Migranti: vogliono venire da noi ma ci odiano. Gravi scontri in Francia

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Gravissimi scontri tra migranti e polizia sono avvenuti in Francia nella notte tra il 13 e il 14 luglio scorsi ma nessuno dei maggiori media sembra esserne interessato nonostante le 897 macchine date alle fiamme, le centinaia di arresti e le decine di poliziotti francesi feriti.

Qualche tempo fa Seth J. Frantzman scriveva sul Jerusalem Post che sempre più spesso i migranti «odiano la società che hanno scelto per fuggire dalla povertà e dalle prevaricazioni e che gli ha accolti garantendo loro quelle libertà che a casa loro non avevano». In sostanza odiano la stessa società che gli garantisce quella libertà che nei loro paesi non avevano e per la quale dicono di essere emigrati.

E’ un controsenso che proprio in Francia appare in tutta la sua evidenza con le periferie ormai fuori controllo. Sempre a Parigi pochi giorni prima degli scontri tra migranti e polizia che hanno preceduto il 14 luglio è stata la comunità congolese a provocare gravissimi scontri. Il tutto perché non volevano che un musicista congolese giudicato vicino al Governo si esibisse all’Olimpya, una sala adibita a questi spettacoli. Eppure da noi nessuno ne ha parlato preferendo continuare con gli attacchi al Presidente Macron che giustamente si oppone a che i migranti dall’Italia passino in Francia.

La cosa che più appare in tutta la sua evidenza, specie in Francia, è che non di rado l’integrazione di queste persone è totalmente fallita e non certo per colpa di chi accoglie ma perché i migranti vogliono venire a vivere nella nostra società ma poi ne odiano le regole, i diritti e i doveri che proprio il nostro tipo di società impone. Ne parla l’ottimo Joseph Klein su Front Page Magazine in un articolo nel quale evidenzia come questi incidenti siano tutt’altro che casuali o isolati ma che in Francia e in altri Paesi europei dove l’accoglienza dei migranti è stata massiva, stanno diventando sempre più frequenti mentre i reati commessi da migranti sono saliti alle stelle. E’ l’eredità di quella accoglienza senza regole già praticata in passato da Francia, Gran Bretagna, Svezia, Belgio, Danimarca e tanti altri e che adesso si vorrebbe fare anche in Italia, ma il cui fallimento è sotto gli occhi di tutti, almeno di quelli che non hanno il prosciutto sugli occhi.

In più occasioni mi è capitato di dire che la migrazione è un fatto fisiologico e persino utile, ma che non può essere tollerata né nelle dimensioni né con il sistema senza regole a cui stiamo assistendo nel nostro Paese. I problemi che stanno affrontando oggi i francesi e gli altri Stati europei che in passato hanno fatto questa politica di accoglienza a prescindere ne sono una conferma.

La cosa che fa decisamente arrabbiare è che i media nostrani difficilmente parlano di quello che sta avvenendo negli altri Paesi, dei problemi che affrontano nelle periferie ad alto tasso di presenza di migranti, come se volessero nascondere quello che da qui a qualche anno inevitabilmente succederà anche da noi se non si cambia in fretta questa assurda politica dell’accoglienza senza regole.

Last modified: Dic 3, 2017