Italia: Diritto piegato al delitto

Se un osservatore esterno arrivasse oggi in Italia e gli venisse detto che il nostro è “uno Stato di Diritto”, probabilmente si metterebbe a ridere fragorosamente. E’ vero, ufficialmente lo è, ma in realtà in Italia esiste tutto fuorché lo Stato di Diritto se non nella Costituzione.

Ma il quale Stato di Diritto il Potere Legislativo vuole il controllo sul Potere Giudiziario? In quale Stato di Diritto il Potere Giudiziario non può criticare il Potere Legislativo quando questi non legifera nel rispetto della Costituzione? In quale Stato di Diritto Il Potere Giudiziario viene messo sotto accusa quando indaga e giudica su politici e potenti (qualcuno li chiama oligarchi)? In quale Stato di Diritto il Capo del Governo, che controlla (direttamente o indirettamente) il Potere Legislativo e il Potere Esecutivo, controlla anche la maggioranza dei Media? Non esiste uno Stato di Diritto dove vi sono così tante contraddizioni proprio in termini di Diritto. Generalmente, quando questo avviene, si usano termini differenti per definire quello Stato: regime (quando vie è una persona o un potere che assume un ruolo dominante), democrazia truccata, democrazia sudamericana (con tutto il rispetto per le vere democrazie sudamericane) ecc. ecc.

Andando più a fondo il nostro osservatore esterno potrebbe vedere altre evidenti storture nel Diritto. In uno Stato di Diritto degno di questo nome sarebbe impensabile, per esempio, che condannati per mafia in primo e secondo grado, pregiudicati per delitti di associazione mafiosa, per corruzione,  per evasione fiscale ecc. ecc. siedano tranquillamente in Senato o in Parlamento, cioè su quegli scranni che hanno il controllo sul Potere Esecutivo. Invece in Italia tutto questo è perfettamente nella norma. In uno Stato di Diritto non sarebbe possibile che chi controlla il Potere Legislativo legiferi per sottrarre se stesso al Potere Giudiziario. Eppure in Italia è avvenuto e avviene. In uno Stato di Diritto sarebbe impossibile che chi detiene il Potere Legislativo e il Potere Esecutivo possa solo pensare di emanare leggi che limitano il dissenso democratico e impediscono il confronto politico ad armi pari. Sarebbe impossibile che si pensi solamente a mettere dei limiti alla stampa e al Potere Giudiziario. Eppure questo avviene (vedi legge bavaglio).

Al nostro osservatore esterno dovremmo poi spiegare che in Italia non avviene quello che accade nei veri Stati di Diritto, e cioè che quando un parlamentare è inquisito si dimette e si affida alla giustizia sapendo di poter contare sulla presunzione di innocenza. Da noi in Parlamento e al Senato siedono personaggi inquisiti e addirittura condannati, e quando il Potere Giudiziario chiede di poterli giudicare o di accedere a prove contro di loro, trova il Parlamento a sbarrargli la strada.

Ora, come può un osservatore esterno non mettersi a ridere quando si parla di “Stato di Diritto” in Italia? Come può non pensare a quei parlamentari che in altri Stati di Diritto (quello vero) si dimettono al primo sospetto di illecito? In Italia i parlamentari inquisiti si fanno scudo del Parlamento invece di affrontare a testa alta la Giustizia. E’ vero, qualcuno lo chiama “garantismo”, ma il garantismo esiste per Costituzione ed esiste per tutti i cittadini non solo per una ristretta cerchia e non può in ogni caso trasformarsi in impunità.

La triste realtà è che in Italia il Diritto è piegato dal delitto, ne è succube perché il delitto è insito in quegli organi che dovrebbero tutelare il Diritto. Questo, se visto dall’estero, è un dato di fatto più che evidente ma non in Italia, o almeno, non lo è ancora.

Per chi come noi lotta ogni giorno per il Diritto diventa quindi una missione fare in modo che questa situazione cambi a partire dal dare alla gente comune la consapevolezza di ciò che sta avvenendo realmente in Italia. Ed è quello che faremo senza guardare in faccia a nessuno, consapevoli che comunque non sarà affatto facile.

Bianca B.

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