Secondo Protocollo

La strage di cristiani non si ferma con le buone intenzioni

Ormai è un appuntamento fisso. Ogni domenica una strage di cristiani, sorpresi vigliaccamente dai terroristi islamici mentre, all’interno delle chiese, pregano e professano la loro fede. Ieri a essere colpita è stata la comunità cristiana in Kenya, ma poteva essere quella nigeriana, quella copta in Egitto, in Iraq oppure in uno qualsiasi dei Paesi a maggioranza islamica o dove l’Islam tenta di imporsi con la forza.

Il bilancio degli attentati di ieri in Kenya è di almeno 15 morti e decine di feriti, un attacco coordinato contro due chiese nella città di Garissa. I sospetti cadono sul gruppo terrorista islamico somalo di Al-Sahaabab, un gruppo legato ad Al Qaeda come lo sono i terroristi nigeriani di Boko Haram e come lo sono quelli di Ansar Dine che stanno mettendo a ferro e fuoco il nord del Mali. C’è chiaramente una strategia congiunta tra i vari gruppi appartenenti alla galassia quaedista, una strategia che mira a colpire “gli infedeli” e che vigliaccamente punta a colpire i centri di culto.

Ora, secondo una dilagante e assurda idea “pacifista” bisognerebbe lasciare che questi gruppi del terrore islamico, che siano in Afghanistan o in Africa, facciano la loro strada senza intromissioni. Questa assurda idea che si basa sul concetto di “non interferenza” vorrebbe addirittura far passare l’ipotesi che questi attacchi siano la conseguenza di conflitti, quale quello afghano, che puntano a eliminare questi gruppi. Insomma, se li lasciamo liberi di fare quello che vogliono, probabilmente loro non ci attaccheranno. L’assurdo è che questo concetto suicida inizia a far presa anche nei Governi delle maggiori potenze mondiali che addirittura arrivano a “foraggiare” l’avvento dell’Islam integralista dove non c’era (vedi Obama con l’Egitto).

Beh, lasciatemi dire che è un vero e proprio suicidio. E’ assurdo pensare di lasciare l’Afghanistan ai talebani, la Somalia agli Al-Sahaabab, la Nigeria a Boko Haram o il Mali ad Ansar Dine. E’ assurdo pensare che il concetto di “non interferenza” applicato in queste regioni possa in qualche modo calmare l’odio e la voglia di sangue di questi gruppi terroristici. Anzi, con molta probabilità non farà altro che dimostrare l’incapacità occidentale di contrastare l’avanzata dell’Islam integralista finendo per dare ai terroristi islamici ancora più forza e determinazione. Il sucida  buonismo occidentale è arrivato a un punto tale che in Gran Bretagna si è introdotto la Sharia (la legge islamica) come fonte del Diritto Civile, un fatto gravissimo e che contrasta con gli impegni presi dal Regno Unito in sede europea per quanto riguarda il rispetto dei Diritti Umani. Eppure, assurdamente, questa decisione inglese è stata accolta come fosse un esempio di civiltà da seguire e altri Paesi nordici stanno pensando di fare la stessa cosa.

Sembra quasi di assistere ad una “corsa delle buone intenzioni” verso l’Islam più integralista, una corsa che non potrà che portare verso l’abisso invece che aprire al dialogo. Non si dialoga con i prepotenti, questo è sempre stato valido dagli albori della storia.

E allora vogliamo lanciare un appello alla comunità internazionale: occorre fare qualcosa per arginare il fenomeno della violenza islamica ai danni di coloro che islamici non sono. Non si può lasciare a questi assassini intere fette di territori (quando non interi Paesi) senza reagire minimamente. Il concetto di “non interferenza” ha palesemente fallito. La Somalia, la Nigeria, il Kenia, il Mali, l’area del Maghreb, il Nord Africa, l’Afghanistan, sono diventati territori dove chi non islamico estremista viene perseguitato, viene massacrato. E a loro (gli estremisti islamici n.d.r.) non interessa che l’occidente non faccia niente per interferire, anzi, se ne giovano per conquistare nuovi e più ampi territori. Il suicida concetto pacifista della non interferenza non può più essere tollerato. Occorre invece interferire anche usando la forza necessaria a rendere inoffensivi questi assassini, e quando parlo di “uso della forza necessaria” intendo la giusta forza per spazzarli via, non semplici palliativi.

Il mondo non se ne sta rendendo conto, forse perché alle prese con una delle crisi economiche più profonde e gravi della storia moderna, ma continuare a girarsi dall’altra parte, continuare a cercare il dialogo con questi assassini porterà il mondo libero alla rovina. E’ questa l’eredità che vogliamo lasciare alle nuove generazioni?

Sharon Levi

2 Comments

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  • una volta conquistata l’africa miserabile e disperata e ottenuto la disponibilità di milioni di martiri pronti a farsi esplodere, l’europa sara il nuovo obbiettivo di questi fanatici e vigliacchi assassini. Quelle a cui stiamo assistendo non sono che le prove generali. La domanda che sorge spontanea e chi ci difendera poi da questi mostri e la mia risposta e nessuno sara più in grado di farlo. Loro non danno a differenza nostra alcun valore alla vita soprattutto di qualcuno che non appartenga alla loro religione.
    buona fortuna a tutti!!

  • una volta conquistata l’africa miserabile e disperata e ottenuto la disponibilità di milioni di martiri pronti a farsi esplodere, l’europa sara il nuovo obbiettivo di questi fanatici e vigliacchi assassini. Quelle a cui stiamo assistendo non sono che le prove generali. La domanda che sorge spontanea e chi ci difendera poi da questi mostri e la mia risposta e nessuno sara più in grado di farlo. Loro non danno a differenza nostra alcun valore alla vita soprattutto di qualcuno che non appartenga alla loro religione.
    buona fortuna a tutti!!