Libano: Teheran taglia del 40% gli aiuti a Hezbollah. Vuole attentati contro Israele

C’è maretta tra la dirigenza iraniana e quella di Hezbollah. Secondo fonti di intelligence israeliana Teheran avrebbe infatti deciso di tagliare gli aiuti economici al gruppo terrorista sciita libanese del 40%, un taglio che equivale a circa 400 milioni di dollari l’anno di aiuti economici diretti e a circa 300 milioni di dollari in armi.

Secondo un rapporto consegnato nei giorni scorsi al capo dell’intelligence israeliana dalla sezione del Mossad che raccoglie informazioni sul Libano, ci sarebbe stata una durissima discussione tra il capo del gruppo terrorista libanese, Hassan Nasrallah, e il comandante della divisione esteri delle Guardie della Rivoluzione iraniane, Hossein Mahadavi, incaricato da Teheran di sovraintendere alle azioni di Hezbollah. Mahadavi, che è uno dei membri anziani delle Forze Quods, ha criticato Hezbollah per non aver incrementato le azioni terroristiche verso Israele e per essersi concentrato completamente sulla situazione interna al Libano. Secondo Teheran i terroristi libanesi avrebbero invece dovuto portare diversi attacchi verso Israele, cosa che non è avvenuta. Per questo motivo l’Iran avrebbe tagliato del 40% i fondi a Hezbollah.

Durissima, a quanto sembra, la reazione di Hassan Nasrallah. Il gruppo terrorista libanese è concentrato sull’imminente decisione del Tribunale Internazionale per il Libano incaricato di indagare sull’omicidio dell’ex Premier libanese, Rafiq Hariri, decisione che secondo indiscrezioni individuerebbe in Hezbollah il mandate dell’omicidio. Se ciò avvenisse il gruppo terrorista si potrebbe trovare in difficoltà e quindi dover reagire militarmente per prendere il controllo del Libano. Per questo motivo, secondo Nasrallah, non sarebbero stati portati attacchi verso Israele come invece chiesto da Teheran. Hezbollah non ha bisogno di aprire un fronte con Israele quando è il Libano il loro vero obbiettivo nel breve termine.

Teheran però non sente ragioni e dopo anni di duro lavoro per armare il gruppo terrorista libanese ora vuole un tornaconto. Questo ha fatto notare Hossein Mahadavi ai vertici di Hezbollah ed è solo per questo motivo che l’Iran ha deciso di tagliare i fondi e l’invio di armi al gruppo terrorista libanese. In sostanza, Teheran pretende che i terroristi di Hezbollah facciano il lavoro per il quale sono stati pagati senza ulteriori rinvii o giustificazioni.

Paradossalmente questi contrasti tra Teheran ed Hezbollah preoccupano molto le autorità israeliane. Si teme infatti che Nasrallah sia costretto a cedere alle pressioni iraniane e che dia il via a una serie di azioni terroristiche contro Israele pur mantenendo una cospicua forza militare destinata alla presa del potere in Libano. Il timore non è tanto che vengano lanciati missili su Israele ma che si dia il via a una campagna di rapimenti di civili e militari israeliani, così come prevedeva il piano originale studiato dagli iraniani e scoperto qualche mese fa dall’intelligence israeliana.  Per questo motivo, dietro consiglio dei vertici dell’intelligence, è stato messo in stato di massima allerta l’IDF Northern Command. Solo nei prossimi giorni sapremo se i timori dei servizi segreti israeliani sono motivati, ma è chiaro che ci si aspetta una importante escalation.

Miriam Bolaffi

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