Secondo Protocollo

Israele: scoppia il dibattito sulla guerra all’Iran, ma tutti uniti contro il rischio annientamento

Israele – Non era mai successa una cosa simile in Israele, in un paese costantemente sotto attacco e costretto sin dalla sua nascita a difendersi da coloro che lo vorrebbero distruggere. Un dibattito, anche con toni accesi, sull’eventuale attacco alle centrali nucleari iraniane. Di solito non si discute di guerra da queste parti, perché con la guerra ci si convive dalla nascita.  

Ma questa volta è diverso, questa volta Israele è costretto ad attaccare per primo. Certo, se lo farà sarà sempre per difendersi dalla minaccia di annientamento, ma la situazione è diversa da tutte le altre volte. Si parla anche del “prezzo da pagare” in vite umane e si calcola se il prezzo sarà sopportabile oppure se sarà troppo alto. Questi calcoli in Israele non erano mai stati fatti prima.

E’ una situazione sostanzialmente nuova che adira parecchio i politici israeliani anche se poi alla fine sono proprio loro che alimentano il dibattito con le loro dichiarazioni pro o contro la guerra all’Iran. Da un lato i cosiddetti “falchi” che vedono nel programma nucleare iraniano una “minaccia esistenziale”, dall’altra le cosiddette “colombe” che invece vedono nei nemici più vicini (Hamas, Hezbollah, la situazione in Egitto, quella in Siria) i veri pericoli imminenti per Israele. E’ difficile anche per la popolazione capire dove stia veramente il pericolo più letale. I sondaggi si sprecano ma non emerge una differenza netta tra una corrente e l’altra. L’unica cosa certa è che Israele è in pericolo, sia che la minaccia arrivi da dietro l’angolo o che arrivi dal lontano Iran. Si tratta solo di decidere quale delle due sia più imminente.

I fautori dell’attacco alle centrali nucleari iraniane fanno trapelare notizie di intelligence che delineano uno scenario inquietante. Le ultime notizie dicono che entro ottobre l’Iran avrà 250 Kg di uranio arricchito al 20%, cioè avrà il materiale necessario per costruire almeno tre ordigni nucleari. Non ci si faccia ingannare dall’arricchimento troppo basso per una testata nucleare, la soglia dei 250 Kg di uranio arricchito al 20% è quella ritenuta necessaria per ottenere abbastanza uranio altamente arricchito per costruire appunto tre ordigni nucleari. Tra i falchi ci sono il Premier Netanyahu, il Ministro della Difesa Barak, il capo del Mossad Pardo e altri alti funzionari dell’intelligence e delle forze armate. Dall’altro lato della barricata, tra coloro cioè contrari ad un attacco imminente, ci sono l’ex capo del Mossad Meir Dagan, l’ex Premier Ehud Olmert e uno stuolo di intellettuali e politici soprattutto di sinistra. Secondo le “colombe” il prezzo di un attacco alle centrali nucleari iraniane sarebbe troppo alto, sia in termini di vite umane per la reazione iraniana che per le conseguenze economiche che una guerra con l’Iran comporterebbe. Le colombe sostengono che ancora c’è tempo prima che l’Iran arrivi alla bomba atomica e che bisognerebbe dar tempo alle sanzioni di fare effetto. Oltretutto sostengono che i pericoli più imminenti per Israele arrivano dai gruppi terroristi come Hamas, Hezbollah e Jihad Islamica oltre che dalle situazioni in Siria e in Egitto.

Parlando con la gente si capisce che c’è molta confusione e indecisione su da che parte stare. Tutti si rendono conto che il pericolo derivante da un Iran nucleare non è accettabile per Israele, ma in tanti sono divisi sui tempi. La gente è sostanzialmente divisa equamente tra coloro che pensano che un attacco imminente sia la cosa migliore da fare e chi, al contrario, pensa che debba aspettare e pensare ai pericoli più vicini. L’unica cosa su cui tutti sono d’accordo, a parte la pericolosità del programma nucleare iraniano, è che bisogna mettere in conto una furiosa reazione iraniana e che quindi occorre accettare che ci saranno delle perdite tra i civili. Nei giorni scorsi il Governo ha fatto distribuire alla popolazione un kit contenente maschere antigas e atropina mentre da oggi è attivo un sistema di allarme via sms, tutti indizi che fanno pensare a un attacco imminente all’Iran.

Qualunque sarà la decisione che prenderà il Governo, gli israeliani saranno comunque uniti perché sanno che solo la loro unità li potrà salvare dal rischio di annientamento, da qualunque parte questo rischio arrivi. E si, perché comunque con quel rischio gli israeliani sono costretti a convivere.  E’ su questo che vorrei gli europei e gli occidentali in generale riflettessero. Quale altro Stato al mondo è costretto a convivere con il rischio di annientamento, in perenne stato di guerra e con l’indecisione su quale sia il nemico peggiore? In quale altro Stato al mondo il Governo distribuisce maschere antigas, culle antigas per i bambini e siringhe di atropina? Riflettete su questo prima di condannare Israele per le decisioni che comunque sarà costretto a prendere. Qui i calcoli di geopolitica stanno a zero. In ballo che l’esistenza di Israele e su questo i dubbi sono davvero pochi.

Sharon Levi

2 Comments

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  • parlare con chi nn vuole sentire e scontato che nn ce la volonta di sentire,gli usa hanno paura dei russi e cinese e europa nn ha piu soldi!le nazione unite nn ne pargliamo proprio ,basta guardare la siria……da loro nn ci si deve contare perche nn sono ingrado di fare qualcosa di possitivo.

  • Magari fossimo tutti uniti!
    Come negli anni ’30 i pacifisti erano contro l’attacco alla Germania che si riarmava contro le decisioni del Trattato di Versailles, cosa che ci ha regalato la Shoah; cosí oggi lo stesso tipo di utili idioti – che chiamo sinistronzi – è vocalissimo (finanziatissimo e in controllo dei media elettronici e non in Israele) contro chi vuole fermare gli islamo-nazisti iraniani prima che sia troppo tardi.
    Anche nel 1981, quando Begin, GIUSTAMENTE, fece distruggere il reattore nucleare di Saddam Hussein a Osirak, le reazioni furono feroci e vocalissime da parte degli stessi tipi di sinistri generali, media e politicanti. Ricordo il tutto come se fosse oggi…
    Si è visto chi ha avuto ragione ad impedire a Saddam Hussein (che dieci anni dopo ci lanciava Scuds sulla testa!) di avere la bomba atomica.