Italiano ucciso in Nigeria: il punto più basso della politica estera italiana

Ieri la politica estera italiana ha veramente toccato il fondo. Con il blitz inglese contro i rapitori di Franco Lamolinara e Chris McManus, costato la vita ad ambedue gli ostaggi, una azione fatta all’insaputa del nostro Governo, la nostra politica estera ha subito forse il colpo definitivo sulla sua già precaria credibilità.

Intendiamoci, sarebbe strumentale incolpare di tutto questo l’attuale Governo, sono anni che la struttura del Ministero degli Affari Esteri (MAE) fa acqua da tutte le parti e sono anni che noi lo denunciamo con rapporti sul lavoro di ambasciate e consolati che non lasciano adito a dubbi. Ora finalmente si spera che qualcuno vorrà aprire gli occhi.

Fatto salvo il cordoglio alle famiglie delle vittime, soprattutto alla famiglia di Franco Lamolinara, resta da stabilire come diavolo abbiano deciso gli inglesi di intervenire senza consultare il nostro Governo. Possibile che Cameron non abbia avuto un minuto di tempo per chiamare Monti e avvisarlo dell’imminente blitz? Possibile che gli uomini dei nostro servizi segreti a Lagos continuassero a mandare rapporti rassicuranti mentre invece, stando agli inglesi, la situazione stava precipitando? E’ possibile poi che non ci fosse un negoziatore per gli italiani che stesse trattando con i terroristi e che tutto fosse affidato agli inglesi e all’MI5? Queste domande ci devono far riflettere in particolare su a che livello sia arrivata la nostra politica estera. Il caso dei due marò letteralmente sequestrati in India è solo l’ultimo degli schiaffi presi dalla nostra diplomazia in giro per il mondo.

Purtroppo in molte occasioni abbiamo potuto constatare che tutto il sistema MAE fa acqua da ogni parte. Lo abbiamo visto in casi di italiani sequestrati per anni e detenuti innocenti nelle peggiori carceri del mondo (il caso Falcone – Nobili in India è proprio indicativo di questo, oppure il caso di Gaetano Sparti sequestrato per tre anni negli Emirati Arabi Uniti). Abbiamo visto funzionari dei consolati mentire spudoratamente alla sede centrale del Ministero degli Esteri, abbiamo visto un sistema flaccido, fatto di persone che invece di tutelare (ben pagati) gli interessi dei cittadini italiani e dell’Italia, pensano solo a come fare ad arrivare al week and. Solo nei casi in cui in qualche modo un caso arriva alla stampa si riesce a fare uscire questa gente dall’apatia e a sperare che facciano qualcosa. Ma non voglio dare la colpa di tutto questo solo a loro, a questi inpiegatucci che non fanno altro che sfruttare una enorme falla nel sistema. La colpa è dello stesso sistema, per troppo tempo lasciato allo sbando con Ministri degli Esteri completamente incompetenti che non sono stati in grado di far funzionare a dovere una macchina diplomatica ormai al collasso.

Noi italiani ci vantiamo di essere la sesta potenza mondiale. Ingenui, siamo degli ingenui. Con una politica estera praticamente inesistente, con i servizi segreti peggiori che si possano avere, servizi che non si rapportano mai con le altre istituzioni, come se andassero per conto loro, con un sistema consolare da far ridere anche un paese africano, pretendiamo di essere la sesta potenza del mondo.

Cameron ha deciso di intervenire senza avvisare il Governo italiano perché sapeva di poterlo fare. Gli indiani hanno sequestrato due nostri marò andando contro qualsiasi legge internazionale perché sapevano di poterlo fare. Penso che veramente la nostra diplomazia abbia toccato il punto più basso. Si dice che una volta toccato il fondo si può solo che risalire. Speriamo ma onestamente non ho moltissima fiducia.

Franco Londei

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