Secondo Protocollo

Islam violento: la strage di cristiani prossima ventura

Questa volta vogliamo giocare d’anticipo e fregare i terroristi islamici di Boko Haram sul tempo. Domani è domenica e come sempre decine di cristiani verranno massacrati (macellati) in Nigeria dai terroristi islamici all’interno delle chiese durante la preghiera. Preparatevi perché la notizia sarà questa e non c’è bisogno di avere la sfera di cristallo per predirla.

Domani all’ora di pranzo saremo ancora una volta a contare i morti fatti dalla prepotenza islamica, perché questo succederà. E’ normale, è il silenzio internazionale a legittimare il massacro di cristiani in Nigeria. Come si può pretendere che i macellai islamici si lascino sfuggire questa ghiotta occasione ben sapendo che nessuno si indignerà più di tanto e magari chieda un intervento armato contro questi assassini con la kefiah? In fondo ci siamo abituati. Lo vediamo tutti i giorni alle porte d’Europa. Basta guardare alla Tunisia, all’Egitto e, soprattutto, a Israele dove solo la perfetta organizzazione israeliana evita le stragi quotidiane dei macellai islamici.

E’ come se il mondo si stesse assuefacendo alla violenza islamica contro chi non è della loro religione. E’ come si ci si stesse arrendendo senza combattere alla loro prepotenza che non risparmia nessuno, né uomini, né donne e neppure i bambini.

E se succede che qualcuno non ci sta a farsi massacrare e giustamente reagisce (Israele n.d.r.) siamo così idioti da contestarlo. Secondo un pensiero purtroppo molto comune in occidente, non è bello reagire alla violenza islamica, l’unica religione basata sulla assimilazione o soppressione degli altri. Per essere politically correct bisogna sorvolare sulle stragi e cercare una impossibile integrazione. Bisogna parlarci con questi macellai. Poco male se tagliano la testa a chi si converte (vedere il video solo se si è forti di stomaco). Poco male se ogni tanto fanno saltare in aria una chiesa con i fedeli dentro. Meno importante ancora se lanciano centinai di missili contro coloro che osano reagire. Anzi, meglio ancora se proprio non se ne parla o magari se ne parla (male) solo se viene colpito qualche terrorista.

Ci stiamo facendo del male da soli. Stiamo lasciando ai nostri figli un mondo islamico, un mondo con un futuro plumbeo, fatto di violenza e di massacri. E’ come quando i cristiani venivano portati nel Colosseo per essere dati in pasto ai leoni e loro, da bravi, non reagivano. Ecco, è come se fossimo tutti in fila ad aspettare che si aprano ancora una volta le porte del Colosseo.

E’ arrivato il momento di reagire, di smettere di indignarsi per le stragi per poi tornare a parlare di “comprensione”, di “integrazione” o addirittura di “convivenza pacifica”. Non è possibile convivere pacificamente con l’Islam. E’ un dato di fatto. E se per questo devo essere considerato un razzista, beh, allora lo sono. Di certo non sono disposto a farmi portare al Colosseo senza reagire.

Franco Londei