Meno soldi alla FAO e più risorse alle ONG. Così si combatte veramente la fame



Il solito teatrino, la solita sequela di dichiarazioni roboanti seguite dal nulla ma, soprattutto, il solito scandaloso bilancio di un ente mondiale, la FAO, che spende miliardi di dollari per mantenere se stessa e solo le briciole per combattere la fame. Signore e signori, benvenuti al vertice FAO 2009.

La torta della fame vale miliardi di dollari e mentre i “grandi” si abbuffavano in succulenti banchetti in quel di Roma e discutevano su come aumentare ancora il budget di quella torta, ogni 5/6 secondi moriva un bambino di fame. Nemmeno il tempo di imboccare una polpetta. Un piatto di tortellini al tartufo vale 30 bambini, una fetta di rosbif 20, il dessert (considerando anche il prosecco) ne vale una cinquantina. Una barzelletta di Berlusconi (25 secondi) 5/6. E così, un boccone tira l’altro, durante l’ennesimo inutile summit pieno di tante parole e, soprattutto, di tante pance piene, ne abbiamo persi 360 ogni ora, 8.640 bambini morti in un solo giorno mentre i “grandi” discutevano su come re-distribuire i miliardi di dollari promessi alla FAO.

Si è parlato di “egoismo” di “speculazione sul cibo” di “vergogna dell’umanità”, ma non si è parlato dei 1,73 miliardi di dollari ricevuti dalla FAO dei quali ben 1,48 spesi in “spese di gestione” mentre solo 248 milioni sono stati destinati a progetti di lotta contro la fame. Le briciole. Questa si che è una vergogna. E sapete quanti miliardi a chiesto ancora il direttore generale della Fao, Jacques Diouf? 44 (leggi quarantaquattro o 44.000.000.000 di $). Alla faccia.

Ma sapete qual’è veramente il terribile paradosso di tutta questa vicenda? Che i conti della FAO (come quelli dell’ONU) non sono un segreto, sono davanti a tutti. Eppure continuano a far finta di niente e a mantenere in piedi questo assurdo baraccone quando invece reindirizzando quei fondi su progetti implementati da ONG si combatterebbe veramente la fame nel mondo evitando queste assurde messe in scena, le cene di gala, le 100 ragazze di Gheddafi e le barzellette del Premier.

C’è un altro punto di cui non si è parlato (per l’ennesima volta) a questo show mediatico che è stato il summit della FAO: la lotta al sovra-popolamento, una delle cause principali della fame e della povertà nei Paesi in via di Sviluppo. Il Papa, bontà sua, ha detto che il controllo delle nascite non incide sulla povertà, un modo come un altro per ribadire la contrarietà del vaticano all’uso del preservativo e più in generale dei contraccettivi. E invece la cosa pesa eccome, altroché se incide. Una politica di contenimento delle nascite è alla base di ogni politica di riduzione della povertà. Chiaro che non si parla di una politica alla cinese ma di una serie di iniziative volte a rendere cosciente la popolazione che il contenimento delle nascite facilita l’uscita dalla povertà. Ma si sa, parlare di queste cose è vietato, si rischia di far torto al Vaticano e questo non si deve fare.

Ma le ONG questo lo fanno già. Loro affiancano ai progetti agricoli, di sviluppo e di micro-sviluppo, quella che in gergo si chiama “sensibilizzazione”, quelle operazioni cioè nelle quali un cooperante periodicamente riunisce la popolazione del luogo dove opera per sensibilizzarla su alcune problematiche che erroneamente vengono giudicate secondarie, dall’igiene personale all’uso dell’acqua fino al controllo delle nascite attraverso metodi contraccettivi. Lo sapevate questo? No? Beh, ve lo abbiamo detto noi che non abbiamo niente da guadagnarci nel farlo.

Capite perché non bisogna dare più soldi a baracconi inutili (e costosi) come la FAO, come l’ONU e come tutte quelle centinaia di agenzia spesso sconosciute che bruciano miliardi di dollari solo per mantenere se stesse? Capite perché le ONG (quelle riconosciute) sono l’unica alternativa? L’unico modo di sconfiggere veramente la povertà e la fame. Invece, a livello mondiale, le risorse date alle ONG negli ultimi anni sono calate del 50%, addirittura qualcosa di più in Italia. Questo signori miei è quello che chiama paradosso. Si danno soldi a chi li sciupa e si tolgono a chi li usa per combattere la fame.

E ora che la società civile si prenda la responsabilità di attaccare frontalmente questo sistema assurdo e di denunciare gli enormi sprechi che genera. Basta essere educati e rispettosi dei ruoli “istituzionali” di questi organi mondiali mangiasoldi. Se veramente si vuole combattere la fame e la povertà bisogna lottare affinché i fondi stanziati a quello scopo vengano dati a chi li usa in maniera proficua non a chi li sciupa e li spende per “spese di rappresentanza”.

Bianca B.

Meno soldi alla FAO e più soldi alle ONG

 

 

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