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L’occidente si è messo il burkini politico

Non vorrei tornare sull’annosa questione del bukini si o del burkini no, ne ho già parlato a sufficienza come ho già parlato del significato politico-culturale di questo indumento e di come l’aver vinto la “battaglia del burkini” sia stata una grande (e sottolineo “grande”) vittoria politica della Fratellanza Musulmana. Ma ci devo tornare perché da quella “vittoria” della Fratellanza Musulmana si possono trarre alcune considerazioni generali e magari vedere cosa si può fare per non trasformare una vittoria politica dei Fratelli Musulmani in una disfatta per la civiltà.

Partiamo da quello che vuol dire per i musulmani aver vinto questa piccola battaglia più ideologica che di Diritto, un boomerang per l’occidente. Sin da subito seguendo le pagine musulmane in rete si è capito il significato che ne volevano dare: l’occidente si è piagato all’Islam e alle leggi islamiche. In realtà l’occidente (in questo caso la Francia) avrebbe semplicemente ribadito il Diritto di una persona (donna) di vestirsi come vuole anche in spiaggia, un Diritto che fa parte della nostra cultura ma che, paradossalmente, non fa parte della cultura islamica. Insomma, loro gioiscono per il rispetto di un Diritto che loro stessi negano alle proprie donne. Se non fosse tragico sarebbe comico. Ma la vittoria più rilevante è quella psicologica. Non solo si possono vantare di aver piegato ai loro voleri l’occidente democratico, se ne possono avvalere per stringere ancora di più la presa psicologica sulle donne per convincerle a indossare quegli indumenti così svilenti.

Vedete, come tempo fa diceva una mia conoscenza musulmana, la stragrande maggioranza delle donne musulmane non è costretta a mettere veli e veloni, vengono convinte a farlo, vengono convinte che è la cosa giusta da fare attraverso ogni pressione psicologica possibile. Quando una donna musulmana dice che nessuno la costringe a mettere il velo o il burkini, nel 90% dei casi dice la verità. Non sono costrette, sono convinte con l’aiuto di una società che per paura di passare per razzista dimentica completamente quali sono i suoi valori, primo tra tutti la parità di genere. E allora lascia correre tutto anche se si rende conto che il concetto di parità di genere viene drammaticamente e sfacciatamente offeso da quei gesti di sottomissione.

Non esiste in Europa una politica di inclusione, non esiste un programma per l’insegnamento dei fondamentali Diritti e delle norme di Diritto che ci siamo dati. Viene lasciato tutto al caso o alle singole linee didattiche. E’ come se avessimo paura di insegnare ai bambini e in particolare alle bambine musulmane quali sono i nostri e i loro Diritti. Ma la cosa veramente drammatica è che si è perfettamente consapevoli che tutto questo non esiste ma lo si accetta per non “turbare” le credenze musulmane. Ci siamo messi un burkini politico che adesso fatichiamo a toglierci.