Secondo Protocollo

Islam in Africa: dalla teologia del container a quella del kalashnikov. Un monito per l’Europa

I primi ad adottare la “teologia del container” in Africa furono i missionari cristiani. Convertivano la gente dando loro cibo e vestiario (teologia del container). L’islam ancora era relegato in nord Africa e non si era spinto più a sud. Solo negli ultimi decenni anche l’islam, con l’appoggio dei ricchissimi emiri arabi, adottò la teologia del container e si espanse verso sud, verso l’Africa sub-Sahariana, convertendo milioni di persone.

Il problema però è che la teologia del container non sempre funziona e, comunque, necessita di tempo e in molti casi i “convertiti” una volta riempito lo stomaco tornano a pregare il loro Dio o i loro Dei. Così, per una religione come l’islam che vuole dominare il mondo ed espandersi in ogni dove, questa metodologia non funziona. Meglio quindi tornare alle origini e imporre l’islam con la forza. Dalla teologia del container a quella del kalashnikov il passo è breve.

Negli ultimi tempi gli attacchi contro i cristiani in Africa si sono moltiplicati. In Nigeria, in Kenya, in Uganda, in Sudan, in Etiopia gli atti di violenza islamica sono ormai all’ordine del giorno. Dove gli islamici non possono convertire con le buone usano le cattive. E’ inutile negarlo e continuare a parlare di un “islam moderato” con cui si può dialogare. Non c’è un islam moderato, c’è solo un islam meno violento.

Ieri le ultime stragi di cristiani in Africa con gli attentati in Nigeria e in Kenya. Oltre venti morti e decine di feriti in tre attentati contro i fedeli in preghiera. Ormai è uno stillicidio che non si può più ignorare che dimostra inequivocabilmente l’estrema violenza dell’islam quando non può o non riesce a convertire con le buone.  Sono mesi che noi lanciamo l’allarme e ogni volta salta fuori il buonista di turno che minimizza o addirittura ci vede strane manovre politiche per il controllo delle risorse africane. Forse le risorse sono una componente di quello che sta avvenendo in Africa, ma che sia in corso una vera e propria offensiva islamica legata esclusivamente alla volontà di imporre l’islam nessuno lo può più negare.

Ora noi vorremmo che anche l’Europa aprisse gli occhi e vedesse quello che sta accadendo in Africa perché il prossimo fronte di conquista dell’islam sarà proprio il continente europeo. Per ora non possono uscire apertamente allo scoperto anche se in alcuni casi ci stanno provando (vedi in Gran Bretagna) ma è più che evidente che l’islam sta aumentando la sua pressione sull’Europa in maniera sempre più netta. E cosa succederà quando non riusciranno più ad ottenere quello che vogliono con le buone? Per una volta dovrebbe essere l’Africa ad insegnare qualcosa all’Europa. E intanto a Strasburgo stanno pensando di dare ai cittadini turchi il libero accesso all’Unione Europea. Sarebbe meglio pensarci molto, ma molto bene prima di aprire le nostre frontiere alle masse islamiche. Non vorremmo ritrovarci tra qualche anno con la sharia nel cuore dell’Europa.