Khaled Meshaal trasforma Hamas nella Hezbollah sunnita

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Khaled Meshaal, capo politico di Hamas, è sempre stato considerato incredibilmente una “colomba” dai benpensanti radical chic frequentatori dei salotti buoni europei. In realtà Meshaal è un assassino spietato e furbissimo a cui importa ben poco del benessere dei cosiddetti palestinesi, un terrorista burocrate in grado di trattare contemporaneamente con i peggiori dittatori mondiali e di vendere un immagine di se da navigato diplomatico.

I documenti sequestrati dalle autorità egiziane nei giorni scorsi mostrano invece il vero volto di Khaled Meshaal, quello di un uomo in grado di organizzare una milizia armata con il compito di reprimere i dissidenti in Egitto e di aiutare la Fratellanza Musulmana. A riferirlo è stato Samir Ghattas, direttore del Middle East Forum, il quale riferisce di aver visto con i proprio occhi un documento nel quale si attestava che il Primo Ministro del Qatar aveva dato 250 milioni di dollari a Khaled Meshaal che dovevano servire per creare una milizia armata di Hamas che avrebbe dovuto intervenire in Egitto in caso di sollevazioni di massa. Solo una vasta operazione preventiva dell’esercito egiziano ha evitato l’intervento diretto di Hamas in Egitto. E oggi qualcuno si meraviglia se il Governo egiziano ha sigillato la Striscia di Gaza.

Ora vorrei che si riflettesse su quei 250 milioni di dollari donati con generosità dal Qatar a Khaled Meshaal e quindi ad Hamas. Proprio questa mattina apprendiamo che Hamas ha lanciato un grido di aiuto per la “grave crisi umanitaria” di cui soffrirebbe Gaza a causa della politica egiziana, ma non risulta che ad Hamas manchino i soldi per acquistare armi o per creare movimenti e milizie terroristiche. Sempre Samir Ghattas riferisce, per esempio, che lo stesso Khaled Meshaal sarebbe dietro al sistema che attualmente sta proteggendo Ramzi Mowafi nel Sinai. Ramzi Mowafi non è uno qualsiasi, era il medico personale di Bin Laden, espertissimo di armi chimiche e di bombe radiologiche, egiziano molto vicino alla Fratellanza Musulmana è protetto da milizie di Hamas con il finanziamento di Arabia Saudita e Qatar. Gli egiziani gli stanno dando una caccia spietata ma fino ad ora la rete creata da Meshaal ha funzionato a dovere.

Occorre quindi fare un passo indietro quando si parla di Hamas e non limitarci a immaginarlo come un movimento terrorista circoscritto alla Striscia di Gaza. L’attivismo del suo più carismatico leader che erroneamente viene collocato ai vertici dell’ala politica di Hamas dimostra non solo che, come per Hezbollah, in Hamas non esiste alcuna distinzione tra ala politica e ala operativo-terroristica, ma anche che direttamente o indirettamente il gruppo terrorista palestinese è protagonista in tutti i maggiori focolai terroristici del Medio Oriente.

Lo scopo di Khaled Meshaal, secondo i generali egiziani (ma non solo), è quello di trasformare Hamas in una Hezbollah sunnita, insomma di trasformare il movimento terrorista palestinese in un vero e proprio esercito in grado di intervenire anche fuori dal ristretto ambito di Gaza. Per farlo Khaled Meshaal può contare sui soldi sauditi e del Qatar e c’è da giurare che mentre a Gaza chiedono viveri e medicine le armi non mancheranno.

Last modified: Dic 3, 2017