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Marò trattati come pirati e terroristi. Serve coraggio e un messaggio forte

maròFrancamente non ricordo che si sia mai vista una cosa del genere. Due militari di un paese democratico, l’Italia, in missione per conto dello stesso Paese, della Unione Europea e dell’Onu contro la pirateria nell’oceano indiano, trasformati da una banda di barbari in pirati e terroristi.

Invece è quello che è successo ai nostri due marò in India, accusati di pirateria e terrorismo. La giustizia indiana purtroppo la conosco molto bene avendoci avuto a che fare in passato nel seguire il caso di due italiani detenuti illegalmente per oltre due anni in quel paese di barbari che si ammanta dell’appellativo di “democrazia”, ma una cosa così non l’avevo mai vista anche se, detto francamente, me lo aspettavo.

Non starò a ripetere quanto siano stati delinquenti coloro che li hanno rimandati in India, l’ho già fatto qui, adesso credo che il minimo sindacale che si possa pretendere dai nostri burocrati è che li tirino fuori subito da quell’inferno e che lo facciano senza tanti scrupoli o calcoli di convenienza. Ne va dell’immagine del nostro paese già ai minimi termini.

E francamente non ci interessa nemmeno lo squittire di Emma Bonino e le dichiarazioni di circostanza dei vari politici. Adesso è il momento di prenderli e di riportarli in Italia. Poi quei barbari di indiani faranno quello che vogliono e se gli italiani vorranno potranno fare tutti i ricorsi che vogliono, all’Onu alla UE e persino all’inferno. Ma i due marò vanno riportati in Italia. Se vogliamo lo possiamo fare. Abbiamo macchine diplomatiche che non possono essere toccate, voli diplomatici che non possono essere toccati. Non c’è bisogno di un blitz militare per liberarli. Ci vuole solo la volontà di farlo.

Sono due anni che gli indiani ci prendono per i fondelli, hanno messo in piedi un farsa da telenovelas, un processo mai partito basato su nessuna prova. Hanno taroccato tutto, fatto sparire addirittura il peschereccio che doveva essere la prova del reato. Quando è troppo è troppo. Basta discorsi e riportiamo a casa i nostri marò.

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