Secondo Protocollo

L’ultima vigliaccata di Obama: terrorizzato o attratto dagli Ayatollah?

Siamo sempre più convinti che una delle vittorie più grandi ed eclatanti dell’Islam integralista sia stata l’elezione di Barack Hussein Obama alla presidenza degli Stati Uniti, il “grande Satana” che improvvisamente diventa ossequioso e genuflesso ai voleri islamici.

A confermare questa nostra idea non ci sono solo le mosse del Presidente USA che hanno contribuito a portare l’islam integralista a mettere le mani su tutto il nord Africa, ad acuire il conflitto in Medio Oriente e a elevare la Turchia non più laica e democratica ma profondamente islamica al ruolo di leader regionale, ma c’è anche l’indiscrezione, che se venisse confermata sarebbe di una gravità inaudita, diffusa ieri dal Washington Post secondo il quale Obama, attraverso il suo amico turco Erdogan, avrebbe mandato un messaggio segreto agli Ayatollah iraniani in cui si dice disposto ad accettare “un nucleare civile iraniano” a condizione che l’Iran “dimostri inequivocabilmente” l’uso prettamente civile del suo nucleare.

Ora, vorrei aprire una riflessione seria su questo fatto davvero inquietante. Barack Hussein Obama lancia una proposta all’Iran che subito gli “odiatori” hanno definito una “grande proposta di pace” ben sapendo che in effetti è una proposta inutile e addirittura pericolosa. Questo per almeno due validi motivi:

  1. la proposta fatta da Barack Hussein Obama all’Iran di sottoporsi a scrupolosi controlli che accertino l’uso “esclusivamente civile” del loro nucleare non è nuova e non è nemmeno straordinaria. Sia l’Europa che il gruppo dei 5+1 dal 2005 ha più volte avanzato la stessa proposta, accettata a più riprese dall’Iran ma poi sempre disattesa clamorosamente. In sostanza, ogni volta l’Iran ha impedito con veri trucchetti agli ispettori dell’AIEA di controllare effettivamente il suo programma nucleare, riuscendo a prendere tempo e avvicinandosi così sempre di più alla “bomba”.
  2. ammesso e non concesso che effettivamente gli Ayatollah si pieghino e accettino veramente di limitare il loro programma nucleare all’uso civile, ci sarebbe sempre il problema della scorie nucleari con cui sarebbe un gioco costruire diverse bombe sporche da impiegare in attentati terroristici. L’Iran non è un Paese qualsiasi ma uno dei maggiori e palesi sostenitori di diversi gruppi terroristici (Hezbollah, Hamas e quasi certamente Al Qaeda). Chi controllerà dove finiscono le scorie nucleari e che non cadano in mano ai terroristi islamici? Di certo non ci i può fidare delle parole degli Ayatollah.

Ma non c’è solo questo. Barack Hussein Obama con il suo atteggiamento si muove di fatto contro la sua stessa agenzia di intelligence  (CIA) che solo pochi giorni fa ha consegnato un rapporto al Congresso USA nel quale conferma che il programma nucleare iraniano è un “programma con finalità militari”.

Ora la domanda che dobbiamo porci è una sola: Barack Hussein Obama è terrorizzato dagli Ayatollah e dalla prospettiva di una guerra tanto da capitolare su tutti i fronti arrivando addirittura a diffondere notizie riservate sulle mosse anti-Iran di Israele, oppure è attratto così tanto dall’Islam da diventare un’arma in mano all’integralismo islamico? Personalmente sono sempre più convinta che sia buona la seconda, cioè che Barack Hussein Obama sia intimamente un islamista convinto. Non si spiega altrimenti la sua politica completamente asimmetrica alla storia americana.

Lo ripeto, una delle vittorie più eclatanti dell’islam integralista è stata l’elezione alla presidenza del “grande Satana” di Barack Hussein Obama, una vittoria che va oltre persino gli attentati dell’11 settembre. I fatti sono davanti agli occhi di tutti, difficile poterli smentire.

Miriam Bolaffi