L’escalation di Gaza manovrata da Teheran

Certo che questi iraniani sono proprio dei furbacchioni. Riforniscono di missili la Jihad Islamica e Hamas,gli ordinano di lanciarne a decine su Israele e poi cercano di aprire un caso internazionale quando giustamente Israele reagisce.

Ahmadinejad, che di Diritti Umani se ne intende, ha chiesto addirittura un intervento delle grandi organizzazioni per i Diritti Umani (Amnesty International e Human Rights Watch) affinché condannino i “crimini di guerra” commessi da Israele a Gaza cosa che, ci potete scommettere, non tarderanno a fare, magari con qualche falso rapporto inventato di sana pianta come quelli a suo tempo inventati sul Libano.

La strategia di Teheran è talmente chiara che anche un cieco islamista come Barack Obama non può non vederla: aprire un fronte a Gaza per impegnare le forze israeliane così che rimandino l’annunciato attacco alle centrali nucleari iraniane. Se ne parlava ieri sera a Tel Aviv in un incontro tra analisti dedicato all’escalation in corso a Gaza. La strategia usata dalla Jihad Islamica (con il chiaro bene placido di Hamas) è troppo sfrontata per non pensare che cerchino in tutti i modi di provocare una reazione israeliana su vasta scala. Oltre 150 missili sparati in due giorni tra cui diversi di tipo Grad e almeno due Fajr-5, missili di fabbricazione iraniana in grado di raggiungere Tel Aviv, abbattuti per fortuna dal sistema antimissile Iron Dome, sono decisamente troppi per la piccola Jihad Islamica e persino per Hamas.

Gli iraniani sanno poi che questa strategia può contare su un grande sostegno mediatico internazionale. Infatti immediatamente dopo il primo attacco israeliano di risposta al lancio dei missili, è immediatamente partita la solita campagna di disinformazione dei media internazionali, una campagna mai vista per esempio per le stragi di Assad in Siria, per le repressioni in Iran o per gli attacchi turchi in Kurdistan. A Teheran sanno benissimo che i palestinesi, cioè gli arabi che occupano i territori ebraici, sono considerati da tutti una specie di icona antisemita. Poco importa se poi sono sempre loro a cominciare per primi prendendo di mira deliberatamente la popolazione civile. Per gli antisemiti di tutto il mondo, arabi, nazisti, comunisti, nazi-islamici, i “poveri palestinesi” hanno sempre ragione. Chiaro che Teheran ne approfitti.

Ora, se questo continuo lancio di missili non cessa immediatamente, Israele si troverà di fronte a un dilemma di non facile soluzione: attaccare Gaza via terra e risolvere per sempre il problema con il rischio però di dover ulteriormente rallentare (e quindi rinviare) l’attacco all’Iran, oppure limitarsi a colpire per via aerea continuando a preparare lo strike in Iran. E’ chiaro che colpire Teheran vorrebbe dire colpire il mandante, quindi la fonte vera e propria degli attentati, ma eliminare il problema alla base non è la stessa cosa che eliminare Hamas. Non è facile in questi giorni essere a capo di Israele. Il dilemma se aprire un nuovo fronte su Gaza non è di facile soluzione, ma un milione di israeliani sotto assedio sono un po’ troppi perché si sopporti questa situazione per lungo tempo.

Miriam Bolaffi

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