Secondo Protocollo

L’Iran fornisce appoggio ad Al Qaeda. Ci sono le prove

Che l’Iran fornisse appoggio, denaro e addestramento ai talebani è una cosa risaputa, ma che fornisse appoggio direttamente ad Al Qaeda era fino a ieri solo un sospetto. Ora è una certezza. A rivelarlo è il processo a carico di Ahmad Wali Siddiqui, un tedesco-afghano sospettato di far parte della rete del terrore e di pianificare attentati in Europa.

Ahmad Wali Siddiqui fu arrestato nel 2010 dalle forze americane mentre era in Pakistan insieme ad un gruppo di islamisti tedeschi di ritorno dai campi di addestramento di Al Qaeda. Le indagini portarono ad accertare che il gruppo dei “tedeschi” aveva il compito di colpire duramente l’economia europea con attentati eclatanti alle istituzioni economiche europee. Secondo le ammissioni dello stesso Ahmad Wali Siddiqui, due suoi compagni (Rami Makanesi e Naamen Meziche) per raggiungere l’Afghanistan volarono da Vienna a Teheran usando una agenzia viaggi iraniana che si crede sia collegata ai servizi iraniani. Da Teheran vennero portati direttamente in Afghanistan da uomini delle Guardie delle Rivoluzione iraniana.

Secondo la ricostruzione, molto dettagliata, fatta da Siddiqui, i due una volta a Teheran sarebbero stati contattati da un uomo dei servizi iraniani, tale “Dr. Mamoud”, il quale li ha portati nella città iraniana di Zahedan da dove poi si sono trasferiti in Afghanistan. Secondo le rivelazioni di Siddiqui la città iraniana di Zahedan sarebbe un vero e proprio hub per i terroristi di Al Qaeda e per traffici di ogni tipo con i talebani, il tutto con il benestare e sotto il diretto controllo delle autorità di Teheran. La conferma delle affermazioni di Siddiqui arriva proprio da Rami Makanesi, arrestato dalla polizia pakistana mentre vestito da donna cercava di rientrare in Iran, il quale ha sostanzialmente confermato tutto il racconto fatto da Ahmad Wali Siddiqui aggiungendo, tra le altre cose, che sempre l’Iran darebbe un “imponente appoggio” al movimento islamico qaedista dell’Uzbekistan, un fulmine a ciel sereno che apre nuove prospettive sulle geopolitiche del Caucaso e che chiarisce alcuni punti finora oscuri di quell’area.

Secondo il Procuratore di Coblenza, dove si svolge il processo a Ahmad Wali Siddiqui, siamo di fronte a prove inoppugnabili del coinvolgimento iraniano nell’appoggio ad Al Qaeda, un appoggio che non è casuale o episodico, ma è costante e ben organizzato.

Noemi Cabitza