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Ieri è morto Ariel Sharon e a parte la solita disinformazione nazi-comunista (a leggere il Manifesto c’è da rabbrividire da tanta falsità) e i soli imbecilli che sul web hanno fatto a gara per chi avesse il cervello più folgorato, la cosa che più mi colpisce e in parte mi preoccupa è la mancanza in Israele di un uomo del calibro e con il carisma di Ariel Sharon.

Personalmente ho solo un appunto da fargli, quello di aver ceduto sulla Striscia di Gaza e di averla regalata ad Hamas con le conseguenze che vediamo oggi. Come tanti ha creduto a quella falsa equazione “pace in cambio di terra” che gli arabi hanno sbandierato e usato (abusato) a loro piacimento, la stessa equazione che cercano di far passare per buona anche oggi e che sta imbambolando una larga schiera di creduloni.

Per il resto Ariel Sharon è stato un fermo difensore del principio che Israele non dovesse cedere a nessuno e che dovesse fare per prima cosa i propri interessi.

Oggi non vedo, parole a parte, chi porta avanti quello stesso principio. Lo stesso Netanyahu è bravissimo a proferire frasi ad effetto ma ha ceduto su molti fronti ai burocrati creduloni, a partire dalla assurda liberazione di centinaia di terroristi per arrivare al non fare quasi nulla sulla questione del nucleare iraniano. E’ innegabile che Netanyahu subisca enormi pressioni internazionali, ma nessuno mi toglie dalla testa che un Ariel Sharon avrebbe preso a calci in culo gentaglia come Obama, Kerry o Catherine Ashton.

E nel dare una sguardo esterno (e probabilmente poco esperto) al quadro politico israeliano non vedo davvero chi possa prendere l’eredità di Ariel Sharon. Se fosse un tantino più trasparente lo potrebbe fare Avigdor Lieberman, che pure a differenza di Sharon è di estrema destra, ma i suoi problemi personali ne limitano parecchio l’influenza. Kadima, la creatura di Ariel Sharon, si è volatilizzata e quello che ne è rimasto si è trasformato in un ibrido della sinistra israeliana. Questo in un momento in cui Israele avrebbe estremamente bisogno di un nuovo Ariel Sharon.

Si prospettano tempi difficili per o Stato Ebraico e credo che più si andrà avanti più gli israeliani e i loro amici sentiranno la mancanza di questo vecchio leone e di un suo vero erede.

2 Comments

  1. Tutti a parlare del grande gesto del ritiro da Gaza ma nessuno che si ponga la domanda: “che cavolo c’entra Gaza con Israele?” La striscia era occupata militarmente e a un certo punto gli occupanti se ne sono andati. È il minimo che dovesse fare, altro che “grande gesto”, manco si fosse ufficialmente scusato per tutti i danni e imorti che Israele ha causato alla Palestina.

    • Franco Londei

      l’unica cosa che ci dovremmo domandare è cosa c’entra la Striscia di Gaza con la cosiddetta “palestina” dato che era territorio egiziano occupato da Israele durante la guerra con l’Egitto. E i cosiddetti “palestinesi” quanto si scuseranno per i morti israeliani? Sono stati e sono loro ad attaccare, Sharon è stato un grande israeliano che ha difeso la propria terra e il proprio popolo a differenza dei leader “palestinesi” che pensano solo ai conti in Svizzera, quindi non si deve scusare proprio di nulla e nessuno lo deve fare per lui.