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Libia, un polveriera alle porte di casa

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Il rapimento di Gianluca Salviato in Libia ci riporta drammaticamente alla terribile realtà libica che, a quanto pare, Governo e media tendono a sottovalutare se non addirittura ad oscurare.

La Libia del post Gheddafi, quella che tutti si aspettavano più democratica dopo la cosiddetta “primavera araba”, è in effetti un vera e proprio polveriera, una specie di santabarbara del terrorismo islamico a pochissimi Km dalle nostre coste.

In Libia sta succedendo di tutto. Gruppi terroristici che si contendono intere città (se non regioni), armi che girano come se fosse un supermarket del terrorismo (e non solo armi convenzionali), le bande di criminali impazzano. Dalla Libia parte l’80% del traffico di esseri umani che i nostri buonisti chiamano immigrazione. E attenzione, perché dietro a questo traffico di esseri umani non ci sono semplici criminali ma c’è il terrorismo internazionale.

Non possiamo più ignorare quello che sta avvenendo in Libia. L’occidente e in particolare Obama, ha creato questa situazione esplosiva alle porte dell’Europa di cui l’Italia ne è la prima linea, e l’occidente deve porvi rimedio al più presto, prima che sia troppo tardi. Non si può lasciare alle porte dell’Europa qualcosa che per il terrorismo islamico è quello che per i pirati era l’isola di Tortuga, una specie di zona franca da dove far partire ogni tipo d scorribanda che, ai giorni nostri, si chiama criminalità internazionale e soprattutto terrorismo islamico.

Ma in Europa, tutti presi a litigare sui ridicoli parametri economici, nemmeno se ne parla di quello che sta avvenendo in Libia, tanto per adesso in prima linea c’è l’Italia. Spetta quindi al nostro Governo portare all’attenzione internazionale la situazione libica. O vogliamo aspettare di vederne le conseguenze?