Fa molto piacere che in un momento di crisi globale come quello che stiamo vivendo vi sia un luogo che va in controtendenza. Pensate agli Emirati Arabi? All’Arabia Saudita? A qualche sultanato della penisola araba? No, niente di tutto questo. Ad andare in controtendenza è niente meno che Gaza City.

Proprio così. Mentre il mondo scivola nella più grande crisi globale della storia, mentre decine e decine di paesi in via di sviluppo fanno i conti con migliaia di morti per fame, nel centro di quello che secondo un luogo comune sarebbe il fulcro di tutte le crisi umanitarie, Gaza, si inaugura un lussuosissimo centro commerciale. Il bello è che l’inaugurazione avviene proprio mentre l’Alto Rappresentante della politica estera europea, la baronessa inglese Catherine Ashton, urla ai quattro venti che Gaza è strangolata dal blocco israeliano.

Ora, noi lo sappiamo benissimo il motivo per cui la Ashton sta facendo questo, lo abbiamo spiegato ieri quando abbiamo chiesto la sua rimozione, ma arrivare a fare una gaffe del genere di fronte a tutto il mondo rende l’Europa davvero ridicola.

Si chiama Gaza Mall il nuovo lussuosissimo centro commerciale inaugurato sabato scorso a Gaza City ed è davvero stracolmo di ogni tipo di merce, dall’utensile al bene di lusso, da ogni tipo di prodotto alimentare alla frutta esotica freschissima proveniente da tutto il mondo. Fa senso sentire le parole della Ashton e del rappresentante del UNRWA che si lamentano che i “bambini di Gaza non possono comprare la Coca Cola in Israele” e poi vedere che la possono benissimo comprare a Gaza.

Ora la misura è davvero colma. La storia della crisi umanitaria di Gaza non regge davvero più. L’unica cosa che manca a Gaza sono i nuovi missili iraniani a lunga gittata, quelli che la Ashton vorrebbe far entrare direttamente dal porto di Gaza.

Curioso poi come ci si lamenti per la mancanza di cemento per la ricostruzione ma poi si trovano migliaia di tonnellate di cemento armato per costruire un maestoso centro commerciale. Mica crederete che lo hanno tirato su con i mattoni fatti a mano con malta e paglia? Che dire poi della lamentela che negli ospedali manca l’energia elettrica? Nel centro commerciale di Gaza Mall l’aria condizionata va a mille. Dove la prendono l’energia per i condizionatori e per le sfavillanti luci delle decine e decine di vetrine? Mica crederete che hanno mandrie di muli per far girare le dinamo?

Ieri abbiamo chiesto la rimozione di Chaterine Ashton per le tante bugie che spara su Gaza e sulla supposta “crisi umanitaria” che vive l’enclave palestinese. Oggi facciamo una proposta alternativa alla Ashton nel caso (molto probabile) che la poltrona le si sia attaccata al fondoschiena. Se davvero ci tiene tanto a vedere una vera crisi umanitaria se ne vada in Darfur, in Somalia, nella Repubblica Democratica del Congo, in Chad, in Eritrea o in uno delle centinaia di posti dove la crisi umanitaria c’è davvero. Lasci perdere le finte crisi umanitarie come quella di Gaza. Come detto, l’unica cosa che manca a Gaza sono i missili iraniani (poi non ne siamo nemmeno tanto sicuri), per il resto c’è di tutto e di più.

Sharon Levi

Inaugurazione Gaza Mall

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