 4 mesi l’iran avra’ la bomba dobbiamo intervenire adesso o sara’ troppo tardi) e la tiritera va avanti 10 anni la cosa perde ogni credibilita’, quindi mi fido molto di piu’ dei servizi russi o cinesi, perche’ e’ ovvio che quelli israelo/americani o sbagliano tutto o mentono consapevolmente su questa questione.
    Poi se mi domandi cosa, secondo me, l’iran vuole fare ti rispondo.
    L’iran, contrariamente a quanto sostiene la destra israeliana, non solo non e’ un paese governato da pazzi, ma e’ un paese governato da una leadership furbissima e scaltra che ha fatto esattamente la politica che avrei fatto io se avessi preso il potere in iran.
    Iran, Iraq, Arabia Saudita, Afganistan e Q8 sono paesi importantissimi per l’ex egemonia americana, quindi gli usa, da dopo la guerra ad oggi, hanno fatto tutto il possibile per tenere questi paesi sotto il proprio potere, per mantenerli arretrati e per evitare che sorgesse una potenza autonoma e forte. Insomma una politica di dominio come ha sempre fatto roma, o l’urss o ogni stato che miri all’egemonia. Benissimo. come liberarsi da questa egemonia? Attraverso il rafforzamento del vincolo religioso in modo da bloccare l’influenza politica degli usa, abbassati a ruolo di “infedeli” che dunque non possono orientare e guidare i fedeli. Con Komeini si e’ visto questo, gli usa hanno ribaltato un risultato democratico e moderato, perche’ il presidente scelto dagli iraniani avrebbe nazionalizzato il petrolio, sottraendolo al controllo usa, quindi gli usa impongono lo shia’ loro amico, e per abbatterlo non c’e’ altra scelta che quella religiosa.
    ma venuto meno il controllo politico rimaneva lo strapotere militare. Quando il laico Saddam, che aveva un cristiano (aziz) come vice e una donna (la cosiddetta lady antrace) a capo di segretissimi piani militari, ha iniziato a fare una politica autonoma invisa agli usa lo hanno attaccato e deposto occupando il paese. la ragione? nessuna, semplice politica di dominio. Le scuse erano le armi di distruzione (inesistenti) e il portare la democrazia (ma allora perche’ non iniziare dal feudalesimo degli amici sauditi, sempre accolti trionfalmente a washington, dove le donne neppure possono guidare?). L’iran ha capito l’antifona e si e’ armato fino ai denti, ma sa che per avere la certezza di non fare la fine di afganistan, iraq, libia etc deve avere una deterrenza totale. Per questo, io credo, all’iran non serve avere l’atomica, gli basta avere la tecnologia per svilupparla, come il giappone.
    Il giappone ha la “minaccia” di cina e corea del nord, entrambe potenze atomiche (l’iran di usa e israele) ma il giappone e’ nel trattato di NP, dunque il paese del sol levante, pur avendo l’alleato usa il che lo mette al riparo da attacchi atomici (perche’ la ritorsione usa sarebbe devastante)ha ritenuto di aquisire tutta la tecnologia e il materiale, ma di non assemblare la bomba. Ufficialmente non e’ una potenza atomica, ufficiosamente in un mese puo’ diventarlo, e lo stesso vuole fare l’iran.

  6. Miriam Bolaffi

    E commovente come certi personaggi non abbiano ritegno nel difendere il regime iraniano.
    Punto primo: le armi di Saddam Hussein. Sfatiamo questo mito, Saddam le armi chimiche le aveva. Non ha gazato decine di migliaia di curdi (più gli sciiti a Bassora anche se non se ne parla) con le aspirine. Quindi smettiamola con questo mantra secondo cui, siccome una volta la prova dell’evidenza non è stata trovata, adesso sono tutti Saddam Hussein, E’ persino ridicolo.

    Punto secondo: il programma nucleare iraniano è noto sin dai tempi dell’Ayatollah Khomeini. Il fatto che per vari motivi non siano riusciti ad implementarlo allora non significa che non lo facciano adesso. Nelle centrali atomiche non producono l’idrolitina e le centrifughe non lavano i panni sporchi dei Mullah.

    Punto terzo: il concetto di “portare la democrazia” andrebbe rivisto con “impedire a regimi totalitari di espandersi” e soprattutto di “diventare una minaccia per le democrazie”.

    Punto quarto: su una cosa Diddolo ha ragione. Il regime iraniano è scaltro, furbo e non bada al fatto che milioni di iraniani stiano letteralmente morendo di fame. Oltretutto ha condotto una politica estera davvero impressionante (nello stesso momento che Obama sosteneva che l’Iran era isolato, Teheran organizzava la riunione dei Paesi non allineati, cioè della maggioranza dei paese, ottenendo tra l’altro l’approvazione Onu con la presenza di Ban kii-Moon). Quindi non sarà uno scherzo impedire che l’Iran arrivi alla bomba.

    Detto questo, negare che l’Iran cerchi di ottenere la bomba è un insulto a qualsiasi intelligenza con un QI superiore a 13

  7. parola28

    diddolo
    A parte il fatto che per l’irak, il rapporto è dei servizi segreti americani, non mi sembra ci sia di mezzo il mossad.
    qui il link dove spiega la STORIA di saddam hussein, era un dittatore e ne ha ammazzati tanti.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_d'Iraq
    In Iran, trovandosi Israele costantemente sotto attacco,sta cercando di difendersi.
    Sicuramente non farà cose avventate, anzi proprio il contrario. In ultimo le teorie geopolitiche sono importanti ma fino ad un certo punto.
    Qui si tratta realmente di un presidente iraniano che NEGA’ la SHOA’ e minaccia sempre Israele. Mettiamoci anche questo nel contesto. Non giriamo il volto sempre dall’altra parte.

  8. parola28

    Miriam Bolaffi
    E’ VERISSIMO!
    Nella strage dei curdi ha usato armi chimiche.
    hai ragione, mi era sfuggita.
    E nessuno ne parla. NESSUNO.

  9. Diddolo

    Per miriam: io non difendo i regimi dittatoriali, mostro semplicemente il cinismo dei regimi sedicenti democratici e delle loro guerre coloniali mascherate da operazioni umanitarie. Tu sei piu sincera e dici non ” portare la democrazia” ma impedire che regimi nemici si espandano.
    La bontà o la cattiveria del leader di turno non conta affatto. E’ vero poi che saddam ha gasato sciiti e curdi, sia prima che dopo la seconda guerra del golfo, ma dimentichi di dire che quelle armi gliele avevano date gli usa quando saddam faceva guerra all’Iran con l’aiuto e le armi americane e l’appoggio di Washington. Perché? Semplice gli faceva comodo in un contesto di politica di potere in medio oriente. Poi quando saddam ha attaccato, nello stesso modo e con le stesse armi il Q8, anche esso paese retto da una tirannia ma amico dell’America é diventato da pupillo minaccia al mondo libero e allora si é improvvisamente scoperto che era un tiranno.
    Nel 2003 invece le armi americane non le aveva piu e non rappresentava una minaccia nemmeno per il suo popolo, gli era interdetto il volo militare in quasi tutto il paese, non aveva armi, non faceva stragi (quelle che quando era nostro alleato faceva allegramente senza che avessimo nulla da dire) ma minacciava di cambiare la valuta di scambio da dollaro a euro per OIL for food, e quindi abbiamo scatenato una guerra che ha fatto centinaia di migliaia di vittime e che abbiamo pure perso, regalando l’Iraq all’Iran! Il punto é che abbiamo fatto (usa con la complicità dell’Europa) una politica neo-coloniale ma non riusciamo piu a farla, per cui dovremmo semplicemente accettare che non possiamo piu dettare legge al mondo musulmano, decidere come abbiamo fatto i confini degli stati a tavolino, decidere chi mettere al governo e imporgli la politica energetica etc..quando le regole del gioco cambiano meglio ritirarsi che perdere fino all’ultimo centesimo.

  10. Miriam Bolaffi

    Per dovere di cronaca, anche se non cambia la follia dell’attacco all’Iraq, i gas nervini di Saddam (Tabum e soprattutto Sarin) erano vecchi gas (molto letali) prodotti in URSS. I russi vendevano armi e gas nervini sia all’Iraq che all’Iran. Gli USA non hanno mai venduto armi all’Iraq, è una cazzata mastodontica (trovatemi un M16 o uno stinger nell’arsenale iracheno se siete buoni). I missili di Saddam erano Scud, i carri armati T34, i mitragliatori erano Kalashnikov, tutte armi prodotte in Unione Sovietica. Quindi Diddolo, non farnetichiamo.
    Se poi vogliamo dire che l’attacco all’Iraq è stato una cazzata lo possiamo dire e non serve una mente eccelsa per ammetterlo (anche perché oggi l’Iraq è controllato da remoto da Teheran, quindi doppia beffa).
    Tuttavia, paragonare la faccenda iraniana a quella Irachena è semplicemente ridicolo. L’Iran, a differenza dell’Iraq di Saddam, è un pericolo reale. Ha saputo muoversi bene a livello internazionale. Controlla l’Iraq, il Libano, la Siria, probabilmente Hamas. Ha capito che la Fratellanza Musulmana è l’unica in grado di mettere in difficoltà i regni del Golfo. Insomma, Teheran è seriamente una minaccia e non solo per Israele, ma per tutto il modo libero.
    Poi si possono fare mille e mille discorsi sulla geopolitica cambiata in Medio Oriente, tutto giusto anche se in peggio, ma l’Iran resta il problema principale.
    Mi sembra molto interessante questo articolo (http://www.rightsreporter.org/obama-cambia-strategia-attaccare-liran-per-riconquistare-la-casa-bianca/) anche se continuo a dubitare molto di Obama. SE quanto detto da Foreign Policy fosse vero saremmo di fronte a un caso classico di real politik in barba alla geopolitica cambiata.
    Chi vivrà vedrà

  11. parola28

    Miriam Bolaffi
    Il problema infatti non è solo per Israele
    è il medio oriente ad essere in pericolo.
    L’europa dovrebbe accorgersi meglio della situazione.

  12. L’amorfo tifoso diddolo, parzialmente informato sui fatti mediorientali e non solo, vorrebbe che i poveri e abbandonati paesi islamici fossero padroni del loro destino. Nulla da eccepire su questo. Ma così non è stato e non è. Tutti hanno sbagliato: USA, URSS ecc… fornendo armi e aiuti in periodi storici diversi per combattere questo o quel paese. Ma essere padroni del proprio destino non vuol dire però volere la cancellazione di una nazione, ed incitare tutti gli islamici al genocidio di un popolo.
    Essere padroni del proprio destino non è stata la miglior scelta per alcuni: i palestinesi! Anziché cercare nelle proprie forze, nel proprio orgoglio, nella propria fede, la costruzione di una nazione su un territorio “donato” da Israele (Gaza), la forza, l’orgoglio, e la fede, sono servite e servono tutt’ora solo ad un fine: distruggere il paese vicino perché di fede diversa e quindi infedele.
    Questo e’ il vero problema che diddolo e i suoi amici palestinesi e non, sembrano non capire. Non capiranno nemmeno quando imploderà l’Iran, l’artefice e il mandante della destabilizzazione medioorientale. Imploderà per la solita causa: la fame! Tutte le rivoluzioni arabe sono scoppiate per il pane, non certo per avere la democrazia, e le “primavere” nord africane lo hanno dimostrato. Un Iran ridotto alla fame, come i fatti dimostrano e a dispetto delle balle che racconta il suocero di Grillo, è ancora più pericoloso, perché i perfidi Ayatollah iraniani sperano che la bomba atomica riempia la pancia del loro popolo, al posto del pane, naturalmente!
    Sempre letture sbagliate quelle di diddolo, e brutte compagnie. Non che le mie letture e le mie compagnie siano le migliori, ovviamente, ma perlomeno non incitano all’odio razziale e al genocidio di un popolo.

  13. diddolo

    Per Miriam:
    Noto due cose, la prima e’ che e’ curioso notare come, in una testata che si occupa della difesa dei diritti unani, lei parli della guerra all’Iraq come un erorre, una stupidagine, una follia, e non per quello che e’ realmente, un crimine di guerra di natura imperialistica.
    Lei si lamenta del fatto che l’operazione e’ fallita, che noi occidentali abbiamo speso anni, 6000 delle vite dei nostri giovani e una quantita’ immane di miliardi di dollari per consegnare pari pari il paese all’iran. Un investimento sbagliatissimo dunque…no, un crimine da tribunale penale internazionale se esistesse una giustizia. sono morte centinaia di migliaia di iracheni, uomini, donne, bambini, un paese e’ stato devastato, i danni ambientali, grazie all’uranio impoverito, dureranno per generazioni…chi paga per i diritti umani degli iracheni massacrati senza una ragione e in base a scuse dimostratesi palesi balle s cui anche un bambino avrebbe creduto?
    vede miriam, il problema e’ il razzismo di noi occidentali che, dopo avre colonizzato, schiavizzato, depredato i popoli non europei crediamo ancora di poter fare cio’ che vogliamo.
    Se fosse successo a noi? immagini che la Cina, per ragioni di potere, si inventi che l’olanda rappresenta un pericolo per Pechino, con una scusa penosa, attacchi il paese, lo occupi, lo devasti, centinaia di migliaia di olandesi, contamini il terrirorio per secoli…come dovremmo reagire noi europei? io personalmente dichiarerei guerra alla cina fino alla sua scomparsa, e lei?
    Veniamo all’iran, lei dice che e’ un paese furbo e pericoloso….ma pericoloso per chi? l’Iran non ha mai attaccato l’occidente (ne i paesi arabi) ma e’ stato attaccato di continuo, ora il vero pericolo non e’ che l’iran ci bombardi o attacchi, ma che l’iran esca dalla nostra orbita e con lui altri paesi, che e’quello che sta accadendo. Il pericolo non e’ militare, e’ economico e strategico, se i paesi petroliferi sfanculano l’america (dopo tutti i crimini degli americani contro i popoli arabi e islamici) e fanno affari con la cina il dollaro va a puttane e cosi’ l’america…quindi si deve imporre con le bombe a arabi e iraniani un governo che faccia gli interessi di washington anziche’ teheran o bagdad. C’e’ riuscito per decenni, ora non ci riesce piu’ perche’
    A) per tutte le varie “guerre umanitarie” in stile iraq gli arabi odiano gli usa
    B) sono diventati piu’ furbi forti e organizzati
    C) l’emersione di nuove potenze globali gli concede un grande vantaggio.
    Questa e’ la questione, una squallida questione di interessi coloniali e di interessi economici, non la ammantate di guerra del bene contro il male, anche perche’ ad avere tanta paura dell’iran e’ il paese piu’ armato, potente e difeso del mondo, che peraltro e’ lontanissimo, mentre come tu stessa hai sottolineato, la maggior parte dei paesi mondiali ha rapporti normalissimi con l’iran, nonostante le pressioni usa.
    A preoccuparsi sono poi i vicini, o meglio alcuni di loro, ossia quelli che ancora sono nell’alveo del protettorato usa. La ragione e’ semplice, quei regimi e la loro alleanza con gli usa sono odiati dai propri popoli, e un iran grande e forte potrebbe costituire (come gia’ sta succedendo) un motivo di tensione per quei regimi, senza l’iran probabilmente mubarak sarebbe ancora al suo posto, ora questo potra’ essere un problema per usa e dittatori amici degli usa, ma per le masse arabe, oppresse dal nostro strapotere, e’ un’occasione di riscatto e liberazione.

    per dido.
    essere padroni del proprio destino significa non avere eserciti occupanti, come in libia, iraq, afganistan etc
    significa non avere una potenza che ti dice come gestire (a suo uso e consumo) l’unica risorsa che hai, ossia il petrolio, significa non avere dittatori che tiranneggiano la gente con l’aiuto, le armi e l’appoggio americano, come i sauditi, significa non avere basi americane nella maggioranza dei paesi arabi, visto che non ci sono basi araba in america…significa essere rispettati come popoli sovrani cosa che nn avviene. Noi abbiamo dimostrato di non concedergli liberta’ e dignita’ e di volere il loro petrolio, loro quindi ci combattono per la proprio liberta’ e dignita’….come dargli torto?

  14. diddolo

    sui palestinesi infine (sempre per dido) il tuo pensiero e’ mostruosamente razzista e bugiardo, razzista perche’ postuli che la liberta’ sia un diritto per gli occidentali mentre per altri popoli e’ molto meglio non essere liberi e avere noi come tutori, un po’ come avviene per down o bambini piccoli che hanno necessita’ di chi prenda le decisioni al loro posto, bugiarda perche’ i palestinesi non hanno mai avuto la padronanza del proprio destino.
    La cisgiordania e’ occupata e colonizzata, a gaza non solo non c’e’ uno stato ma non c’e’ neppure la liberta’ di pescare a 100 metri dalla riva.
    proviamo a invertire le parti, se fosse israele occupato dall’iran, colonizzato in ogni suo spazio dagli islamici che ci fanno citta’ per islamici con strade per islamici, con l’eccezione del territorio di tel aviv, dove gli ebrei sono troppo numerosi, recintato, assediato e inibito a ogni attivita’ mentre le case dei loro fratelli ebrei vengono abbattute per fare posto a case di arabi lei direbbe che gli ebrei sono padroni del proprio destino e se anziche’ approfittare combattono per la loro terra (come farebbero fino all’ultima goccia del proprio sangue) e’ la dimostrazione che sono dei mostri e nn possono avere uno stato?

  15. Se Israele fosse confinato in 20 Km quadrati, come tu vorresti nei tuoi balordi e sconclusionati scritti, e circondato da cani feroci ai quali tu sei molto affezionato, sarebbe scomparso da molto tempo.
    Per scomparso non intendo sparito nel nulla, ma metodicamente e coscienziosamente ammazzato e squartato. Sempre brutte compagnie, mio “caro”

  16. Miriam Bolaffi

    Diddolo, le rispondo per l’ultima volta, non perché non sia una discussione interessante ma perché non potrò farlo per altre ragioni che non sto a spiegarle.
    Prima di tutto le chiedo scusa, non avevo capito che era profondamente filo-iraniano. L’avevo scambiata per uno di quei sempliciotti filo-palestinesi che una se ne inventano e cento ne diffondono. In fondo, come gli Ayatollah e gli arabi, usate la questione palestinese peri vostri comodi non perché vi freghi qualcosa dei palestinesi stessi altrimenti vi indignereste con Assad e organizzereste decine di flottille per la Siria non per Gaza.
    Detto questo, i Diritti Umani non hanno nulla a che vedere con gli arabi e con l’Islam in generale. Quella difesa dei Diritti Umani lasciamola fare a Amnesty International e a Human Rights Wath che prendono soldi dall’Arabia Saudita (dico e ripeto ARABIA SAUDITA). Noi facciamo altro.
    Ma è quando lei dice che l’Iran non ha mai attaccato nessuno che ci mostra la sua vera natura maschera da difensore dei Diritti dei popoli musulmani oppressi dalla potenza imperialista americana. L’Iran ,caro Diddolo, ha attaccato più volte. Lo ha fatto in Yemen quando ha armato, pagato e addestrato le milizie sciite. Lo ha fatto in Afghanistan quando ha insegnato ai talebani a fare con maggiore accuratezza le IED che tante vittime (anche tra i soldati italiani) hanno fatto. Lo ha fatto e lo sta facendo in Libano con il suo sostegno a Hezbollah e in Siria con il suo sostegno ad Assad (che non è un sosteno meramente politico). Lo fa a Gaza con il suo sostegno ad Hamas. Lo ha fatto con i cinque tentativi di attentato ai danni di inermi civili israeliani riuscendoci infine in Bulgaria. Quindi non mi stia a raccontare che in Iran, poverini, non sono pericolosi perché non hanno attaccato nessuno. Seguendo la sua logica, nemmeno i talebani lo avevano fatto, nemmeno Bin Laden lo aveva fatto. Il terrorismo e il sostegno al terrorismo sono sistemi di offesa peggiori e più subdoli di una vera e propria dichiarazione di guerra. Mi viene un dubbio: non è che lei è parente del suocero di Grillo?
    Per finire e a scanso di equivoci, noi siamo terribilmente vicini al popolo iraniano. Lo abbiamo sostenuto quando tutti gli hanno voltato le spalle. Siamo persino ostili al PMOI giusto per dirle che siamo coerenti nella nostra posizione. Quindi non mi venga a fare la lezioncina di storia sul popolo persiano, che è molto più simile e vicino a quello ebraico di quanto si pensi. Noi siamo ostili al regime e saremo contenti solo quando sarà caduto. Lavoriamo per questo e non per il petrolio o per i complotti giudo-pluto-massonici. Noi siamo molto più semplici e ingenui di quanto si creda.
    E adesso mi scuserà ma davvero ho di meglio da fare. Nel mio piccolo (piccolissimo) devo studiare come fare una mazza così agli Ayatollah

  17. Miriam, il tuo dubbio sulla parentela di diddolo con il suocero di Grillo è sbagliata. Di questo ne sono sicuro………………………………………….

  18. diddolo

    Non voglio rubarti tempo miriam, ma preciso che quando dico che l’iran non ha attaccato nessuno intendo in guerre vere e proprio, se tu obbietti che ha sostenuto la guerriglia in afganistan e sostiene hezbollah, allora ti rispondo che gli usa, che non appartengono nemmeno all’aera in questione, ma anche italia francia etc hanno sostenuto e aiutato un’infinita’ di gruppi terroristici.
    vedi, la differenza tra me e te e’ semplice, per me gli esseri umani hanno gli stessi diritti e la stessa dignita’, per te no.
    Il fatto che io, come peraltro la maggioranza della popolazione mondiale, compresa quella occidentale, sia arcistufo della politica di potenza degli usa non e’ perche’ amo la sua controparte, l’iran, o l’iraq, o chiunque gli usa decidano di bombardare, e’ perche’ ritengo che il colonialismo occidentale non solo sia riprovevole moralmente ma sia ormai inattuabile.
    In sostanza non voglio pagare un prezzo salatissimo per tentare un’impresa che, oltre che impossibile, e’ anche assolutamente vergognosa e immorale.
    quello che vorrei e’ che si riconoscesse a ogni individuo pari dignita’, a prescindere da razza o religione, ma questo evidentemente cozza con gli interessi delle potenze coloniali, che per dominare alcuni popoli, per ragioni economiche e strategiche e non idealistiche, hanno bisogno di presentare quei popoli come inumani e feroci, non in grado di governarsi da soli….non lo dicevamo anche degli africani?
    quello che mi continua a stupire, dopo tanti anni, e’ il constatare che, specialmente sulla questione israeliana, i vari “tifosi” come lei non siano neppure lontanamente in grado di avere uno sguardo distaccato, di mettersi nei panni dell’altro, di domandarsi “ma se questo succedesse a me io lo accetterei?”
    La disumanizzazione dell’atro e’ il primo elemento psicologico necessario al colonialismo, e c’e’ da dire che a forza di trattare l’altro come una bestia prima o poi quello ti addenta sul serio.

  19. Secondo Protocollo

    diddolo, le consigliamo (se non lo ha già fatto) di leggere questo articolo e, magari, di rifletterci un po’ su
    http://www.secondoprotocollo.org/?p=5108
    lei dice non essere un “tifoso” ma di pensare solo ai “diritti” di questa povera gente. Bene, vediamo un po’cosa ne pensa di questo pensiero
    In ogni caso non è che ci interessi più di tanto è solo che quando si vede così tanta ipocrisia (l’Iran foraggia il terrorismo ma lo hanno fatto anche gli AMERKANI ecc. ec. quindi fa bene) non rimane altro che sorridere
    Buona giornata
    PS
    accusare Miriam di non pensare ai Diritti umani e alla dignità dei popoli è una offesa gratuita e volgare fatta passare solo per evidenziare bene che tipo di personaggio è lei

  20. Dopo venticinque secoli esistono evidentemente ancora in giro delle idee platoniche male utilizzate.
    Una di queste è quella di “popolo sovrano”, un’idea con la quale un demiurgo dei nostri giorni (Diddolo) vorrebbe plasmare la realtà.
    Sennò che demiurgo sarebbe?
    E così succede che un regime come quello di Saddam Hussein diviene l’incarnazione del “popolo sovrano”.
    Ma -attenzione!- un regime come quello saudita invece non lo sarebbe.
    Viene da domandare se l’attuale regime dell’Iraq, frutto della guerra americana nonché di accordi tra gruppi tribali , elezioni e quant’altro, sempre voluti dagli americani- benchè funestato dal terrorismo tribale- sia o meno modellato dall’idea di “popolo sovrano”.
    E così quello siriano, forse attualmente disturbato nella sua “unità” da interferenze esterne.
    Interessante poi l’attribuzione dell’idea di cui sopra al regime iraniano, che é espressione del dominio del clero sciita.
    Ed é anche interessante che per realizzare questa equazione si tiri in ballo addirittura Mossadeq, primo ministro iraniano, che fu defenestrato dagli angloamericani con un colpo di stato nel 1953.
    Gli angloamericani agirono così prevalentemente per interessi petroliferi coloniali, ma una mano la ebbero dall’interno proprio dal clero sciita, che era passato all’opposizione contro Mossadeq, a causa della riforma agraria contro il latifondo e della modernizzazione che costui perseguiva , avendo una formazione piuttosto laica.
    Infatti, dopo un tentativo di colpo di stato fallito, che causò la fuga precipitosa dello Scia a Roma, l’Ayatollah Kashani promosse una manifestazione popolare contro il primo ministro Mossadeq e a favore dello Scia.
    E’ piuttosto paradossale che il nazionalista e patriota Mossadeq debba oggi essere usato per legittimare proprio il regime degli Ayatollah!
    I quali evidentemente hanno sempre avuto in mente il potere dei religiosi e non certo gli interessi popolari e nazionali.
    Ciò nonostante sarebbero- secondo il demiurgo di cui sopra – espressione dell’idea di “popolo sovrano”.
    Viene da pensare che secondo alcuni un popolo sia sovrano quando realizza la cosiddetta “volontà generale” sotto la guida dell’Uno.
    Un simile pensiero non finerebbe di meravigliare ancora una volta un Etienne de la Boétie, che già nel sedicesimo secolo si domandava con meraviglia come mai gli uomini, che per natura dovrebbero tendere alla libertà, finiscano invece con lo scegliere sempre la “servitù volontaria”.
    Etienne non trovò la risposta, ma viveva nel cinquecento.
    Dopo qualche secolo sarà forse il caso di riporsi questa domanda, visto che é rimasta attuale perfino in Occidente.

  21. Diddolo

    Milano lei é quantomeno molto preparato e non ripete i soliti slogan a manetta, parla con molta cognizione di causa, ma il problema é forse che non mette altrettanta attenzione nel leggere le opinioni dell’altra parte.
    Infatti mi accusa di mostrare una grande simpatia per il regime iraniano e per il defunto regime di saddam, cosa che é lontanissima dal vero.
    Quando io tiro in ballo Mossadeq non lo faccio per dire quanto é bello il regime iraniano, ma quanto sono imperialisti e ipocriti i regimi occidentali perché, a casa mia, uno stato che, come ha detto lei, per prendersi le risorse di un’altro stato organizza un colpo di stato contro un presidente straniero, democraticamente eletto, laico e moderato, é uno stato canaglia.
    Quindi mettiamo in chiaro questo, non abbiamo alcuna superiorità morale, quanto meno a livello di rapporti tra stati, abbiamo commesso in medio oriente ogni genere di porcherie, e questo per ragioni economiche e alcuni vorrebbero continuare in questa politica.
    Rifiutate questo imperialismo, che lei stesso ha ammesso, non significa affatto essere fan di ahmadinejad, significa riconoscere al popolo iraniano la stessa dignità che riconosco al mio e cercare di convivere in pace. Attualmente noi potremmo ignorare gli iraniani, ma gli iraniani non possono ignorare noi perché la nostra presenza imperialista non glielo permette. Io non voglio essere oppresso dagli iraniani e, nei fatti, non posso dire di avere mai subito nulla da parte loro, ma un iraniano puó dire a me che noi occidentali li abbiamo attaccati in tutti i modi negli ultimi decenni per avere il controllo, con le buone o le cattive, del loro paese, e questo non per difenderci da una minaccia di qualche tipo, ma perché le riserve petrolifere di quel paese sono essenziali per mantenere il predominio dell’occidente. Se qualcuno avesse fatto questo al mio paese io lo combatterei con tutti i mezzi.

  22. Diddolo

    Per secondoprotocollo
    Ho letto l’articolo sull’aniversario della guerra e lo considero molto positivo.
    Quello che l’autore dice é verissimo, i governanti arabi hanno colpe atroci sui propri popoli, e di sicuro la questione israeliana non sarebbe stata di per se dirompente.
    Ma i due fatti sono separati, da un lato gli arabi, anche senza il nostro imperialismo, se non cambiano modo di governarsi soffriranno sempre, e questo é chiaro.
    Dall’altro Israele é diventata una questione primaria ( nonostante occupi una parte risibile dello sterminato mondo islamico e oltretutto una parte priva di petrolio ) perché viene visto come la base per la dominazione occidentale.
    Peraltro senza il nostro imperialismo Israele si sarebbe risparmiata molti problemi, ad esempio in Persia ci sarebbe un governo moderato, democratico e magari sviluppato, senza l’Iran non ci sarebbero hezbollah e neanche assad a Damasco.

  23. Il paradosso vivente si fa senpre vivo (diddolo), ingarbugliando le carte, passando da un’esaltazione all’altra, profumando e adulando gli scritti di Milano e di SP, per poi rimarcare il suo amore per il popolo iraniano che non merita il disprezzo occidentale. Ma quando mai abbiamo disprezzato il popolo iraniano!
    Ma la ciliegina sulla torta (e qui casca l’asino) l’ha messa dicendo che ” Attualmente noi potremmo ignorare gli iraniani, ma gli iraniani non possono ignorare noi perché la nostra presenza imperialista non glielo permette….. ma un iraniano puó dire a me che noi occidentali li abbiamo attaccati in tutti i modi negli ultimi decenni per avere il controllo, con le buone o le cattive, del loro paese, e questo non per difenderci da una minaccia di qualche tipo, ma perché le riserve petrolifere di quel paese sono essenziali per mantenere il predominio dell’occidente. Se qualcuno avesse fatto questo al mio paese io lo combatterei con tutti i mezzi”
    Avete letto bene, ma sarebbe meglio rileggerle altre volte queste quattro righe per capire a fondo quanta affinità di intenti c’è tra diddolo, gli Ayatollah iraniani e l’assassino pasdaran che governa l’Iran.
    Solo una mente contorta e politicamente orientata verso il più becero Comintern di vetusta memoria bolscevica, nonchè istruita in qualche pidocchiosa madrassa, può ragionare in questa maniera.
    Noi sporchi imperialisti occidentali, con il cane (animale immondo agli occhi dei musulmani, e solo per questo andrebbero “combattuti”) amerikano, li avremmo attaccati per decenni e in tutti i modi per avere il controllo del loro paese e del loro petrolio?
    Ma allora li ognoriamo o no questi iraniani, perchè se ci possiamo permettere di ignorarli, non vedo perchè dobbiamo pensare di invaderli e rubargli il petrolio.
    Secondo me l’umano personaggio non è italiano, e se lo fosse, sarebbe diventato cittadino italiano dopo molti anni grazie al fatto, e per fortuna, che non abbiamo lo ius soli, (e questo evidenzia il fatto che l’integrazione verso la nostra civiltà rimane una chimera) e quindi se non vuole ritenersi uno sporco imperialista occidentale, ne ha tutte le ragioni!

  24. diddolo

    dido mostri una (frase cancellata dalla redazione). sono italianissimo, da generazioni, se proprio lo vuoi sapere la storia della mia famiglia inizia a Milano intorno al 1300.
    Ovviamente mi rendo conto che per te, (frase cancellata dalla redazione) e le questioni sfaccettate, come quella del rapporto occidente/iran o meglio usa/iran siano davvero troppo difficili, ne mi aspetto che tu possa capire la differenza tra la condanna di un’ingerenza antidemocratica e coloniale (come quando gli usa hanno ordito un colpo di stato contro un governo democratico e laico in iran ma che voleva nazionalizzare il petrolio)e un’apprezzamento politico o ideologico di un regime (peraltro venuto decenni dopo) come quello di ahmadinejad, per cui ti lascio al tuo tifo da stadio e alla tua pia illusione che il mondo sia costituito da supereroi buoni che combattono il male (l’occidente) e supereroi cattivi che vogliono la distruzione del mondo (l’iran) perche’ mi rendo conto che e’ il massimo dell’elaborazione concettuale cui puoi aspirare.

  25. Nel mio intervento ho semplicemente rilevato che bisogna rifuggire dalle trappole del linguaggio ed identificare con maggiore precisione i soggetti di cui si parla.
    In questo caso i soggetti reali sono i regimi e non i cosiddetti “popoli sovrani”.
    Mi sembra infatti che lei ai regimi attribuisca un incondizionato carattere simbolico fuorviante.
    Detto questo, pur prendendo atto delle sue precisazioni, (che a mio avviso andavano sottolineate ed erano quindi necessarie) e pur condividendo la condanna morale del colonialismo-soprattutto se oltremodo ottuso-, ad un certo punto non la seguo più.
    Dovrebbe precisare meglio cosa intende quando dice che ” gli iraniani” (il regime forse?) “non possono ignorare noi” (chi?) ” perché la nostra presenza imperialista” ( le basi americane in Arabia Saudita?) “non glielo permette”. L’Arabia Saudita non é l’Iran e forse ha lo stesso diritto dell’Iran di fare una sua politica. Naturalmente parlo di governi.
    Il resto del suo intervento sa un po’ di sermone ed evito di soffermarmici, perché mi sembrano molto più importanti alcune domande fondamentali.
    Queste:
    Cosa c’entra la volontà conclamata di Teheran di distruggere lo Stato di Israele con la rivalsa per i torti subiti dagli anglo-americani nella vicenda di Mossadeq, che come abbiamo visto non rappresenta nemmeno una rendita morale del clero sciita?
    E lei che atteggiamento assume nei confronti di questa volontà politica, quando liquida le preoccupazioni del Governo di Israele – condivise anche da altri- come espressione della “destra sionista”?
    Una espressione che, tra l’altro, ha per lei un carattere altamente denigratorio.
    Scorrendo però il suo successivo intervento diretto a SP leggo:
    “Senza il nostro imperialismo” (ancora “il nostro”) Israele si sarebbe risparmiata molti problemi, ad esempio in Persia ci sarebbe un governo moderato, democratico e magari sviluppato,senza l’Iran non ci sarebbero hezbollah e neanche Assad a Damasco.”!!!
    Quindi anche Israele avrebbe un cahier de doleance nei confronti del colonialismo storico occidentale?
    Ma soprattutto mi consenta di risottolineare il suo pensiero, che intendo ripetere:
    senza il “nostro colonialismo” ci sarebbe la Persia democratica e non l’Iran e neppure Hezbollah e Assad a Damasco.
    Il che vuol dire che la cosa migliore sarebbe che “esisterebbe la Persia” e non l’Iran e non esisterebbero neppure gli altri due.
    Due domande finali:
    non sarebbe forse il caso che lei cambi posto e si metta a sedere con i sostenitori delle ragioni di Israele, almeno per quanto riguarda la relazione di Israele con questi soggetti?
    D’altro canto, se in questo caso Israele va difeso, chi lo dovesse difendere, non dovrebbe essere considerato benemerito anche da lei?

  26. PS: Il mio intervento é ovviamente rivolto a Diddolo.

  27. diddolo

    Per Milano:
    per risponderle in termini precisi quoto le sue domande, cosi’ si evitano ambiguita’.

    Dovrebbe precisare meglio cosa intende quando dice che ” gli iraniani” (il regime forse?) “non possono ignorare noi” (chi?) ” perché la nostra presenza imperialista” ( le basi americane in Arabia Saudita?) “non glielo permette”.

    Quello che intendo e’ che esiste un paradosso per i paesi come l’iran. Il colonialismo Usa, (stessi usa che quando gli conviene bombarda con la scusa del portare la democrazia), nei fatti, con la sua ingerenza e il suo tentativo di dominio condiziona la vita politica degli stati islamici allontanandoli da una possibile evoluzione democratica e moderna.
    Infatti la superpotenza americana interviene nelle democraizie (compresa la nostra) per imporre ai paesi deboli governi che facciano gli interessi degli usa, quando un governo democratico (come quello di Mossadeq o Chavez, o di Allende) fa una politica sgradita all’impero viene buttato giu’ e sostituito, dai campioni della democrazia, con qualche giunta militare amica.
    Ora se io fossi un iraniano che lotta contro questa forma di colonialismo avrei enormi difficolta’ a farlo in seno a un regime democratico per la debolezza di questo tipo di governo e la possibilita’ di condizionarlo. Paradossalmente lo stesso problema stiamo avendolo in Europa, e il rischio e’ un ritorno a governi neonazionalsocialisti, come in Grecia dove secondo un recente sondaggio un poliziotto su 4 ha votato alba dorata. Noi in europa abbiamo avuto la possibilita’ di evolvere i nostri sistemi politici in maniera indipendente da potenze coloniali.
    Per loro non e’ possibile. Cosa dovrebbe fare un governo iraniano democratico o meno? quello che fa ogni governo che rappresenti gli interessi del proprio popolo, ossia lottare per avere:
    A) indipendenza B) auotnomia C) economia sviluppata D) influenza regionale
    ora qualsiasi governo iraniano nel fare questo si scontra con la politica di potenza degli usa, che come abbiamo visto puntano invece a un iran (e arabia saudita, e iraq, e libia etc) che siano arretrati, deboli e sottoposti al volere di Washington.
    Queste cose che dico non sono miei pareri ma fatti, riconosciuti dagli stessi politologi di destra americana che ammettono candidamente che l’aspetto “idealistico” serve solo a rendere piu’ digeribile all’opinione pubblica la sostanza imperialistica della politica americana, imperialismo che ormai l’america non ha piu’ la forza di mantenere, e dunque dovrebbe trasformare in “fai come dico io senno’ti faccio a pezzi” in “fai come dico io e ti do in cambio questo e quest’altro”, cosa che pare l’america abbia ormai compreso.

    alle altre domande, tutte interessanti, rispondero’ appena avro’ un minimo di tempo.

  28. Sono contentissimo che la famiglia (frase cancellata dalla redazione) di diddolo abbia avuto inizio a Milano intorno al 1300 assieme a Papa Gregorio Magno, secolo importante perchè ebbe fine l’occupazione musulmana della Spagna. Vuoi che qualche amante dell’Illuminato non si sia infiltrato nella città meneghina e abbia dato inizio alla (frase cancellata dalla redazione) famiglia? Facile, facile!
    Scherzi a parte, fa bene l’amico meneghino a sottolineare la sconclusionata, assurda, e fantascientifica frase di diddolo, come moltissime altre d’altronde, “Peraltro senza il nostro imperialismo Israele si sarebbe risparmiata molti problemi….”, come se Israele senza l’aiuto dell’Occidente e del “nostro” imperialismo avrebbe potuto tranquillamente vivere in pace con l’Iran e con tutti i paesi limitrofi.
    Pazzesco!
    Mi sa tanto che il 1300 sia stato un anno funereo per Milano, a parte la sua (frase cancellata dalla redazione) famiglia, naturalmente!

  29. Franco Londei

    Chiedo scusa se intervengo da “intruso” in questa appassionante discussione che purtroppo non ho modo di seguire come vorrei.
    Se ho capito bene il ragionamento di Diddolo, gli iraniani ( e come loro gli arabi) preferiscono stare sotto dittatura perché se avessero la democrazia (sistema debole) verrebbero automaticamente sottomessi al capitalismo americano.
    E’ una teoria un po’ bizzarra se mi si consente. Per carità, ognuno ha le sue di teorie, ma credo che un governo forte in una democrazia compiuta possa essere la miglior garanzia per lottare contro la prepotenza americana (come la definisce Diddolo). Insomma, la vedo dura che gli Ayatollah o la Fratellanza Musulmana siano la risposta più adeguata all’imperialismo americano. Per intenderci, io non credo affatto all’imperialismo americano e al colonialismo descritto da Diddolo. Non posso negare che ci siano centri di potere molto forti che possono condizionare le decisioni politiche, ma non credo che alla base ci sia una volontà coloniale.
    Detto questo, e qui chiudo, una dimostrazione lampante di come una democrazia forte possa contrastare gli USA (ma potrebbe essere la Russia o la Cina) la sta dando Netanyahu che non cede alle pressioni di Obama e che paradossalmente potrebbe arrivare a condizionare il voto americano.

  30. Ma diddolo, rinsavisca per carità, non ne possiamo piu delle sue pazzesche elucubrazioni mentali. Non è che la famiglia del 1300 si stia rivoltando nella tomba?

  31. Diddolo

    Per londei:
    No non ha capito bene, probabilmente dipende dalla impossibilità di trovare il tempo per seguire la discussione.
    Comunque la mia opinione é che la democrazia é storicamente, una dura e faticosa conquista ed é un sistema vulnerabile a attacchi esterni.
    La stessa “eurabia” per usare termini che vi sono congeniali, ne é la prova. I nostri sistemi democratici, pur rodati da secoli, hanno enorme difficoltà a reagire a una minaccia di questo genere, perché legati dalle (peraltro giustissime ) leggi democratiche e questo da agli islamici radicali un enorme vantaggio. Provassero in Cina a fare quello che fanno da noi e vedrà la risposta del regime!
    Nel caso dell’Iran la difficoltà normale che tutti i popoli sperimentano nell’evoluzione della democrazia é aumentata dall’ingerenza degli usa che attraverso la democrazia, tentano di portare al potere soggetti a loro legati attraverso massicci finanziamenti, pressione mediatica, promesse e minacce.
    Questo fa si che quei popoli da un lato siano come tutti attratti dall’idea di libertà e dall’altro sospettino che la democrazia sia una forma di colonialismo mascherato perché fino ad oggi questa é stata la realtà.
    Il fatto che lei non veda il colonialismo poi mi fa sorridere, come definirebbe lei la destituzione di un presidente democraticamente eletto e che non minaccia nessuno come Allende o Mossadeq per la volonta di usare il petrolio per sviluppare il paese? Un atto di normale politica? Appoggiare un colpo di stato terrorista e, se riesce come nel caso di pino che una dittatura feroce é una forma di idealismo? Guardi che gli usa agiscano cosi per una politica di potenza lo dicono gli stessi teorici neo conservatori, quindi se lei questa politica nn la vede posso solo consigliare un’accurata visita oculistica.
    Infine su Israele, contrariamente all’opiniome comune Israele non é consustanziale a questo sistema unipolare ormai in disfacimento, anche se é grazie a questo sistema che é potuta nascere. Questa dovrebbe essere una buona notizia, perché significa che, se si muove in maniera intelligente, Israele potrà sopravvivere al crollo dell’impero americano.

    Per dido, la frase censurata non riguardava la mia famiglia, che per altro ha notevoli trascorsi anti-islamici nella sua storia ma la sua intelligenza preparazione e cultura.

  32. Franco Londei

    Sull’Iran: massicci finanziamenti a chi? Al PMOI? Non credo. Gli USA a differenza di “Eurasia” li considerano ancora un gruppo terrorista. Al movimento verde? Di nuovo non credo, li hanno fatti letteralmente massacrare.
    Sa una cosa? Lo vorrei veramente che gli USA si intromettessero nel contesto iraniano con massicci finanziamenti e con operazioni atte a far cadere il regime. Il problema è proprio questo. Gli USA coloniali e imperialisti (ca…zo questa è una parola che usano ormai solo i vecchi comunisti alla Vauro) in effetti non stanno facendo proprio niente.

  33. Diddolo

    Ma no londei, rilegga! Io parlavo del golpe fallito organozzato dagli usa contro Mossadeq, l’ho anche specificato. Oggi in iran non esiste la democrazia. Se esistesse gli usa la utilizzerebbero nel tentativo di imporre un governo succube agli interessi americani, non per difendersi da attacchi militari ( ne la Persia di Mossadeq ne l’Argentina di Allende ne il Venezuela di Chávez rappresentavano la minima minaccia militare) ma per imporsi economicamente.
    Se non funziona questo metodo si passa ai colpi di stato ( che a volte riescono a volte no) questa é stata la dottrina di politica estera americana fino ad oggi, é inutile negarlo.
    Se Obama l’ha parzialmente cambiata é perché gli usa, come la Roma tardo imperiale, non ha no piu la forza interna per dominare il mondo e cercano di salvare la maggior parte di potere possibile. Israele si trova in una situazio e differente, ha puntato solo su un mondo mono polare a egemonia usa per garantire la propri esistenza. Questo mondo sta scomparendo e Israele dovrebbe correre ai ripari per tempo.

  34. Non vorrei ripetermi, ma la mia convinzione che la famiglia del 1300 di diddolo si stia rivoltando nella tomba, è ormai appurata.
    L’ultima cavolata, o meglio sarebbe dire l’ultima sbrodolata fantascientifica scritta dall’umano amante del popolo persiano (scrivere iraniano offenderebbe la sua percezione sensoriale dell’Iran), è quando scrive: “Questo fa si che quei popoli da un lato siano come tutti attratti dall’idea di libertà e dall’altro sospettino che la democrazia sia una forma di colonialismo mascherato……”
    Meglio allora lasciarli nel dubbio, non vorrei che facessero come hanno fatto i tunisini, i libici, o gli egiziani, che per migliorare le loro condizioni di vita e di democrazia, sono passati dalla padella alla brace.
    Il dubbio che la democrazia per queste popolazioni islamiche, sia una iettatura, è quello che i loro Ayatollah e i vari Morsi proclamano tutti i santi giorni, sperando nella miseria e nell’ignoranza delle loro genti.
    La prego diddolo, la smetta di scrivere c….e, noi non siamo più nel 1300, loro, gli islamici, SI’.