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Migranti italiani e immigrati stranieri: L’assurdo paradosso italiano

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Non amo molto Beppe Grillo (anzi, non mi piace per niente) però ieri durante la sua conferenza stampa seguita all’incontro con Napolitano ha detto una cosa che mi ha fatto riflettere. Più o meno ha detto così: «in Italia pensiamo ai problemi degli altri quando ne abbiamo enormi di nostri. Dopo i rumeni gli italiani sono il popolo più soggetto a migrazione».

Grillo ha perfettamente ragione. In Italia si discute di come accogliere meglio gli stranieri quando non riusciamo a tenere i nostri giovani in patria perché costretti ad andare a cercare fortuna da un’altra parte. La Kyenge e la Boldrini vorrebbero aprire le frontiere a tutti quando i nostri giovani sono costretti a fuggire letteralmente da una situazione disastrosa. Non vi sembra un enorme paradosso?

Possibile che in Italia non esista un politico UNO che non si ponga questo problema? Possibile che mentre l’Italia affonda e i suoi giovani sono costretti a migrare, lo Stato italiano debba sborsare contributi di ogni tipo agli stranieri mentre da noi c’è gente che campa con 300/500 euro al mese?

Per carità, ogni essere umano deve avere i suoi Diritti, ma santo Iddio, possibile che gli stranieri ne debbano avere più degli italiani? E non sto facendo generalismo, è la triste verità. Costringiamo i nostri giovani a migrare e due vispe terese passano il tempo a pensare a come fare per sostituirli con gli stranieri.

E così, con queste prospettive, ogni giorno partono centinaia di migliaia di migranti diretti verso le illusorie promesse della premiata ditta Kyenge – Boldrini, le due vispe terese che se ne sbattono altamente della situazione italiana la quale, grazie alle stesse prospettive, vede migliaia di giovani italiani partire per cercare fortuna all’estero quando dovrebbero averla in Italia.

Ma che cavolo di Paese siamo, ma che razza di politici abbiamo se costringiamo i nostri giovani a fuggire dall’Italia perché non gli diamo prospettive per il futuro e ci preoccupiamo su come fare per dare le stesse prospettive a una marea di stranieri? E’ davvero un enorme paradosso tutto italiano.

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