Israele, terrorismo e ONG: la strana proposta di Ayelet Shaked

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Nel bel mezzo delle polemiche sulla marchiatura dei prodotti israeliani provenienti dalla West Bank introdotta dall’Unione Europea, in Israele c’è chi propone una sorta di marchiatura delle ONG e degli operatori o cooperanti.

Ad avanzare la proposta di legge, che non mancherà di scatenare polemiche, è stata il Ministro della Giustizia, Ayelet Shaked, che ha diffuso un testo per un disegno di legge il quale prevede che le ONG e i loro cooperanti che operano in Israele o attraverso Israele indossino distintivi per mezzo dei quali proclamino le loro fonti di sostentamento.

La proposta è chiaramente provocatoria dato che la maggioranza delle ONG che operano in Israele o attraverso Israele ottiene finanziamenti da parte proprio dell’Unione Europea, da singoli stati europei o dagli Stati Uniti. E dato che proprio le ONG sono state tra i maggiori sostenitori della disposizione europea per la etichettatura dei prodotti israeliani, si vuole far provare anche agli operatori cosiddetti “umanitari” l’ebbrezza di essere “etichettati”.

In realtà la proposta di legge di Shaked è del tutto superflua se non appunto per la provocazione. Quello che servirebbe in Israele è una legge seria ed efficace per il controllo attivo sulle ONG e sui loro finanziatori oltre a una disposizione di legge che preveda l’espulsione di quelle ONG connesse con il terrorismo palestinese o che operano palesemente contro Israele. Una proposta come quella di Ayelet Shaked è solo una inutile provocazione che servirà solo ad attirare su Israele le sconnesse accuse delle Organizzazioni non Governative.

ONG e terrorismo, un problema serio

Piuttosto andrebbe affrontato una volta per tutte il problema delle connessioni tra Organizzazioni non Governative e organizzazioni terroristiche, un problema purtroppo reale e quotidiano che genera non solo terrorismo ma che alimenta in maniera continuativa la massiccia campagna mediatica contro Israele, spesso o quasi sempre attraverso una sistematica manipolazione delle notizie e dei fatti. Questo lo sa benissimo anche Ayelet Shaked che insieme a Naftali Bennett ha contribuito a fondare e a sostenere MyIsrael, una rete sociale nata tra le altre cose per denunciare le cosiddette “organizzazioni per la difesa dei Diritti Umani” dietro alle quali si nascondono molto spesso vere e proprie organizzazioni antisemite o personaggi dichiaratamente antisemiti. Portare avanti in maniera del tutto legale la lotta già avviata da MyIsrael anche attraverso a una rete di organizzazioni internazionali già avviata e attiva, sarebbe molto meglio che proporre strane leggi che non risolvono nulla sul lato pratico. Certo, saranno proposte provocatorie o di “ripicca” ma sul lato pratico non servono a nulla. Quello che serve con urgenza è una legge ben studiata che metta dei limiti alle ONG, che le controlli accuratamente e che, nel caso, impedisca a quelle ONG connesse con gruppi terroristici o che lavorano esclusivamente per la distruzione di Israele di operare dal territorio israeliano.

Last modified: Dic 3, 2017