Secondo Protocollo

Israele: è illogico fornire energia e aiuti alla Striscia di Gaza

Israele ha lasciato la Striscia di Gaza nel 2005, lo ha fatto non senza sacrifici e polemiche per la famosa politica “terra in cambio di pace”, solo che la pace non l’ha mai avuta in cambio della terra e, anzi, in cambio ha avuto anni e anni di attacchi, missili sulle sue città e attentati dinamitardi. Israele non occupa o assedia Gaza come qualche stolto vuol far credere. Gaza è un territorio ostile e come tale viene trattato.

Nonostante tutto però Israele fornisce energia elettrica (o il carburante per produrla) e aiuti alla Striscia di Gaza, unico caso al mondo in cui uno Stato considerato nemico assiste chi lo considera tale. Negli ultimi mesi, quando a causa di una lite tra Fatah e Hamas il carburante per la centrale di Gaza non è arrivato a destinazione, Israele ha deviato parte della sua produzione (il 4,5%) su Gaza anche se i pacifinti si guardano bene dal dirlo.  Beh, lasciatemi dire che tutto questo è assolutamente illogico.

La Striscia di Gaza è governata di fatto da Hamas, un gruppo terrorista che ha come obbiettivo (per statuto) la distruzione di Israele. Da quando ha preso il potere Hamas tiene sotto ostaggio circa 1,5 milioni di arabi residenti nella Striscia. Quelle persone con Israele non c’entrano niente, anzi, considerano lo Stato Ebraico un nemico da distruggere alla pari di coloro che governano Gaza. Allora, se questi “signori” considerano Israele un nemico, perché Israele fornisce loro aiuti umanitari, carburante per la centrale elettrica e quella l’energia che la stessa (e unica) centrale non riesce a produrre? Perché fornisce i desalinatori per rendere potabile l’acqua del mare? Perché fornisce assistenza medica a coloro che a causa di gravi malattie non possono essere curati a Gaza? Si fa questo per un nemico? Non credo proprio anche perché, a parti invertite, gli arabi non lo farebbero mai.

Nei giorni scorsi il Ministro dell’Ambiente, Gilad Erdan, ha proposto di tagliare le forniture di energia elettrica alla Striscia di Gaza, energia elettrica che nessuno paga e che finisce per rafforzare i nemici di Israele. Subito è stato tacciato dai soliti pacifinti di “razzismo” e le polemiche sono fiorite. Ma perché il Ministro Gilad Erdan sarebbe razzista? Perché vuole che gli aiuti ai nemici di Israele si interrompano? Beh, ma questo non è razzismo, questa è logica, pura, semplice e ragionevole logica, la stessa che viene applicata in tutte le altre parti del mondo quando si tratta di nemici. Perché Israele dovrebbe essere diverso?

Lasciatemi dire che il Ministro Gilad Erdan ha perfettamente ragione e che se c’è qualcosa di assolutamente illogico è continuare a fornire energia elettrica e aiuti umanitari alla Striscia di Gaza. A parte che dubito molto che a Gaza ci sia bisogno di aiuti umanitari (lo pensano solo la Ashton e quelli che come lei sono ammagliati dagli omoni barbuti) ma poi, si è mai visto che un qualsiasi Stato sovrano aiuti i suoi nemici?

Questa associazione approva e appoggia totalmente la proposta del Ministro Gilad Erdan. E’ ora che finisca l’assurda ipocrisia che vorrebbe che Israele accetti senza un fiato di essere continuamente minacciata da Hamas ma che nel contempo sia costretto a fornire ai propri nemici ogni tipo di assistenza. Quando gli arabi si metteranno in testa che la pace è l’unica strada da seguire, allora e solo allora avranno l’assistenza di cui hanno bisogno, fino ad allora frontiere chiuse a tutto e a tutti.

Sharon Levi

2 Comments

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  • Cara Sharon, chiusura a tutto e a tutti, ma ci sarà sempre qualcuno in Israele che non ha ancora capito che loro, Abu Mazen & C, vi vogliono tutti morti e stecchiti. Strano che si continui a cercare accordi di pace con i taglia gole, chiusura a tutto e a tutti.

  • Cara Sharon, chiusura a tutto e a tutti, ma ci sarà sempre qualcuno in Israele che non ha ancora capito che loro, Abu Mazen & C, vi vogliono tutti morti e stecchiti. Strano che si continui a cercare accordi di pace con i taglia gole, chiusura a tutto e a tutti.