Italia declassata: ora basta, il Capo dello Stato tragga le dovute conclusioni

E’ arrivata come un ciclone nella notte la decisione di Standard & Poor’s di declassare il rating del debito a lungo termine del Nostro Paese, una decisione che in qualche modo era attesa e temuta. Tra le motivazione addotte da Standard & Poor’s c’è la fragilità del nostro Governo. Un segnale forte che non può e non deve essere sottovalutato.

E’ chiaro che l’Italia è una anomalia nel contesto della politica internazionale e che il problema non può più essere rimandato se non vogliamo fare la fine della Grecia. Per questo motivo è quanto mai necessario un intervento del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Non chiediamo al Presidente della Repubblica di andare oltre il suo mandato. Sappiamo benissimo che ci sono dei limiti costituzionali invalicabili, ma chiediamo un intervento diretto e potente alle Camere affinché venga messo al più presto all’ordine del giorno una discussione su questo assurdo Governo.

Le strade percorribili senza andare a nuove elezioni, che potrebbero essere devastanti in questo momento, ce ne sono tante a partire dalla semplice sostituzione del Capo del Governo, ormai fortemente screditato a tutti i livelli. La posizione di Berlusconi ormai e diventata indifendibile, una vera e propria emergenza nazionale. Per questo il Capo dello Stato ha il dovere di intervenire. E’ una questione di mero Diritto, il popolo italiano non può continuare ad essere governato da una persone così fortemente screditata e che, come si evince chiaramente dalle intercettazioni, governa il Paese a tempo perso dedicandosi a tempo pieno a fare affari con la peggiore razza di truffaldini e a difendere la propria persona da ricatti e processi giudiziari.

Noi non chiediamo che si cambi la maggioranza eletta dagli elettori, chiediamo che si cambi il Premier e che lo si faccia con la massima urgenza. L’Italia deve dare un segnale chiaro di democrazia al mondo è questo atteggiamento del Premier, questo stare attaccato alla poltrona, non ha niente di democratico.

Ribadiamo quindi il nostro accorato appello al Presidente della Repubblica affinché faccia sentire la propria voce e che metta in atto tutte le prerogative che la Costituzione gli permette per garantire un veloce ritorno al Diritto in questo povero Paese.

Secondo Protocollo

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