Blog Opinioni

La strana Costituente Islamica che vorrebbe Piccardo

Foto LaPresse 08-08-2013 Roma Cronaca Termina oggi la festività islamica del Ramadan, fedeli in preghiera alla Moschea di Roma

Una Assemblea Costituente Islamica per l’Italia. La cita Hamza Roberto Piccardo sul suo profilo Facebok in un post nel quale l’importante esponente musulmano ricorda alcuni punti salienti della Costituzione italiana che tutelano la libertà di religione.

Ora, a prescindere che nessuno vieta ai musulmani di praticare la propria religione e che non esiste, grazie al cielo, nessun pericolo per la comunità islamica in Italia come invece lascia intendere Piccardo quando scrive «il fatto di essere minoranza oppressa e quotidianamente minacciata non può essere fonte di diritto». Ma quello su cui sarebbe bene soffermarci sono i riferimenti alla Costituzione fatti da Piccardo e in particolare quello relativo all’Art. 3 sul quale Piccardo cita e scrive

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. (Ogni discriminazione, sperequazione ed eccezionalismo è anticostituzionale).

E’ interessante notare che Piccardo cita la discriminazione come elemento anticostituzionale, il che è vero, ma non lo è solo nei confronti di una religione o di un gruppo ma anche nei confronti delle donne che, come chiaramente non precisa l’autorevole Fratello Musulmano, devono essere considerate uguali agli uomini. Quindi, a cosa si riferisce Piccardo quando cita questo articolo della Costituzione? Solo alla religione islamica o ci mette dentro anche i Diritti delle donne? Ma soprattutto, religione islamica e Diritti delle donne sono compatibili visto che l’Islam si basa sulla Sharia?

Quindi Piccardo cosa vuole esattamente? Vuole una costituente islamica in grado di trattare con il Governo italiano, al pari delle altre religioni, sul «diritto di organizzarsi in base ai loro statuti». Bene, è più che giusto, ma lo statuto di questa fantomatica “associazione islamica” sarà basato sulla Sharia o prevede l’applicazione di quell’Art. 3 che proprio Piccardo ha citato? Delle due una, perché l’articolo 3 della Costituzione italiana prevede quella parità di Diritti tra uomo e donna che la Sharia non prevede.

Ho l’impressione che invece Piccardo intenda qualcosa di completamente diverso, e cioè che voglia una (giusta) Costituente Islamica solo per poter trattare con lo Stato al fine di poter usufruire di tutti i benefici di legge senza però rinunciare alla Sharia, che rimarrebbe quindi la base e il fondamento legale dell’Islam italiano.

La cosa buffa è che i cari Fratelli Musulmani non fanno mai alcun riferimento alla base giuridica su cui si basa la loro religione, cioè la Sharia. Fanno mille giravolte sui Diritti e sulla Costituzione ma quella parolina magica non la pronunciano mai. E poi scrivono

L’intromissione dello Stato nella organizzazione della Comunità è un abuso

come a dire, facciamo un accordo con lo Stato Italiano ma solo alle nostre condizioni.