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Islam e la condanna del ISIS: il bue che da del cornuto all’asino

Ma quanto sono ipocriti i leader musulmani che ieri, uno dietro l’altro, hanno preso le distanze dal ISIS e ne hanno condannato la brutalità dopo la barbara uccisione del pilota giordano? Dall’Arabia Saudita all’Iran passando per la Turchia, il coro è stato unanime.

Peccato che poi se andiamo a vedere questa gente non è che sia poi tanto diversa dallo Stato Islamico. L’Arabia Saudita è uno Stato Islamico in tutto e per tutto uguale al ISIS. La legge che vige a Riad è la stessa legge applicata a Mosul da califfo Abu Bakr al-Baghdadi. Lo stesso dicasi dell’Iran, o ce lo dimentichiamo quale legge vige a Teheran? Qualcuno mi sa dire quale differenza c’è tra quello che fanno gli Ayatollah iraniani e quello che fa Abu Bakr al-Baghdadi? E qualcuno mi da dire una sola differenza tra la legge in Arabia Saudita e quella nello Stato Islamico? Ieri mancava solo che arrivasse una condanna dai talebani e saremmo stati al completo.

E vogliamo parlare della Turchia? Non è forse Erdogan che permette allo Stato Islamico di vendere petrolio e di rifornirsi di tutto, compreso i dollari che servono a mandare avanti la baracca? Non è forse il Saladino turco che vuole costruire un califfato come quello di Abu Bakr al-Baghdadi?

E’ vero, in Arabia Saudita, in Iran e in Turchia non bruciano vive le persone, loro le impiccano o le decapitano, sono più umani e “islamicamente corretti” dato che l’Islam condanna la cremazione dei corpi e di certo quello che hanno fatto al pilota giordano, un musulmano, è quanto di più brutto ci possa essere per un musulmano credente. Ma il risultato è lo stesso.

La differenza sta nel fatto che lo Stato Islamico non si è ancora “stabilizzato”, cioè deve ancora fare quelle epurazioni e introdurre quelle pratiche violente che negli altri Stati Islamici ci sono già in quanto l’era delle epurazioni è già passata e la Sharia è una legge conclamata. Le esecuzioni di massa che vediamo così ben riprese dai cineoperatori del ISIS dalle altre parti sono già avvenute (e nemmeno in tempi così lontani, basti ricordare cosa è successo ai curdi e agli sciiti in Iraq con Saddam Hussein). Insomma, siamo al bue che da del cornuto all’asino.