Secondo Protocollo

Missili Scud siriani in Libano: Israele studia azione militare

L’intelligence israeliana sarebbe venuta a sapere che la Siria è in procinto di trasferire i missili Scud del suo imponente arsenale in Libano consegnandoli in pratica nelle mani di Hezbollah. A riferirlo è il sito di intelligence DebkaFile, generalmente ben informato e vicinissimo ai servizi israeliani.

Da ulteriori verifiche siamo venuti a sapere che effettivamente il regime siriano, sotto il peso della rivolta popolare, avrebbe avvisato la Russia di essere in procinto di trasferire buona parte del suo apparato missilistico in Libano  compresi i software e gli hardware per il loro controllo e lancio, il tutto per impedire ai ribelli di impossessarsi di questa enorme forza militare.

La cosa non è nuova. Già due anni fa Israele aveva dovuto minacciare una azione di forza quando si venne a sapere che la Siria stava per trasferire una parte del suo arsenale di missili Scud presso Hezbollah, anzi, li aveva già portati in alcuni depositi molto vicini al confine con il Libano. Allora tutto si bloccò anche grazie all’intervento della Russia che capì subito che a Gerusalemme non scherzavano. Ma ora il regime siriano ha la scusa giusta: impedire che i missili finiscano in mano alla opposizione e quindi anche la Russia è d’accordo sul trasferimento.

E’ più che chiaro che Israele non può consentire ad Hezbollah di avere anche questa arma in grado di colpire realmente qualsiasi luogo in Israele con una potenza distruttiva enorme e addirittura con la possibilità di trasportare testate chimiche. Oltretutto, nonostante il tacito consenso russo, la cosa va chiaramente contro la risoluzione 1701/2006 delle Nazioni Unite e quindi è illegale. Non che la risoluzione 1701 abbia fino ad ora impedito ad Hezbollah di riarmarsi pesantemente, ma questo sarebbe davvero troppo.

Per questo motivo a Gerusalemme stanno studiando una opzione militare per impedire il trasferimento dei missili Scud in Libano. Non è chiaro se si tratterà di una azione preventiva, cioè se verranno colpiti i depositi siriani prima ancora che i missili si mettano in viaggio, oppure se si tratta di colpire i missili durante il trasferimento. Una cosa è chiara: quei missili non dovranno arrivare ad Hezbollah, a costo di rischiare una accusa di “intervento contro la Siria”.

Sarah F.

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