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Israele e il pressapochismo dei “grandi esperti”

Confesso che l’articolo scritto da Fabio Marcelli su Il Fatto Quotidiano mi era sfuggito, un po’ perché non amo leggere il giornale della Casaleggio Associati e un po’ perché non amo neppure Marcelli, con la sua aria saccente da “grande esperto” che finisce sempre per vedere in Israele il Grande Satana. Però ogni tanto mi diverto a leggerlo e a leggere i commenti sotto i suoi articoli. Che volete, da immobilizzati questo tocca fare.

Cito l’articolo di Marcelli perché, a mio modestissimo parere, questa volta in quanto a pressapochismo è riuscito a superare se stesso. Paragonare una disgrazia come quella avvenuta in Tunisia con la rielezione di Netanyahu in Israele ci sarebbero riusciti in pochi, nemmeno le varie sceme del villaggio (ma forse non ci hanno ancora pensato), eppure lui è arrivato anche a questo. Per paragonare un attentato terrorista islamico alla libera e democratica elezione di un Premier, per di più dell’unica democrazia in Medio Oriente, ce ne vuole di pressapochismo.

israele-circondatoPressapochismo, come parlare di Netanyahu come un guerrafondaio che vuole fare guerra all’Iran quando Teheran si sta ingoiando mezzo Medio Oriente e minaccia di annientare lo Stato Ebraico un giorno si e l’altro pure. Questi non perdono nemmeno un secondo a dare uno sguardo al quadro generale, sparano su Israele e basta. E’ come dare della puttana a una suora che ha messo in piedi una associazione per il recupero delle prostitute. Marcelli è così accecato dall’odio anti-israeliano che non vede al di la del suo sopracciglio destro.

Ho preso come esempio l’articolo di Marcelli solo per citarne uno a caso, ma di questi “grandi esperti” di Medio Oriente e delle politiche che dovrebbe tenere Israele ne è pieno il mondo, persino il Parlamento (vedi i vari Di Battista, Di Stefano e compagnia bella).

Per carità, mi hanno insegnato a rispettare le opinioni di tutti specie di quelli che non sono d’accordo con me, ma santo cielo, qui non siamo a discutere di opinioni, qui si fa pressapochismo da due soldi giusto per scrivere un articoletto sul giornale di Casaleggio e ottenere un po’ di visibilità. Molti miei amici chiamano queste persone “odiatori” e credono che possano far del male a Israele. Forse è vero, forse potranno attecchire nelle menti più deboli, ma messi di fronte a un qualsiasi essere minimamente senziente con il loro pressapochismo non fanno altro che portare acqua al mulino di Israele.

3 Comments

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  • Una domanda cui é forse impossibile dare una risposta riguarda quante sono queste “menti deboli” che un individuo come questo Marcelli possa influenzare.
    Quello che mi sembra più rilevante é tuttavia una considerazione generale, che riguarda coloro che hanno una scarsa conoscenza di certi temi per disinteresse, e che finiscano – pur di avere un’opinione senza fatica- per accogliere come fondate certe “opinioni correnti”.
    In quest’ultimo periodo gente e testate certamente più influenti di questo Marcelli hanno cercato in tutti i modi di costruire un immagine di Netanyahu come di un personaggio duro per ideologia e scarsa moralità, cui mancherebbe la minima voglia di arrivare .ad una possibile e realistica soluzione soddisfacente per tutti della “questione palestinese”.
    Questa gentaglia fa di tutto per inculcare nell’opinione pubblica questa sciocchezza, nella convinzione che a furia di ripetere una bugia si possa arrivare ad accreditare la stessa bugia come verità o comunque come una tesi credibile.
    In questo caso credo che una certa preoccupazione sia fondata.
    Questa globale operazione di manipolazione ha tra i suoi ispiratori pure il presidente degli USA, che da sempre ha idea di riconoscere lo stato palestinese, anche senza trattative serie, fingendo di essere al contempo amico di Israele.
    Costui, se si convincerà di poterlo fare senza perdere la faccia , lo farà sicuramente.
    Una buona sponda gliel’hanno offerta finora perfino alcuni famosi scrittori israeliani.
    Costoro sono un vero e proprio pericolo- esterno più che interno- per Israele, come quella gente che trentacinque anni fa in Italia , opponendosi agli euromissili, gridava:”meglio rossi che morti”.
    .

    • purtroppo non sono pochi gli imbelli che seguono questi scrivani da strapazzo. La campagna di stampa contro Netanyahu è stata ed è ancora imponente e la cosa mi preoccupa perché fino a che si era in campagna elettorale ci poteva anche stare ma adesso l’obbiettivo non è più la politica di Netanyahu ma Israele. Prevedo l’ultimo anno e mezzo di Obama un inferno. Dovremo stare parecchio vigili

      • Il problema è che, se gli USA riconoscono lo Stato palestinese senza garanzie reali per Israele, subito dopo a questo nuovo Stato dovrà essere riconosciuto anche uno statuto di diritti statuali che metterebbe fuori legge lo stato ebraico come occupante perfino a Gerusalemme.
        Vero è che ai diritti dovrebbero accompagnarsi anche dei doveri, ma purtroppo ormai abbiamo capito che per i palestinesi si può fare un’eccezione: solo diritti e niente doveri.
        Per questo ho sempre provato meraviglia per quelle posizioni presenti in Israele che auspicano un riconoscimento unilaterale.
        Herzog parlava di “soluzioni creative” per sbloccare la situazione e, a sentire la campana filopalestinese del Sole24ore aveva già raggiunto un accordo complessivo con Abu Mazen comprendente perfino la soluzione per i rifugiati.
        Un piano ed un accordo però rimasto “inspiegabilmente” segreto prima delle elezioni, invece che reso pubblico per dare agli elettori degli elementi di giudizio.
        Se la notizia fosse vera, si dovrebbe pensare che Herzog e Livni volessero guadagnare il consenso su temi economici e poi sbolognare una bella “patacca” al popolo di Israele sul tema principale della sua sicurezza e del suo futuro.
        Ci credo poco però, perché non ho trovato riscontri.
        Così come credo che ad Israele non converrà mai annettere la Cisgiordania in blocco, per cui la soluzione del doppio stato o qualcosa di simile o la soluzione dei sette emirati proposta da Mordekai Kedar rimarrà sempre la più conveniente.
        Si tratta di vedere come realizzare questo programma, che presumo anche Netanyahu considererà strategicamente conveniente in prospettiva futura.
        Almeno per quello che posso capire da fuori.