L’ultimo ruggito del coniglio

Ormai ci siamo, il 20 gennaio è vicino e Obama sta per lasciare la guida della più potente nazione della Terra dopo che per otto anni ha contribuito non poco a rendere il mondo un ammasso di cadaveri e una fucina di violenza islamica. Ma il premio ignobel non se ne poteva andare senza fare l’ultimo ruggito del coniglio, così ieri ha ordinato che gli USA si astenessero al Consiglio di Sicurezza dell’Onu su una risoluzione chiaramente anti-israeliana, una decisione che in tanti giustamente definiscono “storica” perché gli USA su certe risoluzioni avevano sempre opposto il veto.

Non c’è da meravigliarsi, i più attenti lo avevano previsto, avevano previsto che prima di andarsene dalla Casa Bianca il coniglio avrebbe ruggito per un’ultima volta, che avrebbe fatto di tutto per mettere in difficoltà il suo successore, Donald Trump, così apertamente schierato con Israele. Lui, il coniglio, invece ha meschinamente lavorato per anni contro la democrazia israeliana. Certo, ha confermato e aumentato gli aiuti a Israele ma obiettivamente non poteva fare altrimenti con una Congresso e un Senato a maggioranza repubblicana. Per il resto si è reso responsabile di una politica fortemente anti-israeliana culminata con l’accordo sul nucleare iraniano, un accordo che per punire lo Stato Ebraico ha danneggiato e messo in pericolo tutto il mondo.

Per intenderci, non sono un fan di Trump sebbene mi piacciano le sue idee su Israele, credo però che la destra americana potesse produrre di meglio. Tuttavia chiunque sarà meglio del coniglio Obama e spero che nel caso di Israele e più in generale per il Medio Oriente Trum mantenga le promesse fatte e che smantelli una volta per tutte la narrativa araba. E’ più di mezzo secolo che siamo costretti a sopportarla e oggi siamo a una svolta storica: o ci arrendiamo agli arabi oppure li mandiamo definitivamente a quel paese.

Paradossalmente la decisione del coniglio Obama potrebbe proprio favorire la fine della storia inventata dell’isola palestinese che non c’è. Infatti la decisione di far passare la nefanda risoluzione ONU potrebbe spingere Israele a chiudere definitivamente qualsiasi contatto con l’Autorità Palestinese. Se tiri troppo la corda poi si spezza.

Ora aspettiamo con trepidazione il 20 gennaio sperando vivamente che il coniglio dopo questo ultimo ruggito che lo iscrive di diritto nella lista degli antisemiti storici si plachi e non faccia altri danni. Otto anni di disastri e un mondo in fiamme possono decisamente bastare.

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